Telegrammi/dedica a Venezia

La mattina in cui ho visto il conta-veneziani a San Bartolomio lampeggiare la cifra 59.984 mi sono sorpreso, io ateo, a farmi il segno della croce. Come quando passa il morto. I residenti, almeno quelli ufficiali, da quel momento erano meno dei gorilla di montagna dell’Uganda, specie dichiarata ad altissimo rischio di estinzione dal Wwf e per la quale l’etologa Diane Fossey negli anni Settanta si fece ammazzare. Non risulta che nessuno sia disposto al momento a sacrificarsi per salvare gli ultimi veneziani.
Pierluigi Tamburrini, veneziano

Quando l'anima di una città ci lascia, quando i suoi abitanti non possono più viverla..sembra scomparsa per sempre.
Ma un affetto sincero non morirà mai. Il ricordo dei suoi abitanti vivrà per sempre nei nostri cuori : più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola.
Massimo Fadalti

Venezia come l'Araba Fenice: dalle sue ceneri ne nascerà una nuova!!!
Cesare Borroni

Venezia è morta: desolato per questa perdita irreparabile resta solo la città vuota e infestata da mutevoli umani frettolosi, a volte sbarcati da mostruose navi (aliene?), altre volte di incerta provenienza: unica certezza è la loro veloce razzia seguita da improvvisa sparizione al calare del sole.
Intamto, noi superstiti, in attesa della consegna dei costumi tratti dal repertorio della Commedia dell'Arte, forniti dal Comune e Assessorato alla Cultura, avremo presto un nuovo ruolo di comparse da fotografare, affinchè la città di Venezia sia più pittoresca, magari meglio del Venetian di Las Vegas, così non deluderemo turisti e mercanti, e, finalmente, smetteremo di lamentarci.
Marco Tosa

ERANO 40 ANNI CHE AGONIZZAVI SUL TUO LETTO DI MORTE E COMPLICI I PREPOSTI ALLA TUA BUONA SALUTE E VITALITA ORA TI SEI SPENTA AI POSTERI RIACCENDERE L'ULTIMO LUMICINO
Mauro Crisech

Finchè ci sarà acqua, Venessia non morirà...
Mauro Dardi

Son trascorsi 14 anni da quando mi rapisti dalla mia città natale per farmi vivere in un sogno dove innamorarmi e far crescere due splendidi bambini, ricordandoti per sempre dovrò tornare a Mestre dove cercherò di non far perdere il tuo ricordo imperituro...
Andrea Casadei

Venezia è una città generosa: ti regala la quiete dei suoi angoli più nascosti, la magia dei riflessi sull' acqua, il silenzio della laguna, il privilegio di perdersi nella storia.
Se ami Venezia, te la porti sempre nel cuore e fai quello che puoi, per provare a risolvere i suoi problemi.
Gioia Tiozzo

Passa una gondola - dalla Città:
"Ehi! della gondola - qual novità?"
"El turismo infuria – i fioi ne manca...
sul ponte sventola - bandiera bianca!"
Pietro Alvise Gaggio

Da 1966, tutto il mondo ho promesso a Venezia di salvarla. Eppure, ogni giorni; alcuni dei suoi abitanti devono abandonare la città al suo destino. La forza del destino ? Una tragedia antica ? Piuttosto una realta umana : si tratta di una sfida che si deve raccogliere, una Venezia a viso umano.
Federico Delarue

Celebriamo il funerale di una Venezia che muore,
muore la Venezia dell'arroganza dei potenti,
muore la Venezia dei soldi facili fatti sulla pelle dei cittadini,
muore la Venezia degli imbrogli ai turisti e agli elettori,
muore la Venezia delle "mandole",
muore la Venezia del "tanto nol se pol far niente",
muore la Venezia del "ciamo el me amigo in comune"
Celebriamo la nascita di una Venezia che non morirà mai, quella per i Venexiani.
Emanuele Dal Carlo

