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  Espressioni dialettali veneziane. Piccola raccolta delle parolacce.

Termini comuni che non si usano più

Modi di dire

Dizionario veneziano-inglese

 

Leggende di ieri

Leggende di oggi

La leggenda del poaro fornareto

 

Imbarcazioni caratteristiche. A Venezia tutti dicono "ostregheta" e vanno tutti quanti in gondola. Invece l'imbarcazione tipica di Venezia sarebbe...

Muoversi a Venezia. Un tentativo di raccontare i vari personaggi che compongono l' allegra compagnia del trasporto pubblico a Venezia.
Tecniche per usufruire al meglio il vaporetto a Venezia

Miti culinari dei veneziani. Quali sono veramente i cibi e le bevande tipiche che il veneziano consuma quotidianamente.

Come si veste il veneziano nel nuovo millennio.

Cichéti & bàcari: molto ci sarebbe da scrivere. Accontentatevi di questo.

Souvenir: Vivisezione di alcuni tipici oggetti ricordo che ognuno nella nostra vita ha comperato nella classica gita a Venezia.

Sesso in piazza S. Marco. In "piazza" non si è solo colpiti dalle bellezze architettoniche ma anche dalla presenza femminile che si mette in bella mostra.

Turisti: Come in altre città d'arte, il turista viene classificato ed etichettato. Breve commento e classifica  antipatia.

Extracomunitari: indagine comportamentale.

Ospiti meno illustri a Venezia: i borseggiatori. Nuovi arrivi, nomi e vecchie conoscenze.

Canzoni tipiche veneziane: le canzoni delle serenate.

"Piere sbuse". Mistero e pettegolezzo di quelle pietre  con il buco al centro che sporgono in certi palazzi veneziani.

Modi di dire (ringrazio tutti per la collaborazione)

 

punto elenco

Ma no ti gà na casa ciò?! : frase ideata da un simpatico signore di bassa statura proveniente dalle campagne vicine a Venezia; venditore di piante che, dice, provengono dalle sue terre. Invita la gente a comprarle facendogli notare che, se hanno una casa di loro proprietà o in affitto, devono per forza abbellirla con una delle sue piante. A Venezia si usa dire questa frase in molti casi: per salutare un caro amico, per dirgli come va, per dirgli che sarebbe ora di finire di lavorare e che sarebbe ora che tornasse a casa. La si usa anche in stadio contro i tifosi della squadra avversaria. Una piccola aggiunta: mi è data notizia che questa frase non sarebbe propria del signore di bassa statura ma plagiata. Un edicolante in campo della Guerra, vicino a San Marco, lo redarguiva in questo modo gridando appunto "ma no ti gà na casa, cio?" per invitarlo a andare via dalla zona in modo da non rompere i coglioni con le sue proposte di acquisto. Vuoi sentirlo? Vai nella pagina dei Download.

punto elenco

Oii! : a Venezia lo dicono tutti. Dal gondoliere che avvisa la sua presenza all' incrocio di un rio (variante: "Aooe!"), alla persona che vuole fare baruffa, come saluto ad un amico caro e a quello che sta per arrabbiarsi.

punto elenco

Andemo vedere cossa fa el marco.  Si usa per congedarsi da qualcuno dicendo una frase buttata là ma con un doppio significato: andiamo a vedere (in un ufficio cambio) quanto viene valutato il marco tedesco (adesso non più usato per l'uso dell'euro) ma allo stesso tempo, scherzosamente, si vuol anche dire di andare a vedere cosa fa l'amante (il "marco") a tua moglie. 

punto elenco

Sìe ore ea cresse, sìe ea càea. Ogni sei ore l'acqua entra dal mare alla laguna per poi ritornarci. Questa è una frase che viene detta a chi, per esempio, si arrabbia perché a lui va tutto storto: lo si consola dicendogli che per quanto gli vada male prima o dopo sicuramente gli andrà bene. Per lo stesso motivo per chi si gongola troppo della sua fortuna. 

