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Veneziani d.o.c.: questi sono i veneziani che a torto o a ragione sono considerati i più invidiati a Venezia. Comunque caratteristici.

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I tassisti

Gli abusivi

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Termini comuni che non si usano più

 

Di seguito ho elencato i termini veneziani che si usavano fino a qualche tempo fa. Il veneziano non va scomparendo ma viene usato spessissimo anche dai giovani (un po' meno se provengono dall'isola del Lido) e viene continuamente plasmato secondo le mode e il sentire continuo della lingua italiana. Se qualcuno mi può aiutare ad aggiungere qualcosa ben venga.

A seguito delle numerose lettere ho aggiunto anche termini che si usano ancora, che si usano poco o che sono molto particolari e simpatici.

Un capitolo a parte lo voglio riservare al termine "vagina" il quale, come tutti immagineranno, ha molte traduzioni: papussa, patonza, figa, mona, frìtoea, coca, sfésa...

 

Afàno de stòmago: nausea. Si usa poco.

Albèo: abete. (odierno: abete).

A'moeo: frutto simile alla prugna da cui "testa da amolo" (detto di persona poco intelligente). Si usa poco.

Amia: zia. (odierno: sia <pron. s di rosa).

Ancùo oto: oggi 8. Fra 7 giorni.

Armaròn: armadio. (odierno: armadio).

Armeìn: albicocca. (odierno: albicoca).

Articiochi: carciofi. (odierno: carciofi).

Asià: palombo.

Assa: pezzo di filo da cucire. (odierno: fìo).

Aver anda: avere l'aria di.

Avri/àvri: labbra. Si usa ancora.

A'vrano: alloro. Non si usa più.

Bagassa: prostituta. Riferito anche a persona che dice cose non vere. (si usa raramente)

Bagigio: arachide. Si usa ancora.

Bagoeòn: tipo scherzoso. Si usa poco.

Bàgoea: cosa che pende. Si usa poco.

Bagoìna: bastone da passeggio simile a quello di Charlot. (odierno: bastòn).

Bàito(byte-o): confusione. (odierno: confusion/casìn).

Baise: branchie (odierno: branchie

Baracòcoi: gocce d'oro. (odierno: gocce d'oro).

Barba: zio. (odierno: sio> con s di rosa).

Barbusso/sbèsoea: mento. (odierno: mento).

Bartoe'a: linguetta di stoffa o di pelle. In origine parte in ferro delle imposte che serviva per attaccarle al muro. Ma è anche un attrezzo da pesca per l'anguilla molto usato specie nella nella Laguna nord.

Batera/bateria: compagnia di ragazzi giovani. Es: Daii, vien! Semo na bea batera! Dai, vieni! Siamo una bella compagnia!

Baùco: stupidello.

Basegò: basilico (si usa sempre di meno dicendo al suo posto "basiico

Bava da garbìn: brezza di libeccio. Di solito precede la nebbia.

Bechèr: macellaio. (odierno: maceaio).

Bèssi, petenee, schei: soldi.

Betònega/Botònica: detto di persona conosciutissima. Anche di persona che chiacchera sempre troppo. Si usa poco.

Biavaròl: all' epoca biadaiolo, vendeva biave (orzo,risi,avena) verdura seca (piselli, fagioli), scalolame vario e, certe volte anca pesce secco(baccalà, renga) e anca l' olio. Pizzicagnolo. (odierno: saeumiér).

Bisi: piselli. (odierno: piseli/bisèi).

Bisteca àea svissera: hamburgher. (odierno: amburgher).

Boba: sbobba. Mangiare dei poveri. Si usa ancora.

Bocaeto/bocal: vasetto da notte (si usa ancora ma sempre di meno)

Boca mòea: smorfia di disgusto.

Bòide (boiler): scaldabagno. Si usa ancora ma sta scomparendo.

Bombàso: cotone. (odierno: coton).

Bonìgoeo: ombelico. Si usa ancora.

Boro: Immersione della testa sott'acqua; di solito contro la propria volontà (si usa dire e farlo ancora).