Morta è Venezia,
di accidia, inettitudine, pigrizia.
Del lento dissanguarsi dei suoi figli,
di pubblica nequizia,
di avidi mercanti e indegni mercimoni,
di politici garbugli
del rapido incalzare di foresti piedi.
Non lascia eredi
se non se stessa
Venite vivi a visitare la morta prima che morte a visitar vi venga
Francesco Businaro

Dal Brasile piangiamo ma giuriamo vendetta. Nostra Serenissima Madre faremo giustizia.
Luigi Faraci

Povera Venezia, come una prostituta, sei stata da tanti usata e amata, e ora che il tuo fascino è sbiadito, i tuoi papponi con un pugno di monete, ti hanno abbandonata......
Martina Lasioli

La defunta non e' morta di morte naturale.
Venezzia e' stata assassinata.
L'ultimo colpo e' stato inferto questa settimana con l'approvazione in Consiglio Comunale della variante di Tessera.
Un solo oppositore, gli altri 32 consociati della casta non vanno piu' votati
Francesco Sanvitto

Non ti dimenticheremo mai! I tuoi figli
Maurizio Romanello

Venezia è morta ma solo pochi lo sanno, tutti gli altri continuano e contineranno a gozzovigliare sulle sue spoglie.
Adriano Kraul

Amata città mia, go capìo che qualcossa no andava,
quando, girando per le to calli, le fondamenta, i campi e i campielli,
no vedevo più quei foresti trasognai,
persi in un pensiero de sogno, da soli ma innamorai.
Cossa xe successo, che in pochi anni xe cambià tutto,
navi grandi come città intiere te entrava dentro al costato,
greggi, fiumane de persone che vegniva a visitarte solo, me pareva,
per far passar el tempo, ma de ti, sti qua, cossa i capisse , cossa i vol, cossa xe che i vien a far?
Eccote pronta par el funeral,
tanti ormai te crede morta
ma no i sa che in fondo all'anima
ea Fenice se dibatte
e difatti preparemo, el ritorno dea to gente
Giuseppe Mirisciotti

Auguri per la restituzione d'una serenissima città, liberata dal turismo di massa e tutti i mali che vi ha portato; per la ristituzione dello spirito forte dei veneziani; e per una città di nuovo vivibile e benamata dalla sua cittadinanza.
Eleanor Selfridge-Field

Uno dei suoi pochi fedeli figli, rimasto orgoglioso al suo capezzale, partecipa con rabbia e dolore al triste annuncio dell’uccisione antropologica e culturale della sua materna Venezia, scivolata sotto la soglia dei sessantamila abitanti; la sua Venezia, quella vera ed unica, città insulare e storica, troppo bella, troppo preziosa, troppo elegante, troppo delicata per resistere ad anni ed anni di dissennata e mortifera cattiva amministrazione e di ripetuti ed efferati tradimenti da parte dei suoi concittadini, troppe volte trasformati in cattivi elettori per salvaguardare egoisticamente il proprio tornaconto personale.

Proditoriamente spopolata; mortalmente ferita nella negazione del tuo ruolo e delle tue innate funzioni vitali di capitale amministrativa e di realtà urbana e sociale chiaramente definita, vivace e variegata; scientificamente privata del tuo nome di città e ridotta al rango di quartiere turistico, in procinto di venire trasformato in parco tematico; spremuta per anni come un limone, Venezia mia, hai visto sperperare milioni di euro di Legge speciale e di incassi del Casinò, ma non hai avuto nessuno dei tuoi amministratori capace di salvaguardarti e di organizzare una politica efficace della casa, della residenza, del lavoro e del mantenimento delle tue specificità.