punto elenco

Sàpa piàn e spènsi (s di rosa) guaìvo. Sapa da calpestare e spènsi da spingere. Lo si dice ad una persona che piano piano inesorabilmente mette in atto qualsiasi cosa aveva in mente di fare anche a danno di altri. 

punto elenco

...el vien dal Garda. I classici temporali violenti che avvengono nel Veneziano provengono quasi tutti da ovest. Cielo terso, poi sempre più grigio, caldo afoso, brezza in crescendo, colpi di vento, nuvolone nero, verde e poi pioggia a dirotto. C'è qualcuno che dice che provengano tutti da quella direzione. Io sono stato in gita al lago ed ho domandato ai locali il punto esatto: mi hanno risposto da dietro quelle montagne, sono andato sulle montagne e... 

punto elenco

Bisogna veder sel mar riceve o se el torna indrìo. Sempre di carattere meteologico questa frase significa che le previsioni sono previsioni e non certezze e quindi quando il maltempo va da ovest verso est e quindi verso il mare Adriatico si spera che "non torni indietro" e si sfoghi in mare e non a Venezia. Questa é anche una scusa per quelle persone famose per essere dei meteorologi perfetti: come Sibilla si ha sempre ragione. 

punto elenco

Ma te vien dal Dòeo? Ad una persona che non è tanto sveglia. Dolo è un paese vicino a Venezia dove non è assolutamente vero che ci siano persone così. Ma va bene lo stesso. 

punto elenco

  Al Dòeo eò gà mòeo e àea Mira 'lghè tira. Frase tipica tanto per fare la rima infatti: non è vero che a Dolo tutti i maschi ce l'hanno moscio come non è altrettanto vero che a Mira ce l'hanno tutti in perenne erezione.

punto elenco

Seghenè. La frase completa sarebbe "se ghe nè el magna e se no ghe nè nol magna". Rivolto ad uno scansafatiche che non si dà tanto da fare per guadagnare e quindi a spendere i soldi per mettere qualcosa sotto i denti .

punto elenco

 Eà gà visto piú cassi èa che i cessi de S.Bòrtoeo. Detto ad una donna di facili costumi. Vicino al campo S.Bortolo ci sono dei gabinetti pubblici, e chi fa la pipi lo mette in mostra.

punto elenco

Sù e sò come eà pee del casso. Quando uno va a zonzo inutilmente questa è la giusta frase da dire. Infatti, in modo spregiativo, anche la parte esterna del pene, sia quando si ha un rapporto sessuale sia quando ci si masturba, si muove avanti e indietro.

punto elenco

Se no ghe fosse el ponte el mondo sarìa un'ìsoea. Il ponte è quello "della libertà" e collega la terraferma con Venezia. No comment.

punto elenco

Luna sentàda marinèr in pìe. Quando la falce lunare è rivolta vero terra è sintomo di bel tempo e quindi il marinaio può stare in piedi nella sua barca, altrimenti se il tempo è brutto e c'è onda deve restare giù.

punto elenco

Ae porte dell'ospeàl. Quando uno sta molto male non lo si consiglia d'andare dal dottore o all'ospedale ma "ae porte dell'ospeàl". Lo si intima anche al bambino capriccioso quando non ascolta i genitori e rischia di farsi male.

punto elenco

El rusa, ea rasa...: Modo di dire che significherebbe d'aver colto in fallo una persona che ha appena scoreggiato o preavvisare simpaticamente la propria pernacchia. La frase intera é un indovinello: "ea rusa, ea rasa, ea va in giro per casa, nissuni ea vede ma tuti ea sente...cossa se?".

punto elenco

Va eà! Petacoche!: Petacoche va inteso come una persona infantile che la tira per le lunghe.

punto elenco

Dal Trasto àea sentina: Il trasto è la parte superiore di una barca e la rende solida; la sentina è la parte inferiore. La differenza di essere seduti sul trasto e seduti giù in sentina signicherebbe in pratica "cadere dall'alto in basso". 

punto elenco

A paiòl: "andar a pajol" significa cadere nel pagliolato ed è quando uno è ubriaco a tal punto che non si regge in piedi. Anche se adesso bonariamente lo si dice, soprattutto tra i gondolieri, a qualsiasi che inciampa e cade per terra. 

