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Veneziani d.o.c.: questi sono i veneziani che a torto o a ragione sono considerati i più invidiati a Venezia. Comunque caratteristici.

I gondolieri

I tassisti

Gli abusivi

Quelli delle bancarelle

Gli intromettitori

Altri veneziani:

I portabagagli

I venditori di
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I cantanti delle serenate in gondola

I veneziani comuni

I vigili

Sbarbai

 

Colombi

Gatti

Flora & fauna

 

Lido

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Pellestrina

Mestre

Marghera

 

 

Turisti a Venezia: tipologia del cliente tipico e classifica dell'antipatia

 

 

Giapponesi: popolo gentilissimo, di piccola taglia, con le gambe storte che trotterella per la piazza S. Marco fotografando tutto e tutti. Sempre di corsa, questi vengono presi in giro dai veneziani per il loro modo di fare. Li puoi mandare a quel paese ma loro ricambiano sempre con un sorriso. Non comperano quasi mai nelle bancarelle.

 

 

 

 

Coreani, cinesi: brutta gente. Un incrocio tra i cattivi dei film della guerra in Vietnam e sopraffattori del Tibet. Sempre con le mani nel naso, ruttano, sputano, scoreggiano e se stanno fermi non lo fanno mai in piedi ma accucciati per terra come degli sciocchi. Da evitare.

Chi lo dice che questi sono coreani? I commercianti del centro hanno un' occhio allenato per conoscere il paese d'origine di quasi tutti i foresti in circolazione. I coreani sono una figura quasi nuova in laguna e vengono a sciami di 50 persone. Hanno la particolarità di essere come i cinesi ma meno "duri", una specie di napoletani dell' Oriente. La posa del fotografo coreano è quella classica dei Orientali e cioè accucciati come ochette orfani forse di certe apparecchiature "rolleiane" dove per fotografare dovevi metterti la macchina a livello dell'ombelico. Non penso che sappiano molto di tutto quello che c'é a Venezia, non vedo l'occhio attento del tedesco quando ascolta il capogruppo col megafono. Arrivano a Venezia dal Tronchetto e arrivano spediti nelle sale del vetro e dei merletti inseriti come nei tubi d'accesso negli aeroporti. La mezzora di libera uscita li vede dunque sfogarsi come bambini d'asilo nell'ora di aria. Grida, schiamazzi, grugniti, ululati, barriti, miagolii, tutto per aver tra le mani i neri e sporchi pennuti di piazza. Al cambio della macchina fotografica (se la prestano a turno), si mettono a correre quasi scottasse pestando e schivando i colombi alzando i piedi come sui carboni ardenti. Se passate in piazza e vedete le persone che Vi ho descritto allora sono coreani.

 

Americani: razza particolare dove, se gli entri in simpatia, ti sono anche simpatici altrimenti ti trattano come noi trattiamo quelli che provengono dall' est Europa. Se guardi negli occhi un americano a Venezia si mette la mano nel portafogli per vedere che non glielo rubi; se lo fai a New York ti sorride e ti dice: "hi!". Buoni clienti se si rendono conto che è finita da un pezzo la seconda guerra mondiale e che non facciamo gli stessi sconti che facevano evidentemente in quegli anni là.

 

 

 

Francesi: vogliono sempre il pacchetto regalo non facendo caso che non siamo da "Cartier". Hanno sempre qualcosa da dire. Sono meticolosi, esigenti e altezzosi.

Inglesi e tedeschi: qualcuno dirà il contrario ma questo tipo di clientela non ha nessun carisma.

Spagnoli: hanno il morboso bisogno di domandare sempre la borsetta di plastica per ogni acquisto anche se fosse una penna. Erano l'unica razza al mondo a fare confusione con il cambio peseta/lira. Adesso con l' euro fanno sempre la faccia intelligente come per dire: ho capito!

Est Europa: razza giovane. All'inizio spaesata e accomodante, adesso domandano anche loro lo sconto e anche se non si vestono più con i fuseau fuxia sanno sempre puzza di aglio, pari i cinesi, infestando i mezzi dell' A.c.t.v. alle 7 di mattina facendo prendere il raffreddore agli scolari che emigrano a prua dell' 82.