Bossa: bottiglia. (odierno: botiglia).

Botéga: cerniera a lampo dei pantaloni. (odierno: cerniera)

Botegòn: grande magazzino. (odierno: osciàn, panorama, corofù).

Broca: chiodo. (odierno: ciodo).

Bromboe/sbromboe: bolle. (si usa ancora)

Brovàr: scottare. (odierno: scottar).

Britoìn: temperino. Frase minacciosa: "te verso come un britoìn". Si usa poco.

Buganse: arrossamento/congelamento delle estremità del corpo a causa dell'esposizione al freddo (si usa ancora).

Butìro: Burro. (odierno: buro).

Camòma: calma. (odierno: calma).

Cabibo: persona che proviene dal sud dell'Italia. (odierno: teròn).

Caeghér: calzolaio. Si usa ancora.

Caesèa del leto: al lato del letto (si usa ancora spesso anche se si può dire anche "de quà del leto")

Cagaura: per dire una cosa piccola e insignificante. Si usa ancora.


Caìa: taccagno. (odierno= tacagno).

Caìcia: caviglia. Si usa raramente.

Caisson: Quando si pulisce il pesce si ricavano dei filetti di carne, una parte pregiata. Anche altra parte di animale comunque pregiata.

Cao: capo di una corda. Da ciò la comune frase "cao de merda", con cui si indicava il cavo pendente dalle navi della Serenissima, con il quale i marinai si pulivano il deretano dopo aver defecato.

Candeoti. I candeoti, o candelotti, sono quella specie di stalattiti di muco che pendono dal naso del ragazzo sbarazzino di antica memoria. In questo caso la soluzione dell'asporto candeoti avveniva con vari metodi: a) aspirandoli violentemente col naso. b) spalmandoseli sul braccio partendo dalla mano arrivando fino al gomito. c) tentando di leccarli fin dove poteva arrivare la lingua.

Canevassa: canovaccio. Si usa ancora.

Carbòna: casa, magazzino o comunque locale di proprietà per giovani.

Caréga: sedia. Si usa ancora.

Carobèra: casa (o altro) mal concia. Si usa abbastanza spesso.

Castraura: carciofo novello. Si usa ancora.

Chèba: gabbia. (odierno: gàbia)

Chebo: balbuziente (odierno: balbussiente)

Cìcara: tazzina. (odierno: tassina).

Ciroloide. Da celluloide, la prima delle materie plastiche artificiali. Una persona è di ciroloide quando è paragonata ad una cosa di plastica e quindi quando per esempio cade non si fa neanche male. Si usava una volta.

Cocal: gabbiano. (odierno: gabiano).

Cogionàr: prendere in giro. (odierno: tor in giro).

Cògoma: caffettiera. (odierno: cafetiera o machina del cafe).

Colséra: trapunta/piumino. (odierno: piumin). Non si usa più.

Coltrine: tende. (odierno: tende).

Combinassion: sottoveste. (odierno: sotoveste).

Companàdego: companatico, secondo piatto. (odierno: secondo).

Condìto: ...come dire...(odierno: par dìr).

Consàr: condire. (odierno: condìr).

Cossa gastu: che cos' hai. (odierno: cossa ti gà).

Còtoea: sottana. Si usa ancora.

Covertòr: coperta. Si usa sempre meno.

Crècoea: testa. Si usa sempre meno.

Cròssoea: Stampella (odierno: stampea)

Da dove vienstu: da dove vieni. (odierno: da dove ti vièn).

Darghe el bati: rovesciare intenzionalmente una cosa su un lato, normalmente per scaricare grosse casse dalle barche.

Da seno: davvero. Si usa pochissimo.

Disnar: pranzare. (odierno: pransar)

Costipà: raffreddato. (odierno: rafredà).

D'arente: vicino. (odierno: vissin).

Debòto: fra poco. (odierno: fra poco).

De fassa: di fronte (odierno: de fronte).

De ongo: subito. (odierno: subito).