punto elenco

Nome che...: Rafforzativo di una frase. Es.:"cò stì tempi che va via gavémo nome che miseria" (di questi tempi abbiamo solamente miseria) 

punto elenco

"Ma ti gà el moreto a casa?": significa domandare se a casa uno è abituato o no d'avere il servo di colore che che lo sostituisca nei gesti di costesia. Questa frase viene normalmente detta quando uno lascia la porta aperta (per es. aperta la porta del vaporetto lasciando entrare aria troppo fresca) 

punto elenco

Primo, secondo e Capodistria: Il primo è il primo canale della Rai, il secondo è il secondo e Capodistria sarebbe la prima rete televisiva vista dopo quella nazionale. Oltre ai cartoni animati di "Gustavo" ci si rammarica di non essere mai riusciti a vedere le donne nude che si diceva fossero presenti a mazzi ogni notte. 

punto elenco

Palco, sorapalco e musica in platea: il complesso sistema, macchinoso di un'opera teatrale è pagagonato qui ad un'abbigliamento altrettanto rindondante della persona a cui è indirizzata la frase. (Quando uno gà sentomìa mage).

punto elenco

Chi dise ma in cùeo eò gà: chi è in dubbio se lo prende sempre in quel posto. Lo si dice quando una persona comincia un discorso con un "ma..." in sospensione.

punto elenco

Perderse par'l caìgo: quando uno fa tardi ad un appuntamento probabilmente è perché ha trovato la nebbia.

punto elenco

Pantaeòn sé in chèba: i soldi ormai ce li hai in tasca.

punto elenco

Un alto e un basso fà un guaìvo: se ne nella vita una volta va male, un'altra volta andrà bene e perciò avrai pareggiato. 

punto elenco

Impissa eà 'uce! Gavemo da star tanti ani al scuro: Accendi la luce! Abbiamo tanti anni da passare al buio (sottoterra). Lo si dice tante volte quando uno, al crepuscolo per esempio, o per risparmiare o perché non ci fa caso si dimentica di accendere la luce. 

punto elenco

Magna e bevi che eà vita se un lampo: approffitta, mangia e bevi che la vita è breve e dopo non potrai più godertela a questo modo. No alla dieta, dunque.

punto elenco

I te porta da Capeeti: frase di qualche tempo fa. Il Prof. Cappelletti era un famoso medico dei pazzi che esercitava a Venezia.

punto elenco

Ma ti vien da Maroco? (o da S.Sèrvoeo o da S.Clemente). Sono tutte ( o lo erano) sedi di manicomi provinciali.

punto elenco

Che togo! Famoso fino a pochi anni fa, si riferisce al celebre ammiraglio giapponese che sbaragliò la flotta russa nella grande battaglia navale degli stretti di Tsushima. Detto di cosa meravigliosa. Varianti: "Che figo!".

punto elenco

Da novéo tuto se beo: detto specialmente nel rapporto tra fidanzatini novelli, dove sembra che l'amore sia infinito e che lo stato di grazia durerà inalterato per sempre.

punto elenco

Nialtri semo altri teèri: il teèr è, ad esempio, il telaio della finestra. Detto di capacità di sopportare le magagne della vita perché, appunto, temprati dall'esperienza.

punto elenco

Mimorti che Aristodemo stò omo: detto di persona prolissa. Usato dalle donne nei confronti del marito quando prolunga la discussione con una lunga polemica. 

punto elenco

Che Dio te mandasse pan, pesse e un spin in cùeo che te saltassi alto come un cavàeo: che il Signore ti doni di che sfamarti (pane e pesce) ma che, digerendo il tutto, almeno uno spino ti buca il buco del culo e che sentendo molto dolore, tu faccia un salto così alto solo come un cavallo può farlo. Invece di "Oh bella, ma guarda un pò".

punto elenco

Cò l'acqua riva aea gòea anca i stronsi nua: quando le difficoltà stanno quasi per avere la meglio, chiunque (anche uno stronzo) trova la forza per reagire.

