START | Veneziani | i colombi

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Parafrasando Cochi e Renato degli anni ’70 “il colombo non è un animale intelligente, lo si capisce da come guarda la gente”. Non so se il colombo veneziano sia diverso da quelli che si possono trovare in altre piazze d’ Italia, ma di sicuro penso sia l’ unico a venir mangiato dai gabbiani.

Il colombo è un uccello domestico, derivato dal colombaccio, con becco breve, dotato di quattro dita per zampa con unghie molto forti, ali provviste di remiganti molto robuste che gli consentono una lunga resistenza al volo. Ho tratto questa definizione da un Devoto-Oli e non penso coincida con quelli che vediamo in piazza ogni dì. I “nostri” raramente hanno tutte le dita perché il turismo porta soldi ma porta via anche le dita dei piccioni calpestandoli continuamente (e le povere zampette sono le prime a volare…anzi a volare sono i piccioni e le zampette restano a terra condite con un grosso grumo di sangue di piccione). Le dita poi vengono mozzate anche perché non si trovano più in giro i tradizionali pezzi per costruirsi il nido ma filamenti in nylon; questi si attorcigliano alle dita e, col passare del tempo, tranciano di netto le dita dei poveri volatili.
Le ali portano molto distanti i piccioni ma da noi a Venezia se ne vedono molti in acqua soprattutto nel bacino di S. Marco dove la distanza con S. Giorgio o la Giudecca è di circa 700 m. Molti piccioni si sono decisi di non usare più le ali ma di camminare pari gli umani e allora coprono brevi distanze. Penso che la loro decisione sia voluta dal fatto che preferiscono usare come zona di ristoro solamente la piazza S. Marco, a prova di questo una notevole presenza di guano acido sopra i monumenti più famosi. Si è tentato ultimamente di risolvere il problema mettendo i famosi dissuasori nelle zone dove di solito si mettevano a riposare o a dormire ma molte volte facevano proprio lì il nido (visto con i miei occhi).
 

Il rapporto che la gente ha con il colombo di piazza è controverso: per farsi la foto classica lo si avvicina con le moine sorridendo come ebeti, quando non serve più lo si scaccia con la scusa che porta malattie. Nei periodi di stanca della stagione turistica il cibo scarseggia e allora guai a buttare manciate di grano addosso le persone (d’ inverno questo gesto serve da espediente per farsi notare dal gentil sesso che grida a squarciagola): i colombi scendono in picchiata simulando un’ attacco alla Hitchcock. Di positivo, rispetto al gabbiano, ha che il rapporto peso piccione/cacca di piccione è minore e allora, una volta ricevuto la dose o in viso o nel vestito nuovo (la caduta a Venezia è automatica) si bestemmia un po’ verso il piccione e un po’ verso il sindaco ed è finita lì. Attenzione! I colombi mangiano solamente dall’alba al tramonto, dopodichè è inutile arrabbiarsi se dopo una certa ora non fate più le foto con il contorno di piccioni affamati e petulanti. Le bancarelle del grano in piazza S. Marco che vedete andare via è il segno. Dare da mangiare al colombo a Venezia si prende una multa se non ci si trova in Piazza S. Marco e con il granoturco che vendono gli ambulanti. Ma non avete paura perché raramente ne troverete molti in altre zone e se ci sono sono paragonabili per furbizia e scaltrezza agli zingari che una volta mangiato volano via differentemente a quelli di piazza che invece restano a girare nello stesso punto per ore anche se non c’è il granoturco.

I colombi a Venezia hanno le loro stagioni. In primavera sono giovani, belli lucidi, pimpanti; d’ estate sembrano giovanottoni di buone speranze, sicuri di sé, sani; in autunno molti incominciano a “perdere colpi” e a domandare con più insistenza il grano ma in inverno c’è la selezione naturale. Anche i più grossi sembrano invecchiare precocemente, la piazza di riempie di penne e piume, verso sera si riuniscono spalla contro spalla in gruppi dai 4 ai 20 esemplari. Sembra un campo di guerra in bianco e nero. Molti sono per terra silenziosi e con il becco rovesciato all’ indietro. Chiazze rosso vivo si alternano a dita mozzate. Corpi sanguinolenti smembrati a colpi di becco dei gabbiani. I prossimi a morire vengono beccati dai loro simili sulla testa e attuando tentativi di rapporti sessuali dettati dalla natura. Quei rimasti in piedi spiccano il volo finendo miserabilmente contro il piumone caldo delle persone che con disgusto si danno una scrollata alle spalle. Aspettando primavera.
 
Se la prendono sempre con i più deboli
E poi dicono. I nostri cari pennuti marciani sono sempre sull’occhio del ciclone. Ogni giorno. Non si può fare niente con le baby-gang, contro i vù comprà, contro l’abusivismo, contro i mendicanti, navi giganti… Molto più facile prendersela con loro che se ne stanno zitti zitti a parte un leggero tubare. Eppure guardate che impegno che ci mettono per fare bella figura nella loro casa che è piazza San Marco.
 
Piccioni a festa
Nessuno ci aveva pensato. Tanto si è fatto per mandare via dalla piazza 19 famiglie. 19 bancherelle che sfamavano i piccioni di piazza San Marco. Nema problema. Ora ci pensano i tanto “odiati” turisti mordi e fuggi che come è noto si portano quasi sempre il mangiare da casa per risparmiare. Qualche panino, qualche focaccina avanza sempre per i colombini. Augusto Salvadori, l’assessore al turismo di quei anni,  infatti è passato ieri nel tardo pomeriggio da solo per la piazza e si è trovato davanti centinaia di turisti che come al solito si facevano le foto attorniati dai famelici piccioni. Tutti con i panini, le focaccine e molti pure con il granoturco comperato al supermercato.

 

Domenica 9 novembre 2008 il Barbasindaco è passato per piazza San Marco. L’ultima volta che c’era stato, a sentire i giornali locali, era l’anno scorso quando ha esclamato, guardando i colombi “Ma quanti colombi ci sono in piazza!” sollevando la famosa bufera finita con la cacciata, dopo 60 anni di attività, dei venditori di granoturco. Cammina cammina e cammina non ti trova la famigliola che da offre bricioline di pane ai colombi? 
Le foto della Nuova Venezia mostrano il barbuto primo cittadino infuriato che prende letteralmente per il coppino (collottola) una bambina rimproverandola dell’ignobile comportamento. E mentre un colombo gli piomba alle spalle ci incazza con un’altra famiglia vicino che non capisce cosa sta succendendo. Di colpo chiama i vigili. Che non ci sono. Sono in giro a mangiarsi un panino.”Mandatemene almeno uno! E che gli spieghi a questi deficienti che i colombi si cibano da soliiii!”. Nella foto sopra: il vigile accorso in aiuto al sindaco mentre rimbrotta un colombo.
 
Ed ecco le foto tratte dalla Nuova Venezia
 
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