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Vogo e ti difendo. 25 aprile 2008.
 
Una manifestazione, quella del 25 aprile, azzeccata dal punto di vista della partecipazione di chi voga per passione. La nostra presenza, quella di un gruppo formato da 7 vogatori Sebastiano, Stefano, Natale, Tommaso, Michele, Massimo e Giulia) in un corlina tinta cioccolato gentilmente imprestataci dal Coordinamento remiere del sig. Giusto, ha voluto dimostrare che anche se nessuno di noi ha normalmente un rapporto stretto con la voga ci tiene a vivere nella sua “città d’acqua” in toto.
Siamo partiti da Sacca Fisola con questo cioccolatino addobbato con un paio di striscioni sponsorizzanti www.venessia.com e una bandiera (in pratica un gonfalone veneziano con al posto del leone la scritta Venessia.com dipinta a mano dal webmaster) a poppa.
Prima del corteo si è svolta la semplice cerimonia del lancio di una anello d’argento di fronte l’area marciana simboleggiante il battesimo di Venessia.com col mare.
Alle 10 circa un considerevole numero di barche a remi si è mosso dal bacino di San Marco lungo il canale della Giudecca per portarsi in un attimo al Tronchetto. Si è proseguito poi lungo il Canal Grande passando sotto il IV ponte dove si è compiuto il rito del rigurgito (usanza da poco adottata da molti veneziani). Dopo la stazione ferroviaria, il canale di Cannaregio. Alzaremi propiziatorio davanti il noto ristorante “Dalla Marisa”. La virata magistralmente condotta dal nostro Sebastiano Cayard dalla parti della Baia del Re ci ha permesso di far dubitare agli abitanti della zona la nostra reale provenienza nonostante la scritta sulle magliette.
Alle Fondamente Nove siamo stati salutati dai nostri amici che ci hanno obbligato a seguirli fino al rio dei Mendicanti. Li ci hanno a malincuore fermati abbordandoci salendo in barca. Sempre controvoglia abbiamo pensato fosse giusto addentare 14 panini col salame del Montello e un paio di bosse di Raboso frizzantino.
Allontanando con autorità e fermezza Mat, Beata e Dario ci siamo avviati nei rii sbucando per pura casualità nel cul-de-sac del rio della Pietà dove non ci è restato altro che domandare in un bar, dove peraltro facevano dei buoni Spritz, la via d’uscita. Con difficoltà l’abbiamo trovata ma la corrente del vicino bacino faceva andare inspiegabilmente la barca a zigzag. I numerosi tassisti, accusando malessere visivo hanno preferito fermare i mezzi per rispetto della ben più nobile barca a 6 vogatori.
L’itinerario ci ha portato all’ingresso del Canal Grande dove numerosi erano i ritardatari della manifestazione. Erano infatti ancora dalle parte dei giardini di Castello scortati dal servizio ramazza della polizia locale. Li abbiamo aspettati lasciandoli addirittura sorpassare. La voga è proseguita dalle parti di Cà Farsetti, la sede del comune dove si solo sentite grida di ambosessi contro l’amministrazione ma soprattutto contro il sindaco.
Passato il ponte di Rialto le altre barche partecipanti la manifestazione accusavano colpi di stanchezza mentre noi, tra un leggiadro tocco all’acqua col remo e uno alla nuca del proprio compagno, freschi come “bocoli” doppiavamo l’ormai famoso IV ponte.
Il ritorno è stato segnato da un venticello primaverile che ci veniva giusto contro. Il cosidetto “Triangolo delle Bermude”, quel triangolo immaginario tra Tronchetto Sacca Fisola e San Basilio dove misteriosamente tutti i vaporetti fanno ritardo, era passato che non ci restava altro che far ritorno alla base.
 
La divisa
 
Il nostro personale addetto al varo (mai fidarsi di nessun’altro)