punto elenco

El se partìo cò toe e cavaeti: detto di persona che assume improvvisamente un comportamento tanto anormale da sembrare rasentare la follia.

punto elenco

Vado a coionar i orbi: vado a prendere in giro i ciechi. Vado a dormire.

punto elenco

El se entrà e i o gà portà fora in quatro: è stato ricoverato in ospedale e subito lo hanno portato fuori in quattro (becchini). Si è deciso ad entrare in ospedale...troppo tardi.

punto elenco

No se pol morìr de san: nessuno muore di "sano", di qualcosa bisogna pure ammalarsi e morire.

punto elenco

Descanta bauchi,sveia macachi: quando uno commette un'accortezza che se la poteva risparmiare.

punto elenco

Ciò, ciapa! Mètitio in soasa: Eccotelo. Mettitelo in cornice. Sottoliineare l'altrui seriosa affermazione (da incorniciare) con sarcasmo, alludendo così alla pratica innutilità o alla leggerezza del concetto espresso. 

punto elenco

Te vegno eà e cò un morsegon te staco el lai: se vengo lì, con un solo morso ti stacco il fianco destro (il lai) della barca. Pittoresca maniera di iniziare una baruffa "nautica", da gridare in piedi a pieni polmoni, vestiti in cannottiera e a braccia conserte, avendo peraltro cura di non accennare minimamente a spostarsi dalla propria barca. 

punto elenco

Far i gatini: vomitare dopo una gran bevuta di alcolici.

punto elenco

Va remengo Garibaldi: Garibaldi ha "unito l'Italia del sud con quella del nord", si usa dire. E a quelli del nord non va giù.

punto elenco

Siera da scorese: avere una brutta cera.

punto elenco

Rosegoto: pezzo di pane secco. Non vale niente e quindi...

punto elenco

Baretta fracada: soggetto incazzato col cappello ben impiantato in testa fino alle sopraciglia.

punto elenco

Cori zotolo: invitare qualcuno a togliersi dai piedi e lasciarlo andare dove vuole lui.

punto elenco

Mandoeòn: persona un po' indietro di comprendonio o anche qualcuno di alta statura ma molto giovane (sembra un adulto ma è ancora un bambino con tutto il suo modo di fare).

punto elenco

Corighe drio ti...: quando non vale la pena di fare qualcosa in cui si debba far fretta si lascia andare avanti un altro a farla tanto non si perde niente.

punto elenco

Magnime el bàgari: invitare qualcuno a cibarsi del nostro pene per evidenziare la nostra fermezza di non ottemperare a quel dato inutile, e probabilmente rischioso, bisogno.

punto elenco

No go anda:  non avere anda significa non avere voglia.Andar a torsio: andare in giro inutilmente senza combinare un gran ché.

punto elenco

Man sgorlando: a mani vuote. Es: quando uno va ad ricevimento e non porta niente

punto elenco

Cò sti ciari de luna: con questo andazzo...

punto elenco

Vanta el nono: sostieni il nonno altrimenti cade. Lo si dice prendendo in giro il vecchietto "ammorbidito" dagli anni, che sta barcollando dal sonno o che, camminando, prosegue a zig zag mezzo ubriaco. Deriva da una famosa barzelletta. "C'era una volta un vecchio attorno a della gente. Stava seduto mezzo moribondo ad una sedia pendendo verso destra. Preoccupati, lo misero dritto. Il nonno comincia a cadere verso sinistra e gli altri: "Vanta el nono!" mettendolo di nuovo dritto. E ancora verso destra: "Vanta el nono!" Alla fine il nonno si rese lucido esclamando "Ma me assè scoresar, si o no?" (lett. Ma mi lasciate scoreggiare, si o no?)". Fa molto ridere quando questa frase la dicono il gruppetto di gondolieri rivolgendosi al classico vecchio americano magrissimo, altissimo e ricchissimo che avanza tremolante pieno di macchie sul viso e il cappellone da cow boy.

punto elenco

Come un musso in mezo ai lampi: disorientato.

