START | Veneziani | i portabagagli

Il primo desiderio che ha il turista che vuole rimanere più di un giorno nella nostra città è trovare nel più breve tempo possibile l’albergo. I portabagagli (o porter, all’americana, come li si usa chiamare) sembrano dei falchi predatori sonnacchiosi. Stanno normalmente seduti sopra al loro carretto o comunque lì vicino e certe volte hanno un cappello da ammiraglio. Una volta ho domandato a uno di loro come andavano gli affari e, come risposta, mi ha confidato di non stare proprio male ma che da quando hanno messo le rottelline alle borse (soprattutto quando si è deciso di metterle dal lato più largo della valigia perché con i “masegni” che ci ritroviamo in città, la valigia era più in terra che altro mettendo a dura prova le articolazioni dei polsi) il lavoro è venuto meno.
I portabagagli, una volta che si sono messi d’accordo col prezzo del trasporto, hanno un comportamento tutto particolare col turista. Sono loro, per certi versi, il biglietto da visita della città: più si dimostrano gentili più il turista è contento di essere arrivato a Venezia. Ma se hanno la giornata storta, magari quando è molto caldo e c’é molta gente allora siete fritti. Ti guardano “dentro” per capire che tipo di turista sei, e mentre ti dicono il prezzo, ti caricano già le borse (tutte, anche la borsa di plastica che hai usato in treno per metterci dentro il panino e l’acqua minerale, perché si paga a collo). Ma le borse da portare sono sempre quelle grandi ma non glielo dici perché hai paura che lui ti metta a terra tutto. Fai fatica a dirglielo perché lui è già 10 metri davanti a te, ma una volta che vi siete sentiti, lui capisce velocemente e ti mette in braccio, lasciandoti come uno scemo tirchio, l’eccedente. Con lo sguardo cattivo, velocissimo, sfiorando gli stinchi con assoluta bravura, sguardo dritto, ecco vi arrivati a destinazione: l’albergo era vicino a voi non più di 30 metri.
Ma non siamo troppo pessimisti, i portabagagli hanno anche le loro “giornate si” e allora è tutta un’altra musica. Ti, vedono, ti sorridono, cantano qualche canzone degli anni ’60, ti indicano la strada per arrivare all’albergo e, solo come optional, ti offrono il proprio servizio. Come al solito, se la gente si dimostra simpatica anche per loro è un bel lavorare, ma se la gente comincia a pensare che loro sono lì con il solo fine di spremerti il massimo allora avete sbagliato strada. Anzi, saranno loro che vi indicheranno la strada sbagliata per raggiungere il vostro albergo.
 
Aggiornamento anno 2019
Ormai quando si sente parlare di portabagagli o “porter” si identificano personaggi più che altro dal Bangladesh che ogni tanto si azzuffano tra loro per qualsiasi motivo (leggi portarsi via i clienti). Vicino al ponte della Costituzione o giù dagli scalini della ferrovia se ne vedono tantissimi, tutti con i loro carretti personalizzati.
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