Desfortunà: sfortunato. (odierno: sfortunà).

Desìo: confusione/infinità.

Desgropar: togliere i nodi o anche ruttare. Si usa ancora.

Desmisiàrse: svegliarsi. (odierno: svegiarse).

Dessoravìa: inoltre. (odierno: inoltre).

Disiàl: ditale. (odierno: ditàl).

Dosàna : marea calante. Si usa ancora.

Drìo man: di seguito. (odierno: de seguito).

Drènto: dentro. (odierno: dentro).

Euganeghèr: salumiere. (odierno:saeumièr).

Faeàr: sbagliare. (odierno: sbagliar).

Faìve: faville. Si usa ancora

Fàndoghe: facendole. (odierno:fassèndoe).

Faràl: fanale. (odierno: fanàl).

Farse (metarle a...): farle maturare. (odierno: farle maturar).

Far amor: essere fidanzati. (odierno: si usa ancora!).

Far finta de pomi: far finta di nulla con aria ingenua.

Farsòra: pentola per friggere. Non si usa più.

Fassada: faccia. (odierno: fassada o facia).

Fassèndoea su: avvolgendola. Si usa ancora.

Fato/maùro: maturo. (odierno: maturo).

Fetoni/penòni: piedi. (odierno: pìe).

Fiacheta: adagio. (odierno: piàn).

Fiantìn: un pochino. (odierno: pochèto).

Fiàpo: floscio, sfiorito: si usa ancora.

Figà: fegato. (odierno: fegato).

Figura sfondrada/porca: faccia tosta. Si usa poco.

Finton: persona che abilmente riesce a strappare la commiserazione attraverso l'inganno

Fio de ànema: figlio adottivo. (odierno: fio adotivo).

Fior: farina OO

Fisso: denso. (odierno: denso).

Fodrà: foderato, coperto. (odierno: foderà, covèrto).

Fòdra: federa. (odierno: federao fòdera). Significa anche calli secondarie.

Foghér: focolare. (odierno: focoeàr).

Fora par fora: perforato da una parte all'altra. (od.: perforà).

Fora via: sottobanco (odierno: sotobanco) o anche lontano (da foravia) .

Forfe: forbice. (odierno: forbice).

Foresto: turista. (odierno: turista).

Fortagia: frittata. (odierno: fritata).

Fracàr: premere. (odierno: prèmer).

Fravo: fabbro. (odierno: fabro).

Freschin/freschinasso: puzza da pesce e/o da uovo e/o vagina non proprio freschi. Si usa ancora.

Freve: febbre. Freve mata: herpes labiale. Si usa ancora

Frigider: frigorifero (francesismo). (odierno: frigorifero o frigo).

Frìtoea: frittella, vagina. Si usa ancora.

Fruà: logoro. (odierno: consumà).

Fufignoto: capo di abbigliamento o di un tessuto strapazzato, aggrovigliato. (si usa, si usa ancora).

Fu(l)minante: fiammifero. (odierno: fiamifero).

Furbìr: spolverare. (odierno: spolverar).

Gabbàn: paltò. (odierno: paltò).

Gàbia (el gàbia pietà): abbia. Si usa ancora.

Ganassa: guancia. (odierno: guancia).

Ganfo: crampo. (odierno: grampo).

Garanghèo: festino. (odierno: festìn, party?).

Garba: acida. (odierno: acida).

Gargato: trachea. (odierno: trachea).

Gastrico: cattiva digestione.

Gatarìgoe: solletico. (odierno: soètico).

Gàtoeo: tombino. (odierno: tombìn).

Gemo: gomitolo. (odierno: gomìtoeo).

Gesba: batteria musicale(dall'americano: jazz band). (odierno: baterìa).

Ghébo: vigile. (odierno: vìgie).

Ghirba: mento (odierno: sbèssoea).

Giassa: pezzettino fino di legno (compensato) messo come spessore (per esempio sotto a una base o anche un mobile per ovviare a una pendenza). Il termine, assolutamente veneziano, è ancora di uso comune solamente dei macchinisti del teatro La Fenice. Si usa poco.