Indiani: gente entrata di buon diritto ad essere, come gli israeliani, i peggiori clienti degli ambulanti. Solo la fantasia di ognuno può immaginarsi come un indiano può comportarsi.

 

 

 

 

 

Italiani: e veniamo agli italiani. Come tutti sanno l'Italia è stretta e lunga e i paralleli fanno la differenza.

Locali: per noi il cliente veneziano è raro ma quando ti domanda qualcosa, magari per il parente vicino a lui che proviene dal sud dell' Italia, te lo domanda come tu fossi un vecchio amico e che lui non è un turista e allora gli devi fare per forza lo sconto. E' come se tu andassi dal tuo salumiere e gli dicessi che tu sei veneziano e che le olive le vuoi ad un prezzo minore.

Veneti: i vecchi sono simpatici anche se il più delle volte dicono di provenire da vicino e allora... I bambini delle scuole che vengono in gita sono semplicemente fantastici: comperano tutto, anche se di poco prezzo, sono svelti, sono educati e non rubano assolutamente niente.

Sud Italia: una volta come adesso comperano tanto e di tutto anche perché è di loro uso fare "presenti" a tutti i loro conoscenti ed amici. Però quasi tutti domandano fortissimamente lo sconto e questo rende noi tutti molto nervosi. Sarà anche il loro modo di parlare ma quando ti dicono: "mi devi fare lo sconto" noi rispondiamo per le rime. I ragazzini che vengono in gita scolastica fanno molta confusione, sono maleducati, qualche volta rubano ma in genere comperano e non fanno tante storie.


Francesi?

Oui...

 

Prima di tutti l'aveva fatto Paolo Frajese per Tv7, poi un altro giornalista travestito da lavavetri e l'altro giorno la cronista della Nuova Venezia a Mestre vestita col burqa per sentire la gente cosa dice. Venessia.com, nel suo piccolo, ha fatto un esperimento del genere inviando 2 collaboratori in incognito, spacciandosi da turisti francesi, nei negozi di maschere a Venezia. "Siamo entrati in diversi negozi del centro, non dicendo niente per i primi 20 minuti ma guarando con estremo interesse tutta la merce dalla maschera da 4€ a quella da 700", hanno cominciato a raccontare. Ogni tanto si sono scambiati qualche parola tipo "merde" o finte pernacchiette indicando la merce più costosa ripetendo "c'est cher". Si sono fatti poi raccontare la storia del Carnevale, della Serenissima, della politica italiana dall'impero romano in poi. Dopo la mezz'ora si sono fatti consegnare dalla commessa tutte le maschere dai 400 ai 500€ mostrandosi molto interessati e, lasciate sopra il tavolo dopo una compilation di no no con la testa, hanno domandato la prima toilette disponibile e se ne sono andati senza neanche salutare se non con l'ennesima piccola finta pernacchietta. I commercianti si sono dimostrti subito molto intolleranti coi francesi biascicando un dialetto molto stretto fatto di inpronunciabili brutte parole dedicate soprattutto ai genitori dei cugini d'oltralpe compresi i parenti di Napoleone. Questo dimostra l'antipatia dei commerciante e del veneziano medio. I nostri collaboratori si sono spinti infatti nelle zone interne della città dove normalmente non si vedono molto spesso i turisti domandando agli anziani in una specie di francese (tanto il veneziano di quelle zone non abituato coi foresti di diversi idiomi ritiene difficile e quasi incomprensibile anche l'italiano) una serie di domande insistenti ricevendo solo l'ennesima maledizione rivolta ai propri cari defunti.

 


Classifica:

In base al comportamento che il turista ha nei nostri confronti ho stilato una classifica dove una razza più di un'altra ha ottenuto un punteggio più alto o più basso pari il suo brutto modo di fare. Logicamente il razzismo non centra.

 

  1. francesi
  2. americani
  3. cinesi/coreani
  4. israeliani
  5. indiani
  6. spagnoli
  7. scandinavi
  8. est Europa/Russia
  9. bulgari
  10. italiani

 


 


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