Sei stata lasciata, mia amata Venezia, allo sbando di un turismo che avrebbe potuto essere una tua grande risorsa, ma che chi ti ha mal gestito ha trasformato in una iattura; sei stata negata nella tua forma urbis e non sei stata messa logisticamente in grado di svolgere, con adeguati sistemi di trasporti e di accessi, le tue funzioni proprie di capitale; hai visto negare alle tue acque ed ai tuoi canali le loro principali funzioni di collegamento e di vitalità. Ti è stata negata l’identità e la storia, ed ora ti si vuole vietare, seguendo letali barbute filosofie urbanistiche, assieme ad un futuro degno del tuo nome anche l’evidenza della tua disperata condizione. Basta! E’ venuto il tempo di annunciare la tua morte, di far sentire al mondo il puzzo della tua decomposizione, per poter puntare alla tua rinascita ed alla tua resurrezione!
Io, assieme a chi ora ti piange, non intendo rassegnarmi, e, se oggi celebro questo funerale, lo faccio perché credo e voglio che tu possa liberarti dal cancro dei tuoi nemici interni ed esterni, e perché tu possa essere messa in grado, patria mia, adorata Venezia, di risorgere, nuovamente faro di civiltà, cultura ed efficienza amministrativa!
Pietro Bortoluzzi

Venezia uccisa, eppure non morta.
Uccisa dall'arroganza dei politici, dall'interesse dei potenti, dall'indifferenza dei veneziani.
Non morta perchè ancorà là, affascinante ed amata da un mondo che non smette di donarle soldi e servizi per migliorarne l'aspetto e salvaguardarne l'ammaliante bellezza.
Uccisa dai suoi stessi figli, quei Veneziani che non hanno avuto alcun riguardo nello sfruttarla, violentarla, nell'appiccicarne perfino culi e dentiere d'acciaio sulle magnifiche facciate di chiese e palazzi pluricentenari.
Non morta nella volontà di popoli stranieri che, pur senza invaderne le calli e i campielli, mantengono alta l'attenzione sul valore assoluto di una delle più mirabili opere dell'uomo.
Uccisa nel suo essere comunità ormai estinta perchè incapace di adeguarsi ai mutamenti della civiltà.
Non morta, perchè utile alle aspirazioni di chi su di essa blatera la propria campagna elettorale raccogliendo l'agognato consenso.
Elogio ad una Venezia che non è più, ma che appare ancora là - come sempre - per chi ne trae un proprio profitto.
Massimo Andreoli

Amata città di giorno, villaggio di sera. Città per vecchi, città da non disturbare che "no xe casa sua giovine"; città che marcisse i pai e fiacca gli spiriti all'ombra del campanile e non ti lascia partire, città dell'anima senza più un'anima, città fatta dai mercanti mori, todeschi, turchi, cinesi e uccisa dai bottegai veneziani. Città del cinema senza più un cinema, vetrina dell'arte seduta in disparte, città da remo con taxi giganti, città del vizio, romantica e decadente, da morte a venezia alla morte di venezia. Mi mancherai...anzi no, io RESISTO...
Pietro Silvano

Qui giace Venezia il cui nome fu scritto nell'acqua.
oppure:
Qui giace Venezia una città sconfitta che non si è mai arresa
oppure:
Venezia? Il meglio deve ancora venire....
Lorenzo Marangoni

Come un capitano affonda con la sua nave,affonderò con Te!! Ma vederti coperta d'acqua,non così romanticamente,ma cogli occhi sbarrati come chi annega,allora voglio essere come Biagio Zulian che piuttosto che arrendersi,dà fuoco alle polveri perendo con Te gridando :San Marco!!
Che soddisfazione affondare guardando i topi abbandonare la nave che si trova in mezzo al mare.....non raggiungeranno mai la riva!! topi barbuti!!
Natale Vianello

Piango Venezia uccisa e violentata dai suoi amministratori e dai suoi cittadini.
Piango la Venezia dei miei ricordi: la Venezia del "Liston" dei giovani in Piazza, la Venezia dei giochi in campo, la Venezia delle attività artigianali, la Venezia delle famiglie numerose, la Venezia dei tanti negozi per i residenti, la Venezia del turismo signorile e rispettoso, la Venezia senza moto ondoso e senza inquinamento.
Come credente però auspico e prego che, dopo l'improvvisa e purtroppo prevista dipartita, una nuova era si riapra, una vera e propria resurrezione grazie alla presa di coscienza di tutti noi che l'amiamo oltre ogni logica e pregiudizio
Gianni Darai

