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Itinerario 5
San Basilio / Salute
 
Si scende dal vaporetto della linea 2 ( e altre ma meno comuni) alla fermata di San Basilio si va dritti per la calle del Vento chiamata così perché, per l’effetto Venturi, il vento lì soffia più forte che nelle altre calli vicino (o è una leggenda?). La breve calle sbuca nel campo de San Basegio, o Basilio in italiano, facciamo il ponte e la Salizada de San Basegio. Lì è zona portuale appena aperta al pubblico. Prendiamo però la prima calletta a destra che troviamo, la calle dei Frati, e, finita, a destra il Campazzo di San Sebastian con la casetta, che dovrebbe essere stata uno squero (dove si costruiscono le barche, prima della costruzione della casa di fronte.
 
Facciamo il giro della casetta e dirigiamoci verso la chiesa a due campanili dell’Anzolo Rafael. Quando troviamo il rio non facciamo il primo ponte che troviamo ma proseguiamo dritti per la fondamenta fino all’altro ponte costeggiando un prato erboso sopraelevato e la caserma della Finanza. E proprio quel posto è una delle due zone che si possono definire le due montagne di Venezia (che è tutta a livello del mare): una è questa e l’altra è la montagna dentro la Biennale dei Giardini.
 
Il ponte ci porta nelle antiche isole di San Nicolò dei Mendicoli dove cioè abitavano gli antagonisti dei Castellani, i Nicolotti. Venezia era “divisa” tra le due zone: una guardava il mare ad Oriente, i Castellani con i loro lavoranti dell’Arsenale, e una alla terra ad Occidente, i Nicolotti di San Nicolò dei Mendicoli appunto. Molte volte c’erano delle gare che finivano con scontri veri e propri. Appena fatto il ponte proseguiamo dritti fino al ponte seguente, quello delle Terese. Facciamolo e facciamo anche la fondamenta fino a trovarci di fronte alla chiesa di San Nicolò. Di fronte a noi abbiamo anche l’Università di Architettura. Torniamo indietro ed entriamo nella calletta del Cristo fino al ponte Novo de Santa Marta.
Scendiamo il ponte di legno e andiamo a destra prendendo la prima calle stretta che troviamo, quella con i barbacani che quasi toccano la casa accanto. Fuori della calletta andiamo a sinistra per il ponte storto. Facendo i primi scalini osserviamo la chiesa di Santa Maria Maggiore e le omonime carceri. Proseguiamo per la fondamenta dei Cereri e oltrepassiamo il secondo ponte che troviamo, quello dei Guardiani, sbucando dal sottoportico in fondo svoltando a sinistra. Andiamo dritti, facciamo il ponte Briati e poi il ponte seguente, quello dei Foscarini. Di fronte abbiamo la chiesa dei Carmini.
Facciamo l’angolo della chiesa e andiamo a sinistra per il “mitico” campo Santa Margherita. Il campo è luogo di ritrovo di moltissimi veneziani: il piccolo mercato del pesce e frutta alla mattina, negozi di pane, ma anche pizza al taglio, luogo di giochi per i bambini al pomeriggio e ritrovo notturno dei giovani fino a notte fonda nei molti caffé e pub. A questo punto possiamo fare quello che vogliamo girando per il campo. Quando abbiamo finito un piccola curiosità: il mezzo pozzo. Abbiamo il campanile mozzato di Santa Margherita di fronte e prendiamo la calle del Magazen (il Magazen è uno degli antichi bar per i poveri di un tempo) e giriamo a sinistra per la calle dell’Aseo. Proseguiamo fino a che la calle diventa Corte e osserviamo il mezzo pozzo.
 
Torniamo indietro fino al campo Santa Marghe (per gli amici) fino a dove siamo arrivati: di fronte a noi dovremo avere il famoso negozio che vende materiale elettrico Friselle. Giriamo quindi a destra notando, ancora sulla destra, un’altro famoso negozio, di maschere questa volta, (forse il primo negozio di maschere che ha “dettato la moda” dei negozi di maschere a Venezia) di cartapesta particolarissimo. Entrate solo per curiosità. Facciamo il ponte dei Pugni chiamato così perché colà i Nicolotti e i Castellani (vedi sopra) si davano a botte prima per gioco, poi per davvero. A ricordo di questo le quattro impronte in pietra d’Istria ai quattro lati del ponte. Giriamo a sinistra vicino la barca/fruttivendolo. Siamo in campo San Barnaba dove davanti alla chiesa si è girato il film con Indiana Jones/Harrison Ford “Indiana Jones e l’ultima crociata”. Da un tombino, che non c’é, esce Indiana e…
 
Andiamo sotto il portico a due archi (del Casin dei Nobili: il puttanaio del tempo) che noterete voltandovi a destra, chiesa davanti, e proseguite per il ponte Lombardo per la fondamenta della Toletta dove troverete il famoso negozio a metà prezzo (ma adesso la ditta si è ingrandita e c’é di tutto) che tutti i veneziani conoscono. Toletta perché, quando non esistevano tutti e 416 ponti, si usava passare il canale su di una minizattera o toletta (piccola tola o tavola). Proseguiamo fino al prossimo ponte detto delle Maravegie (dal cognome di un’antica famiglia). Fatto il ponte giriamo a destra per la fondamenta Priuli e entriamo nella calle del Pistor. Uscendo abbiamo davanti il fianco del museo dell’Accademia. Giriamo a destra e poi subito a sinistra.
Oltrepassiamo il rio terà Foscarini (o, come diciamo noi, agli Alboreti per la presenza di striminziti alberelli lungo la strada) e ci infiliamo proprio di fronte in calle Pompea, quella col sottoportico. Fuori della calle giriamo a sinistra e poi a destra. Facciamo il ponte di San Vio e proseguiamo dritti per la calle stretta. Da queste parti c’é il museo Guggenheim, palazzo Cà Dario…molte case sono abitate per lo più da foresti famosi e artisti di ogni genere. Fatta la calle stretta giriamo subito a destra e facciamo il ponte del Formager. Sinistra e a destra nel sottoportico del Forno. Alla fine della calle, del Forno appunto, voltiamo a sinistra, poi a destra e poi ancora a destra. Siamo nel campiello Drio agli Incurabili. Gli incurabili erano coloro a cui veniva diagnosticato un male incurabile e che aspettavano di morire. Siamo quasi arrivati.
 
Quando siamo nel campiello degli Incurabili prendiamo a destra e poi a sinistra nel sottoportico. In fondo possiamo osservare qualcosa che ci da l’impressione di uscire proprio da un tunnel. Infatti, finita la calletta, sbuchiamo nel largo canale della Giudecca. Ora abbiamo due cose da fare: o girare a destra e ritornare a San Basilio facendo l’assolata riva delle Zattere o a sinistra per la punta della Dogana. In questo ultimo caso, consigliato, prendete la riva fino ad arrivare alla fine e fermarsi ad osservare San Giorgio davanti e San Marco a sinistra. Prendere la fondamenta che torna indietro dall’altra parte fino alla chiesa della Salute. Anche questo itinerario è finito.
 
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