Giassera: ghiacciaia

Giossa: un po'. (odierno: un pò/un fià).

Giutàr: aiutare. (odierno: aiutar).

Gnagnarèa: malessere (odierno: malessere)

Gnanca: nemmeno. Si usa ancora.

Goeos(s di rosa)ésso: leccornia. Si usa poco.

Gògio faeà?: ho forse sbagliato? (od.: gò forse sbaglià?).

Gorissia: liquirizia (si usa sempre più raramente).

Goto: bicchiere.(odierno: bicièr).

Graèa: graticola. Si usa poco.

Gràmoea: mascella. (odierno: ganassa o masséa).

Grattacasa: grattugia. (odierno: gratugia).

Gràvia: incinta. (odierno: insinta).

Grìma: signora anziana. (odierno: vecia).

Grìngoea(meterse in...): agghindarsi, vestirsi con eleganza. Si usa poco.

Gropo: nodo. (odierno: nodo).

Guaìvo: pareggiato, via di mezzo (un drito e un storto fa un guaìvo), vai tranquillo (va guaìvo). Si usa poco.

Guantiera: vassoio (odierno: vassoio)

Guàr: affilare. (odierno: a-fiàr).

In berta: in tasca. (odierno: in scarsèa).

Incarioeà: tarlato. Pieno di buchi provocati dai carioi, i tarli. (odierno: tarlà).

Inciavaura dea gamba: inguine. (odierno: inguine)

Incoconà: rinpinzato. Non si usa quasi più.

Incarameà: incrostato (nel senso dispregiativo)

Incocà: innamorato pazzo. (odierno: inamorà).

Indòrmia: anestesia. (odierno: anestesia).

Infiapìa: appassita. (odierno: apassìa).

Infolponà: avere addosso un sacco di indumenti

Informigoeà: con il formicolio (si usa ancora)

Infrapoeà: di un tessuto sgualcito

Infumegà: affumicato. (odierno: afumicà).

Ingossà: Otturato, di un tubo oppure di un indumento particolarmente sporco o uno che ha mangiato tanto e stenta di andare di corpo emettendo aria particolarmente puzzolente.

Ingrumàr: fare un mucchio. Si usa poco.

Imarsìo: andato a male. Si usa ancora.

Imatonìo: restare meravigliato o anche duro a capire. Si usa poco.

Imbombà: zuppo d'acqua. (odierno: bagnà).

Imoecà: l'effetto della permanenza in acqua dei polpastrelli. E non solo!

Impapinarse: fare delle papere. Si usa poco.

Impiràda: infilata. (infiàda).

Impìria: imbuto. (odierno: imbuto).

Impissà: acceso. Si usa ancora ma si può dire anche acéso.

Impongà: Borioso, altezzoso, indignato. Viene dal gonfiare il gozzo dei colombi.

Insembràr: mescolare. (odierno: mescoeàr).

In sentòn: seduto. (odierno: sentà).

Intabarà: incapottato. (odierno: incapotà).

Intardigarse: far tardi. (odierno: far tardi).

Intiméa: fodera del cuscino (odierno: fodera/fodra/fodreta).

Intivàr: azzeccare. (odierno: indovinàr).

Invarigoeàr: girare, raggirare ( El te invarìgoea come che'l vol))

Invarigoeastronsi: sacarabeo stercolario (odierno: scarabeo).

Logar: ricoverare, in special modo si dice di una persona anziana ricoverata in ospizio. Es: eo gà logà al San Camìo (l'hanno ricoverato al San Camillo).

Intornovia: tutto attorno. (odierno: tuto intorno).

Madona: suocera. (odierno: suocera).

Magansese: traditore. Si usa ancora, ma poco. Deriverebbe da Gano da Maganza, traditore nella battaglia di Roncisvalle.

Magoga: gabbiano vecchio normalmente grigio e più grande.