Qui giace Venezia, ex-città più bella del mondo, ora passata a miglior vita da paesotto, da quando i suoi residenti sono meno di 60.000. La piangono inconsolati alcuni imbecilli che si ostinano a rimanerci.
Valter Roverato

Ti amo Venezia amo la tua storia e ne vado orgogliosa. Soffro del tuo presente fatto di colorati e spesso superficiali barbari in bermuda e pizza take away; soffro dei macellai che dovrebbero prendersi cura di te e di questo tuo prezioso corpo di pizzi di marmo ed acqua e invece lo esibiscono e lo svendono come fosse una vecchia e sdentata prostituta.
Desidero amare il tuo futuro e il prossimo tuo volo bella Fenice.
Lorena Della Togna

Tra le tue calli ho pianto, ho riso di gioia, ho dato baci appassionati...la poesia dei tuoi campi e dei tuoi ponti è per chi sa viverla in silenzio e con discrezione, senza rubarti l'anima..non vedo più rispetto, per te, non vedo amore,..non ho altre parole e nessun desiderio se non quello di piangere,..perchè stanno uccidendo una parte di me che vive con te..non posso credere che oggi tutto possa perdere valore in modo così vergognoso...
Mariliva Mattiolo

Il risveglio sarà in un bacio, come per tutte le più belle cose
Cecilia Foresi

Qui giace Venezia, regina dei mari.
Già patria di mercanti, esploratori e razziatori.
Più volte conquistata, mai domata.
Da marrani bottegai e falsi professori vilipesa.
Come Fenice Risorgerà.
Carlo Donà

Sono un mestrino trapiantato a Venezia per "Amore" da ormai vent'anni, e lasciatemi dire una cosa è proprio perché non sono nato qui che riesco ad apprezzare in pieno questa splendida città e a rispettarla per quello che si merita, Oltre che l'amore a Venezia ho trovato anche un il lavoro più bello al mondo facevo il Gondoliere e credetemi non per il lato economico ma per la gioia di poter spiegare ai turisti la storia di questa bellissima città. E anche ora che il destino mi seduto su una carrozzella continuo a vivere in quella che io considero la mia città, potrei anche scappare in quella che un vero veneziano chiama campagna ma credetemi non sarebbe la stessa cosa,per quante difficoltà uno possa incontrare sono sempre ripagate dall'unica città ancora portata d'UOMO, una parola che da altre parti non puoi incontrare visto che sei chiuso in una scatola di latta. Qui gli spostamenti vengono fatti a piedi e questo ti da il modo di poter comunicare con le persone, cosa di non poca importanza. Potrei dire ancora mille cose ma mi fermo qui. MEDITATE GENTE MEDITATE
Pierpaolo Simion

Triste triste - men vi vil fortsat besøde dit smukke gravmæle, og lytte til Mahlers 5. symp.
C. Solberg

Anca se pensavimo che no saria successo mai niente, purtroppo, el conta Venessiani el va indrio inesorabilmente!
E quando che a zero saremo rivai.....me sa proprio che semo "CIAVAI" !!!
Enrico Leone

... decadenza di Venezia, città che muore ma città sempre viva nel cuore dei veneziani.
Federica Repetto

Usata, barbaramente sfruttata, ad ogni evento adeguata,
da troppo turismo calpestata e da troppi locali infestata.
Questa è ormai Venezia, città storica e leggendaria, regina dei mari, astuta combattente.
Le cose uniche, una volta distrutte, non si ricreano da sè: nè l'atmosfera di una città, nè la sua gente in obbligata fuga.
Però ci si può provare, è nostro obbligo farlo. E' quello che stiamo facendo.
Come ogni santo che dopo il martirio passa a nuova vita, anche Venezia rinascerà, come il suo celebre teatro, dalle sue ceneri in tutto il suo splendore.
Cristina Laezza

