START | Venezia | Entrata a Venezia dal mare.

Un faro a quadrati bianconeri a destra e uno rosso a sinistra. Il silenzio regna sovrano e una pace eccitante ti pervade.
Barche da pesca piccole, piccole sulla sinistra, altre plananti sulla destra. Barche a vela silenziose che sbattono violentemente le sartie dopo che e’ passato l’ennesimo barcone zeppo di incolpevoli turisti marionetta. Sulla tua destra il forte di S. Andrea che mai ha servito alla Serenissima, a parte quando ha sparato colpi di cannone all’imbarcazione francese unica rea di avvicinarsi in laguna armata in oltre 1000 anni di storia, ma che ti ricorda che siamo a Venezia.
E qui la prima regola: limite di velocità ai 20 km/h. Tutti comunque vanno più veloci di te e ti convinci che il limite è messo li apposta per le navi o cose grandi (pensa che onde).
Vaporetti, motonavi, barconi, taxi, barche da trasporto e ferry boat. Ma d’improvviso tutto si placa: tutti vanno più piano. Prima i taxi, subito dopo i lancioni, per ultimo i vaporetti. Tutti scrutano come falchi qualche barca della polizia nelle immediate vicinanze. Eccola li. E’ la Guardia Costiera. Sfreccia come un orco affamato e nervoso. 30, 40, 60 km/h dribblando barchette inermi e indifese di qualche pensionato. A quando i controlli a quelli che fanno i controlli?
Hai davanti a te una chiesa che ti domandi a chi è intitolata. Se lo domandi ad un veneziano ti dirà che gli sembra che sia la chiesa…forse si sbaglia…no, proprio non lo sa. Pochi i veneziani che conoscono quella chiesa là e molti i veneziani che ti indicano che comunque quei fari lì vicino e quelle impalcature indicano lo stadio del Venezia. Tirando un sospiro.
Le altre barche vicino a te cominciano ad accelerare facendoti capire che probabilmente la barca della guardia costiera di prima era in allarme e che esigeva lo stesso rispetto della autoambulanza delle città a sirene spiegate. Tu comunque avanzi timoroso. Ad un tratto inquadri qualcosa che ti sembra importante e che riconosci sia la zona di S. Marco con il suo campanile. Non fai neanche a tempo di guardare che subito ti trovi in mezzo tra una cosa come 5 vaporetti che seguono una loro precisa direzione che ti senti come un intruso. Nello stesso tempo noti che i proprietari delle piccole barchette ferme lì vicino senza essere ancorate non muovono un ciglio. Sembrano seduti sopra quei tori finti che si trovano alle giostre o in quei locali stile far west ma la loro faccia dimostra che non è un divertimento, ma neanche una seccatura, è come una cosa logica e normale. Devi accelerare altrimenti hai paura che l’acqua entri dentro in barca. Dietro di te un taxi ti sorpassa sollevando una bianca spuma.
Decidi di levarti dai piedi da quell’incrocio e prosegui. In centro canale è meglio. A destra ci sono ancora i vaporetti che si fermano alle molte fermate che hanno da fare notando che con la marcia avanti e la marcia indietro ci danno veramente sotto come fossero tutti arrabbiati.
Ad un certo momento (arrivati nelle vicinanze del ponte dell’Arsenale dove c’é il limite degli 11 km/h n.d.S.) tutti vanno piano. E tu ti adegui. La barca bianca blu della polizia municipale è lì immobile. 100 barche, poche quelle dei turisti in visita a Venezia con la loro barca ma molte quelle di quelli che la barca la usano per lavoro, 100 barche che girano silenziose, stanche, annoiate, come dei fantasmi. E qualcos’altro ti colpisce: sfreccia una barca dei pompieri, sfreccia una barca della polizia, sfreccia una barca dei carabinieri, sfreccia una barca dell’ospedale, sfreccia una barca del Comune, della finanza, della Capitaneria di porto, della guardia costiera, quella verde dei militari, una barca anonima ma con il lampeggiante spento, un’altra con il lampeggiante acceso…
 
Zonta
Nuovi segnali in laguna
 
Il problema di chi si accinge ad arrivare a Venezia con la propria barca, grande o piccola che sia, è la mancanza di cartelli indicanti i regolamenti delle velocità e del comportamento in questa singolare città d’acqua. Immaginatevi la scena di chi arriva a 25 nodi col suo bel motoscafo dalle bocche di porto e che prosegue a quella velocità fino a che si accorge che tutto va come al rallentatore. Gli viene subito un dubbio e comincia a decellerare. Si, ma a quanto si deve andare? Il primo cartello è vicino al forte di S. Andrea e ti ricorda che la velocità massima è di 20 Km/h. Aspetta che faccio i conti: in questa città così marinara si usano le misure terrestri. Non più le miglia ma i chilometri.
Ignaro che a Venezia le barche sono moltissime e che messe assieme danno un sacco di problemi, il tipo non sa che pesci pigliare quando vede che molte vanno velocissime, come i taxi e le barche leggere da lavoro, altre, come quelle bianche da foresto e quelle col motore da 2 cavalli, vanno pianissimo.
Probabilmente non tutti sanno che il buon marinaio deve sapere che in porto non si deve andare forte e che deve rispettare una certa etichetta, ma anche il migliore non sa quali espedienti e quali machiavelliche leggi sono state tirate fuori dal cappello dell’ amministrazione locale per tentare di debellare il morbo del moto ondoso. Le targhe, il posto dove è consentito ormeggiare, i limiti dei 5, dei 7, dei 11, dei 14, dei 20 ecc., non ormeggiare sulle bricole e paline, non levarsi la maglietta in bacino. Non saprà sicuramente se prenderà la multa anche se va a velocità consentita poiché ogni scafo ha la sua onda. Puoi andare ai 5 km/h in Canal Grande ma se la tua barca fa un paio di cm di altezza d’onda in più sei fregato. Ma questo non è un problema: abbiamo i gondolieri che te lo indicano se l’onda è alta. E se non lo capisci prova a scriverti su di un pezzo di carta quello che ti dicono e traduci il tutto servendoti della pagina di Venessia.com una volta arrivato a casa.
 
 Segnali marini
 
Attenzione: moto ondoso artificiale
 
Attenzione: colonna di gondole
 
Attenzione: barche veloci senza illuminazione notturna
 
Attenzione: passaggio caparozzolanti abusivi veloci
 
 Attenzione: caduta cornicioni su rio
 
Attenzione: sacchetti dell’immondizie galleggianti
 
Obbligo di esercitare abusivamente solo al lato destro (sinistro) della strada e/o ponte. Pericolo di calpestare abusivo.
 
Attenzione: cadute turisti da riva
 
Attenzione acqua alta
Pericolo piccioni. Provate dar loro qualcosa da mangiare in inverno…
 
 
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