punto elenco

Come un coeombo nel granèr: appagato, soddisfatto, sicuramente non stressato.

punto elenco

Se o cavémo dale stròpe: togliersi qualcuno di torno.

punto elenco

'ndar co a mona sui copi... cadere rovinosamente a terra, tanto che le gambe vengono lanciate verso l'alto. Per esteso si può usare per indicare qualcosa che è andato storto.

punto elenco

a siora Zanze (xe deboe de suste)... indica, secondo una vecchia canzone popolare, una signora che si deve continuamente recare al gabinetto per espletare un bisogno fisiologico. Per esteso indica una persona che non sta mai ferma un attimo.

punto elenco

far 'a bea:  tagliare la corda, scappare in modo scaltro soprattutto per evitare una persona sgradevole o un lavoro faticoso.

punto elenco

petacoche:  si usa per indicare una persona che si lamenta sempre anche per futili motivi

punto elenco

te staco i brassi e te 'i meto in man: non so se sia un'espressione usatissima, ma da quando l'ho sentita dire in una rissa tra due ubriachi è diventata la "minaccia tipo veneziana": sbruffona e comica, ma sostanzialmente innocua.

punto elenco

far 'e gatorisoe (gatorigoe/gatarigoe): fare il solletico

punto elenco

bisato da braga: il bisato è l'anguilla, la braga i pantaloni... lascio a voi l'accostamento e cosa esso specifici

punto elenco

Molton: si dice di una persona "che no ghe riva", ovvero non dotato di un'intelligenza molto sviluppata.

punto elenco

Avér (o pretèndar) pòsso scàfa e cagaòr: possedere pozzo, lavello e gabinetto ovvero chi gode di estremo benessere o fortuna o pretende tutto molto per fare qualche cosa.

punto elenco

Andarse a far ciavette: espressione generalmente usata dalle "signore" al posto della più volgare "Andarse a far ciavar" ovvero andarsi a fare benedire.

punto elenco

Siera da bacan: essere molto abbronzati dappertutto. Detto per prendere in giro un amico che si immagina non si abbia preso delle lunghe ferie in zone paradisiache ma che semplicemente sia andato in barca in Bacan, la spiaggia della domenica dei veneziani.

punto elenco

Mona fiapa: epiteto in uso fra le popolane per indicare donna che andasse a partorire in ospedale quando si usava farlo in casa.

punto elenco

Varda che te tetteefono: segnalazione in codice adolescenziale di un bel paio di tette di passaggio.

punto elenco

Gnanca par morte morir:  giammai.

punto elenco

Ghe n'ho 'na sgionfa: sono stufo. letteralmente, indica il rigonfiamento testicolare di chi non ne può più.

punto elenco

Ti xé pèzo de quea del peòcio: si dice di persona più che insistente e anche un tantino pignola che quando si attacca a un argomento o a una discussione non la molla più e magari la riprende quando gli altri stanno già pensando ad altro o la considerano finita, anche a distanza di tempo.

punto elenco

...anca se'l deventa gransio (non importa)...: se uno promette un regalo a un altro e se lo dimentica sempre. La frase racconta dell'esempio che se ne può fare. Se uno si dimentica di portare una "moeca" (granchio in muta) questa si trasformerà in granchio col passare del tempo. E' detto per ricordare all'amico il regalo promesso.

punto elenco

Bona, bona ma tanto ignorante: frase che sottolinea la bontà di carattere di una persona che purtroppo però non ha potuto frequentare la scuola per motivi personali oppure per difficoltà di apprendimento.

punto elenco

Se eà mudanda pesa, no gera massa 'na scoresa: solo in apparenza si ha il controllo delle cose, spesso hai un progetto ma attenzione! l'imprevisto e' dietro l'angolo.

punto elenco

Senti che avàe de cùeo: quando una scoreggia ha una sonorità simile a brodo che cola dal sedere il risultato che ne consegue è dello sporco nella mutanda. E ci si lava.