Ci sono più veneziani a San Michele che in centro storico. Ma questa città è troppo bella per essere pessimisti.
Gianantonio De Vincenzo, musicista

Nemmeno la peste aveva svuotato Venezia quanto la mercificazione attuale. Impossibile viverci. Impossibile farci l'amore. Ma non era la capitale dell'Eros? E' rimasto solo Thanatos, accidenti! E allora celebriamo come si deve con un bel rito funebre. Le mie condoglianze, Serenissima. R.I.P. Amen
Principe Maurice Agosti, attore

Salutiamo commossi la Venezia che fu attendiamo fiduciosi la Venezia del futuro!
Davide Ubizzo

Non si vuole snobisticamente distruggere turismo unica azienda che funziona STOP Si rischierebbe svuotare ulteriormente città STOP Serve punto equilibrio tra turismo e residenza STOP Venezia sempre stata città cosmopolita e tale deve rimanere STOP Senza residenti nessuno accoglierebbe turisti STOP Solo i lavoratori di Gardaland vivono altrove
Jean Blanchaert, gallerista, Milano

Eri sopravvissuta al saccheggio e alle distruzioni dei franzosi ed allo sfruttamento fiscale dei Lorena e dei Savoia, ma nulla hai potuto contro la lenta, ma inesorabile opera di svuotamento culturale ed identitario operata dai presenti governanti, i nuovi giacobini. Ed a quest’ultimi si addice bene la citazione di un anonimo dell’VIII secolo d.C.:
“Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla”
Alberto Baffa

Ah Venessia, ah Venaga, ah Venusia, ah Venegia! Anche gli ultimi come pellirossa si affogano nello spritz e nei cicchetti in qualche danza per turisti con maschere della Commedia dell'Arte e l'arte ormai è fatta da mercanti di giornata. Onda orgogliosa, ond'aspra, onda fallace e così pur n'affidi e chiami al falso tuo liquido vetro, ma sordo anch'io non muovo, anzi m'arretro. Quante e spaventose e larve, e scuri mi spaventan fantasmi e tristi auguri e voci dolorose. Ma il tuo segreto è chiuso in te, e io so come farti rinascere più ricca e potente che pria.
Gianni De Luigi, attore e regista

CIVILTA' SCOMPARSE: MAYA, ETRUSCHI, SUMERI, BABILONESI, INCA ...VENESSIANI
Renato Pedrocco

Mentre ci siano veneziani con voglia di abitarla, Venezia sarà viva, perchè i cittadini sono l'anima della città. Evviva la città lagunare !!!
Alfonso Norte

Arte, trasgressione, musica, teatro...questi e molti altri gli elementi che hanno reso nel tempo la Serenissima, come dicono gli anglosassoni, "the place to be". Poi, abbiamo perso l'anima, la magia.
Tommy Vee, dj

Io sono proprio felice che siamo scesi sotto la soglia dei 60 mila abitanti: noi veneziani siamo piagnoni, e meno siamo e meglio è. Cerchiamo di vedere le cose sotto un altro punto di vista: 60 mila residenti e 100 mila turisti, tanti ne arrivano al giorno nei periodi buoni, siamo troppi. Si sta stretti, le calli sono intasate: visto che loro, i turisti, non calano, anzi aumentano sempre di più, è giusto che caliamo noi, per educazione, così il nostro sindaco, che per 16 anni ha perseguito o comunque ottenuto questo duplice obiettivo, più turisti e meno residenti, si darà una calmata, e vivremo tutti felici e contenti. Contenti, ma non contanti, perché è da un pezzo che i veneziani non coinvolti nel turismo non contano più nulla, e quando tra un altro po' non ci saremo proprio più finalmente avremo eliminato una fastidiosa distorsione che avvelena il clima di questa città. O no?
Silvio Testa