Mamai= grumi di polvere. Si usa dire anche "gati, gati de polvere o rodoi (rotoli) de polvere. Quando si spolvera dove c'é molta polvere e si formano quella specie di grumi molto caratteristici.

Marangon da soaze: falegname da cornici (buono a nulla).

Marangòn: carpentiere o falegname. Non si usa più.

Marantega: donna vecchia vedi carampana.

Maridà: sposato (odierno: sposà).

Marsion: piccolo pesciolino della laguna

Manissa: maniglia (odierno: maniglia).

Mantèca: crema (si usa poco)

Manzo da rio: pantegana (grossa).

Massarìa/marsarìa: trasloco. (odierno: si usa raramente...ma non tanto, va).

Méter a batìso: distendere un oggetto per il suo lato più lungo.

Méter a in sinque via: mettere un oggetto in obliquo di cinque centimetri rispetto alla perpendicolarità dello stesso nei confronti del terreno.

Missiér: suocero. (odierno: suocero).

Mistrà: anice (odierno: anice)

Mamai: grumi di polvere. Si usa dire anche "gati, gati de polvere o rodoi (rotoli) de polvere. Quando si spolvera dove c'é molta polvere e si formano quella specie di grumi molto caratteristici.

Momola: capriola o bella e giovane ragazza.

Momoni: caramelle, bon bons.

Mona i sòcoeo: ragazza vestita per la festa.

Mossa: diarrea (si usa ancora)

Musana: viso. In senso simpatico. (odierno: viso).

Musìna: salvadanaio. Si usa ancora.

Nàpari: naso. (odierno: naso).

Nissiògo: in nessun luogo. (odierno: da nissuna parte).

Nissiol: lenzuolo (si usa ancora)

Omo de egno: attaccapanni (odierno: atacapani)

Onto bisonto: molto sporco

Ostregheta: trasformazione della parola "ostia"(ost...). Non si usa più.

Ovadeghe: desquamazioni della pelle

Pagiòea: forfora. Non si usa più.

Paltò: palletò

Pandòeo: persona adulta ma infantile

Papagà: pappaggallo. (odierno: papagàeo).

Papina: piccolo schiaffo. Si usa poco.

Papussa: vagina. (odierno: figa...mona...ecc.). Anche pantofola.

Parlar in cìcara: parlare difficile spesso senza riuscirci facendo brutte figure.

Parsùto: prosciutto. (odierno: prosciuto).

Partìcoea: persona che si lagna sempre. Si usa ancora.

Passaora/passadora: scolapasta. (odierno: scoeapasta).

Pasteoca: gondoliere.

Pastrociar: fare qualcosa con poca cura.

Patòni (a patòni): schiaffi. (odierno: s-ciaffi).

Peada: calcio. (var. "peadon: calcio di maggiore entità).

Pégoea: sfortuna. (odierno: sfortuna/sfiga).

Penoni: piedi nudi, andar a penoni= camminare scalzo. Si usa ancora.

Peocio/peocioso: tirchio (si usa ancora)

Peocio puìn: occhio di pernice (callo tra le dita dei piedi)

Petaisso: appiccicoso.

Petenee: soldi

Peteté: indica persona adulta con atteggiamenti infantili (si usa poco)

Piàvoea: bambola. (odierno: bàmboea).

Piàvoeo: pagliaccio. Dispregiativo. Si usa poco.

Pignata atomica: pentola a pressione. (odierno: pignata a fis-cio o pignata a pression).

Piròn: forchetta.(odierno: forcheta).

Pistagna: bavero. "Tirarse su eà pistagna"...tirarsi su il colletto per ripararsi di più dal freddo

Pistor: fornaio (odierno: forner).

Pissin: pipì (odierno: pipì o pissada)

Pìtima: persona pesante (nella repubblica il Pìtima era una persona autorizzata dalla repubblica e pagata da creditori per tormentare i debitori, anche pubblicamente, fino al pagamento dei debiti).

Placa: facchino, portabagagli. (odierno: porter o portabagagli).

Ponto: guasto (riferendosi al frutto). Il termine va a scomparire.