punto elenco

Va svodarte, va eà: Letteralmente "vai a svuotarti". Invitare una persona che ha appena fatto una scoreggia particolarmente puzzolente al gabinetto. Evidentemente è "intasata" (stitichezza...) che quando l'aria fuoriesce dal foro anale il filtro di cacca è talmente saturo che l'odore risulta sgradevolissimo. Se la persona va di corpo più spesso al contrario la puzza si sente di meno.

punto elenco

Avanti, forza per Murano...Murano...avanti per i forni...
Modo di dire ideato da un intromettitore autorizzato in piazza San Marco indirizzato ad una coppia di turisti i quali hanno detto no alla sua proposta di portarli gratuitamente a Murano per vedere le fabbriche del vetro.

punto elenco

Quacia, quacia: quatto, quatto. Quando una persona o un animale fa qualcosa senza farsi troppo notare. Es: "Aria, quacia quacia..." (Guardala, quatta quatta...). Se una donna tenta di superare la fila alle Poste tentando di dribblare persone distratte.

punto elenco

Strasse e ossi da vender! Rivolto ad una persona troppo magra che non ha altro da "esporre" se non i suoi vestiti e le sue ossa.

punto elenco

El conta e piere: persona che cammina (e in generale fa le cose) con una lentezza esasperante, come se stesse contando i mattoni del selciato veneziano.

punto elenco

El gà el pevaròn: si dice al contrario di persona che cammina (e in generale) fa le cose con molta fretta e precipitazione, come se avesse un peperone (piccante e bruciante) infilato dove non batte sole.

punto elenco

Mètighe un gran sua coa: a commento di un'intenzione o di un'impresa pressochè impossibile, come catturare un uccello "mettendogli un grano (di sale) sulla coda" appunto.

punto elenco

Da eà cicara al piateo:  cercare di comportarsi in modo raffinato senza riuscirci facendo brutte figure.

punto elenco

Oriago (località vicina a Venezia, nella terraferma): più che spenso e manco cago. Mira (vedi sopra): ciapa un stronso e tira.

punto elenco

Ti xé pèzo de quea del peòcio: si dice di persona più che insistente e anche un tantino pignola che quando si attacca a un argomento o a una discussione non la molla più e magari la riprende quando gli altri stanno già pensando ad altro o la considerano finita, anche a distanza di tempo.

punto elenco

El vien da San Donà: un oggetto che "vien da S.Donà" significa che è stato ricevuto in regalo. Donà= Donato= regalato. A volte, quando si ruba qualcosa sopratutto di poco conto si usa dire che "'l vien de San Donà".

punto elenco

Donna che si crede di essere chissà chi.
Contessa Sboroni
Contessa Pim pum batime el fioco
Contessa Sboraciccioi
Contessa Cagaalto

punto elenco

Schèo fa oseo: rima indovinata. Indovinatela Voi.

punto elenco

Cojoni de cani e schei de viani (o pori cani) xe sempre in mostra: chi è un "peocio refà" e che mostra a tutti che non è povero vestendosi troppo elegantemente o in altri modi.

punto elenco

Ti gà più corni che in un sesto de bòvoi: Hai più corni in testa te (che tua moglie ti ha tradito) che un cesto pieno di lumachine.

punto elenco

Tasi e muci. Rafforzativo di tacere e non parlarne con nessuno.

punto elenco

Se anca scrito sul Lego. Rafforzativo di una frase. Il Leggo è il giornale gratuito distribuito negli imbarcaderi dei vaporetti. Siccome è gratuito lo leggono tutti e quindi "fa testo".

punto elenco

Sbonigoeà: con i vestiti in disordine, tipico di ghi ha la camicia messa male dentro ai pantaloni.

punto elenco

Sbafarà, sbafarà fora: con il colletto aperto in malo modo, tanto da far vedere disordinatamente la "maietta dea saiute" o i pei del petto... Frase esemplificativa: no star cussì sbafarà, che ti ciapi na maiora (un malanno).

punto elenco

Smemena: tangaròn, tàngara: schiaffone. Tipica la locuzione: te dago na smemena che el muro te ne da n'altra.

punto elenco

Testa da batipai:  persona non molto sveglia. La sua testa (essendo dura) servirebbe solamente da "soco" per impiantare i pali o paline nei rii.