Venice, city of my soul
Drowning, sinking
Deserted.
Slowly but surely
She dies
As the money makers
Suck the dignity
From her palaces
Her churches
Her people.
Everything changes
She will rise again,
Older, wiser
And with flame - tipped wings.
Venice, city of my soul
Calls to me again.
Kathryn Buxton

Siamo qui tutti per te. Respira a fondo come in questo istante.....e ti prometto che non morirai piu'.
Cesare Colonnese

Mit grosser Besorgnis habe ich die immer rascher fortschreitende Krankheit der Königin der Lagune verfolgt.
Mit noch grösserer Bestürzung musste ich feststellen und tatenlos zusehen, wie die "Ärzte und Pfleger" dich,
unsere Königin Venezia, mit riesen-grossen Dosen Gift und mit harter Brachial-Gewalt zu einem raschen und schmerzvollen Ende brachten.
In unendlicher Trauer begleite ich dich heute, oh Einmalige, Erhabene Serenissima auf deinem letzten Weg,
jedoch mit dem Wunsch aus tiefstem Herzen,
dass du schon sehr bald eine glanzvolle Auferstehung erleben darfst!

in tiefer Trauer und mit grosser Hoffnung
Caterina Zuan

Ciao Venezia, quale tuo corpo è dentro questa bara ? Di certo quello martoriato dall'uomo, che per amar troppo sé stesso ti ha trascurato e malamente usato.
Ma la tua anima è immortale e i figli dei tuoi figli sapranno farti rivivere,
Ciao Venezia e A PRESTO Ambra
Ambra Biagioni

CARA VENESSIA TE GO VOGIUO TANTO BEN E DESSO CHE TI XE 'NDADA IN ZOXO MALEDIGO PAR LA ETERNITA' (DIO LI FULMINI) QUEI FIOI DE CANI CHE NE GA' SVENDUO AL FORESTO.
Pietro Alvise Gaggio

VENEZIA NON HA FINE. HA SOLO NUOVI INIZI.
Pieralvise Zorzi

Venezia (25 marzo 421 - 14 novembre 2009)
Mia cara Venessia, mia patria diletta, tu fosti regina possente sui mari, tu resistetti negli anni a numerosi nemici [Attila, Napoleone Bonaparte e gli austriaci su tutti] e agli elementi della natura [l'acqua nel ’66, il tornado nel ‘70, il terremoto nel ‘76 e l'incendio del ‘96], ma ultimamente stai accusando i colpi inferti proprio da chi ti dovrebbe sorreggere e condurre. Tu, da brava madre, hai messo in salvo i tuoi figli, invitandoli alla fuga. Oggi noi siamo qui, con le lacrime agli occhi, ad annunciare al mondo la tua dipartita. Muore Venezia, si tolgono dalla scena i veneziani… non prima, però, di avere invocato sciagure e maledizioni su chi è riuscito nell’impresa di farti abdicare. Ciao Venezia!
Carlo Lazzarini

Col senno di poi, le sole lungimiranti furono le peripatetiche veneziane. Alle fine degli anni Sessanta, lasciarono l'ultima postazione in Frezzeria per ritirarasi con "dignità". (Quelle signore l'hanno spesso dimostrata!). Saranno state pure vecchiotte e certune ormai fuori da ogni tentazione ma avevano capito che non c'era più trippa per gatti (scomparsi, guarda caso, anche loro): mancava il ricambio generazionale. Cominciarono a chiudere famosi negozi d'alimentari - dice niente Sbrissa e Carlon? -, i cinema dai circa 25 dell'immediato dopoguerra si ridussero ad una diecina poi più niente. Il tutto nell'indifferenza della classe politica e dei veneziani che quella classe avevano eletto.
La città s'apprestava a trasformarsi in albergo o residenza da fine settimana e tutti si fregarono le mani, dopo aver contato i schei, of course. E adesso, gli ultimi abitanti da riserva indiana intendono celebrare il funerale alla loro città? Il de cuius risulta già putrefatto, da un pezzo, cari signori. Comunque, accomodatevi. Che les obsèques siano degne di memoria imperitura. Sentirete tanta puzza ma è, ormai, solo affar vostro.
Claudio Dell'Orso, scrittore