Pope: gondoliere. (odierno: gondoglièr).

Potacèa: scodella di poco valore multiuso. Ciotola. (si usa ancora)

Pote: Bricco. (dall' americano: "potter"= stoviglia in genere). (odierno: pignatéa).

Putanessi: cose inutili (odierno: putanàe)

Reboto: la parte posteriore della scarpa. (si usa poco)

Reciòn: gay (si usa spesso e volentieri).

Refàr: riuscire. (odierno: riuscìo).

Rusàr/rusa/rusòr: ronzare/che ronza/ronzio. (odierno: rumòr, rònsar, rumòr).

Rosegoto: pezzo di pane secco. Rosegoto de fia può volere significare anch ragazza di brutto aspetto. Si usa di rado.

Rusiol: orzaiolo (si usa ancora)

Saeatàda: fregatura(anche ciavàda). Si usa poco.

Saèno: sedano. (odiergno: sedano).

Samoca: scarpa. Spesso usato in senso dispregiativo: scarpa grossa, sgraziata. (si usa sempre più raramente)

Samoro nero: il samoro è il cimurro. Per dire che uno è molto costipato. (si usa poco)

Sampe: impronte

Sangioto: singhiozzo

Sansaree: piccoli pezzetti p.e. di intonaco. Non si usa quasi più.

Sàpa/sapàr: calpesta/calpestare(i piedi). (odierno: pesta/pestàr).

Sartora: sarta (si usa per il 50% con sarta, appunto).

Savarià: con la testa sulle nuvole

Sbasìo: pallido, smunto.

Sbeeto: rossetto. (odierno: rosseto).

Sbiseghin: individuo furbetto che si muove come un "bisato", ma solo per curare i propri interessi, senza troppo curarsi dei principi etici.

Sbratacusina: andito separato dalla cucina dove c'è il secchiaio.

Scaetér: pasticciere. (odierno: pasticiér).

Scacaciò: persona che proviene dal sud dell'Italia. (odierno: teròn).

Scafa: lavello. Si usa ancora.

Scagi: ascelle. Si usa ancora.

Scagòto: farsela adosso. (odierno: ciapàr paura).

Scapusàrse: inciampare. (odierno: inciampàr).

Scarmo: magro. (odierno: magro).

Scarpìa: ragnatela. (odierno: ragnatèa).

Schechè/schèchene: balbuziente. (odierno: balbussiente).

Schissa: naso. Vezzegiativo. Si usa ancora, ma poco.

S-ciensa: scheggia o ubriacatura (si usa ancora).

Scravassa: piove a dirotto. Si usa normalmente.

Scueassavache: campagnolo. (odierno: campagnòeo).

Scugér: cucchiaio. (odierno: cuchiaio).

Sensive: gengive (si usa ancora)

Sevénte: marea crescente. Non si usa più.

Sgagiòea: forfora. (odierno:forfora).

Sgionfabosse: maestro vetraio. (odierno: queo del vero).

Sgnanfo: di chi parla con il naso (intraducibile in italiano)

Sguaratada: rismestamento

Sièra sbasìa: brutta cera. (odierno: pàido).

Sensièr: non ubriaco ma quasi. Solitamente si usa per una persona spesso ubriaca e che magari per un giorno non ha bevuto: "ancuo el zè sensier".

Sgnanfo: bleso, che parla con voce nasale o anche fiacco.

Sgrissoi: brividi (odierno: brividi)

Siee: pastiglie.(odierno. pastiglie).

Siol(<pron. s di rosa): culo. (odierno: cùeo).

Slepe/a: piedi grandi. Si usa poco.

Slimego: viscido, il fango dei rii è slimego, le lumache slimegose.

Smanfaro: lestofante, persona inaffidabile.

Smudandà: Sbracato. Si usa ancora.

Soàsa: cornice. (odierno: cornice).

Sorà: raffreddato (odierno: rafredà). Non è il raffreddore ma il raffreddamento, per esempio, di una pietanza.

Sparangàda: ringhiera (odierno: ringhiera).