punto elenco

Oii, ma na pignata de....: invito a pensare agli affari propri. La frase intera invita appunto alla persona curiosa di cucinarsi su di una pentola una specie di "minestrone di affari propri". La frase in dialetto talvolta viene completata così: "Oii, ma na pignata de cassassi tui no ti tia pol far?"

punto elenco

Vardime, sogio ocio sto sporco?: (Guardami, sono occhio a questo sporco?) Accompagnato dal gesto di mostrare la pupilla staa significare: non penserai che sia così ingenua ?

punto elenco

Ocio ai corni!: Affettuosa esortazione a chi sta passando sotto ad una porta bassa o, se in barca, sotto ad un ponte con l'alta marea (senza alcun giudizio morale su eventuali partner)

punto elenco

Sangioto va in posso, va in piea, va in boca da me sorea: Quando si vuol far passare il singhiozzo. " (Singhiozzo va nel pozzo, va in piea (quella specie di conca che c'è su tutti i gradini delle vere da pozzo e che serviva per abbeverare gatti e piccioni), va in bocca da mia sorella.

punto elenco

Ti gà na testa che gnanca i porsei...: Anche se il maiale mangia di tutto non mangerà di certo la tua testa (che non capisce niente).

punto elenco

Ti gà na testa da conso: cioè buona solo per fare il sugo per condire.

punto elenco

Chi ea ga d'oro, chi d'argento e chi che ghe spua drento: Chi ce l'ha d'oro, chi d'argento e chi ci sputa dentro. Parlando di donne più o meno fortunate.