Che da una finta morte, voluta per esorcizzare la morte vera, si possa arrivare a una rinascita reale, gioiosa, autentica e definitiva di Venezia. Chi non ha terra non può essere sepolto; così questa città posata sull’acqua possa vivere e prosperare negli anni a venire, forte della sua storia, del suo orgoglio, della sua gente, che va ritrovata e deve ritrovarsi. Che questa morte e questa rinascita servano da monito a chi non ha amato Venezia, a chi ha detto di amarla e l’ha maltrattata, a chi era convinto di amarla e ne ha solo approfittato. Possa essere sempre città aperta a chi le vuole bene.
Alberto Toso-Fei, scrittore

Dicono che lo spopolamento è un falso problema perché si tratta di un centro storico, cioè di un quartiere di una città della quale fanno parte anche Mestre e Marghera più dintorni. Questa è la gran balla con la quale i comunistelli da sagrestia degli anni 50 hanno lasciato andare per il suo verso lo spopolamento dicendo che si trattava di un travaso di popolazione da un quartiere ad un altro.
Quando si capirà che Venezia insulare non è un quartiere, è una città, e come tale va considerata, si potrà a pensare ad una politica meno rassegnata nei confronti del problema.
Comunque, mi auguro che la Venezia che andate a seppellire porti con sè sotto terra i corvi che la spolpano, i megalomani che la minacciano, i guru che la vogliono a modo loro, i difensori che non la difendono, i ciabattoni che non decidono, e che risorga alla faccia loro grazie ad un impeto di amore costruttivo e concreto dei veneziani veri e dei milioni di persone sparse per tutto il mondo che l'amano più di tanti ciacoloni nostrani....!"
Alvise Zorzi

Un ritorno dei veneziani a casa ci dovrà essere per forza. Perchè la lontananza da Venezia prima o poi la senti. Venezia te la porti sempre negli occhi, nel cuore, dentro. Ti porti la sua lentezza, la sua luce, le sue maravegie. E poi la città cosmopolita per eccellenza non può che rinascere, grazie ai suoi abitanti, come la sua Fenice.
Vittoria Risi, attrice hard

Il funerale deve essere fatto a tutto ciò che fa morire Venezia. Dopo i funerali si torna alle cose della vita. Non ho le idee chiare sul da farsi, ma per quello che sono capace sono qui.
Aldo Tommasin

Ad una città ormai defunta, l'unica dove era possibile muoversi con le proprie gambe e raggiungere tutti i posti, va il nostro ricordo di automobilisti forzati".
Tiziana Menegaldo

Andatevene a casa (rivolto ai politici di centro-sinistra che da 30 anni questa città la stanno distruggendo nell'indifferenza generale della popolazione).
Roberto Moro

Venezia è viva. Sento il suo cuore pulsare nei campi, nelle calli, nei sorrisi dei bambini.
Cristina Lorenzon, ex residente

Venezia per secoli incatenata a chi ti sfrutta senza renderti nulla in cambio
a chi ti dissangua per egoismo senza lasciarti forze per reagire
a chi ti divide dai tuoi legami storici, dalle tue tradizioni, dalla tua libertà...
Richiama i figli in grembo tuo affinchè prendano coscienza fino a resuscitarti
e condurti a splendore com'eri un tempo...
Ma fai presto, altrimenti il nemico del mare compie l'azione opposta, prosciungandoti
invece di bagnarti soavemente come sempre ha fatto il tuo sposo mare.
Nel destino del tuo cammino
San Marco ti protegga...
Stefano Zanellato