Spassacusina: cucinino. (odierno: cucinin).

Spassiso: girello per far fare i primi passi ai bambini molto piccoli (odierno: gireo)

Spisièr: farmacista (da spezie).(odierno: farmacista).

Spònser: lavare i pavimenti. (odierno: eavàr).

Sprota: impertinente, sfrontata. Si usa poco.

Sirocàl: vento da scirocco. (odierno:siroco).

Stèfani: denti.(odierno: denti).

Stalfa: piede molto grande. Non si usa più.

Stracaganasse: castagne secche da masticare. Si usa ancora.

Strafanti: cose inutili (si usa poco)

Stròpoeo/Stropagio: tappo. (odierno: tapo).

Stropoéto: vezzeggiativo di un piccolo bambino.

Strucàr: premere. (odierno: prèmer).

Suso: su. (odierno: suso).

Sùste: molle. (odierno: mòe).

Sustegàr: stuzzicare. (odierno: ròmperghe i coggioni).

Tacuìn: portafoglio (si usa ancora ma molto meno di una volta).

Tangaroni/tangara: schiaffi pesanti. (odierno: s-ciaffoni).

Tavaroni: rossore localizzato da punture di insetto. Si usa ancora.

Tepa: tipaccio. Si usa poco.

Terasso: pavimento (odierno: pavimento).

Tirabosson: cavatappi. (odierno: cavatapi).

Tirache: bretelle (si usa ancira anche se si usa di più "bretee")

Tirasimento: di persona dispettosa, che stuzzica (si usa ancora ma sta scomparendo)

Trabàcoi: cose che non servono. (odierno: robe)

Trench: impermeabile leggero. (dall' americano del dopoguerra). ( odierno: impermeàbie).

Usoformio: Lysoform...detto dagli anziani

Vovi squaquaciò: uova strapazzate. (odierno:vovi strapassai).

Vovi basoti: à la coque. (odierno: quei a tre minuti de cotura).

Zòrman: Cugino. (odierno: cugin).


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Saggezza popolare o ignoranza e basta? Metodi antichi per regolarsi senza le medicine odierne ma solo con l'esperienza dei vecchi. Tutto è tratto da un libretto del 1878 di G.B.Bernoni della Filippi editore di Venezia. Il testo è in dialetto ma io l' ho tradotto e sintetizzato in italiano

Il profumo di Venezia

Foto dall'alto

 

Sesso in piazza S. Marco. In "piazza" non si è solo colpiti dalle bellezze architettoniche ma anche dalla presenza femminile che si mette in bella mostra

Turisti: Come in altre città d'arte, il turista viene classificato ed etichettato. Breve commento e classifica antipatia

Extracomunitari: indagine comportamentale

Canzoni tipiche veneziane: le canzoni delle serenate

"Piere sbuse". Mistero e pettegolezzo di quelle pietre con il buco al centro che sporgono in certi palazzi veneziani.

Arrivo a Venezia da Mestre con l'auto

Cronaca di una mattina di mezza estate

Cronaca di una gita in barca sul Canal Grande

Cronaca di una partenza da S. Marco per Punta Sabbioni

Arrivo a Venezia dal mare

Miserie marciane

Ada

Moony Witcher

Sindaco!

RRR

 

Carnevale 2004

Carnevale 2005

Carnevale 2005. Le foto

Il volo della Carolina

Redentore

La Regata delle Befane

S. Martino

Madonna della Salute

Test del moto ondoso. Un problema di Venezia. Classifica della fretta. Commento.

Acqua alta a Venessia: uso degli stivali

Neve

Ricette venessiane tipiche. Da stampare e attaccare in cucina mentre le preparate

Il leone di S. Marco. Storia della nostra bandiera

Leoni marciani

Segnali marini

Cosa fare in laguna?

Le gobbe di Venezia

Giuochi: quelli che si facevano una volta. E di adesso...

Piccola raccolta di ninna nanne e filastrocche

Verbi

Calcio: settore giovanile

 
 
 
     
 
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