punto elenco MA'RRRRRRRRRRRRRRRIAVVVVVVERRRRGINE!!!!!!!!
Maria Vergine. Tipica esclamazione, con molte "M" e "V", delle vecchiette nell'udire qualche notizia brutta.
punto elenco El pianto rende: Quando uno piange dopo, per esempio, uno non ha preso nessun pesce ad un uscita di pesca.
punto elenco Pansa da ombre: Ventre voluminoso che si pensa sia aumentato a causa dei molti litri di vino ivi inseriti.
punto elenco Menego ongo: Persona molto alta.
punto elenco Ma tio gà comprà aea SME?: ma l'hai comperato alla SME? Per sott' intendere un mobile di poco pregio e poco costoso. N.b: La SME è un grande magazzino a Marghera
punto elenco Chi va i monti, chi va al mare e chi...in mona da so' mare:  Detto all'amico che parte per le ferie con le valige.
punto elenco Beo come el sol: bello come il sole.
punto elenco Go' eà puntata: La puntata è la puntata di una serie televisiva o di una telenovela. Avere la puntata significa tenere a vederla assolutamente. Cascasse il mondo.
punto elenco Ma da che parte el se girà? Detto rivolgendosi a chi è molto brutto d'aspetto.
punto elenco Dame un ciamo: chiamami (es. per telefono)
punto elenco Dame un buto: dammi un passaggio. (es. da una parte e l'altra del canale all'amico con la barca)
punto elenco El me par come ‘na butiglia de coca cola sguaratada. Assomiglia ad una bottiglia di una Coca Cola agitata. Indica un personaggio svampito.
punto elenco No ti se ogio per eà me saeàta. Non sei olio per la mia insalata. Non hai i miei stessi punti di vista.
punto elenco Ciaooo, ciao (con la o stretta). Saluto valido quando si finisce una conversazione al telefonino o si saluta l'amico che non si conosce più di tanto. (Provate a dirlo così com'é scritto e ricordate se lo dite anche voi...)
punto elenco De prepo. Di prepotenza. "Darghe de prepo" significa azzuffarsi con veemenza.
punto elenco ...si, perché ti te ghe o dà ai coeòmbi! Si, perché, tu lo dai ai colombi. E' la risposta che si da quando tuo amico ti dice che ti piace troppo il vino.
punto elenco Ciama eà ancia! Chiama una lancia(per portarti in ospedale)! Si dice quando uno si è fatto male ma che però tu pensi sia solo una montatura e che in verità non si è fatto niente
punto elenco Parfin dolse. Si usa per indicare un ottimo piatto. Il pesce appena pescato è "parfin dolse", le zucchine appena colte sono "parfin dolse".
punto elenco Tòltea in dolse. Modo di dire educato per mandare via  qualcuno.
punto elenco Roto e sporco: quasi una benevolenza, quasi come dire briconcello...
punto elenco Usma/che usma: che "rottura di c..."
punto elenco Aver e tarzanee in cùeo: avere prurito sul di dietro per la presenza di piccoli resti di escrementi dovuti ad una poca accurata pulizia dopo l'essere andati di corpo.
punto elenco A ufete. A valanga. Es: "schei a ufete"= soldi a valanga, a palate.
punto elenco Omaniiiiiii!!! (Uomini): richiamo ad andarsene ai parenti o amici finita l'ora di visita all'ammalato.
punto elenco Contessa ti me ichi: donna di gusti difficili sempre pronta a lamentarsi.
punto elenco Stà o métite "alai": siediti in contrappeso al gondoliere in maniera tale da controbilanciare l'assetto dell'imbarcazione in voga ovvero di vela.
punto elenco Te fàsso vedar che ora che se: Te la faccio vedere io!  Deriva dall'ultima cosa che vedevano i condannati a morte tra le colonne di San Marco e cioè le ore della Torre dell'Orologio.
punto elenco Pasta e oche:  poppiere del burchio (ovvero colui il quale svolgeva il maggior lavoro di indirizzo dell'imbarcazione ed allo stesso tempo imprimeva propulsione con il remo) necessitava di un buon sostentamento appunto: pasta e carne grassa come poteva essere quella dell' oca!
punto elenco N'demo a la furatola a magnar?:  furatola= ricovero commensale dei gondolieri (frugale) =  luoghi sparsi in tutta la città  dove si potevano consumare pasti a prezzo stabilito dalla congregazione e dalle scuole dei gondolieri, ai quali però poteva accedervi chiunque, diversamente da ritrovi di altre congregazioni. ( oggi di "furatola" c'è nè una sola in calle lunga san Barnaba... accomodatevi e sarete serviti di barba e capelli!)
punto elenco Contessa sboroni-baticasso-da-cìosa( durante e dopo il periodo napoleonico):  "noblesse parvenue " affibiato a consorti snob di qualche nuovo ricco =  ciarlatana 
punto elenco Coco bae e scoreza fighetti: ragazzo "smorfioso" tipo fighetta, cocco di mamma
punto elenco El tien so muger (o qualsiasi altra persona) come Santa iussia in bombaso: Tiene la moglie o la propria donna, o comunque qualcuno, come Santa Lucia nella bambagia.
punto elenco Me ga fato svanimento interno: mi son sentito mancare.
Fiàr caìgo: continuare a tormentarsi inutilmente con pensieri foschi.
punto elenco Borsa dea Stànder: normale borsa in plastica chiamata della Stànder (Standa) perché quello è stato il primo supermercato di Venezia dove davano appunto le borse.
punto elenco Se rivà queo del formagio: deriva da "formaiea". Un tempo, per conciare le pelli, si usavano cortecce di rovere. Dopo averle usate si lasciavano asciugare e poi pestate e usate come combustibile. Venivano chiamate "Formagee dea Giudeca" perché i conciapelli erano da là. E' arrivato quello del formaggio significherebbe allora colui che batte le cortecce e quindi colui che ti pesta a dovere.
punto elenco 'Ndar in serca del mal come i dotori: cercar rogne.
punto elenco Boca serada no ciapa mosche: chi non parla non ottiene nulla
punto elenco Co ghe zè e voze, ghe zè anca e noze:quando circolano voci, ci sono anche i fatti.
punto elenco A ocio no se va gnanca in mona: col pressapochismo le cose non si fanno bene, non si ottiene lo scopo voluto.
punto elenco Quando che el cul toniza, presto tempesta merda: quando il culo tuona, presto tempesta merda.
punto elenco

Ti conti come el 2 de coppe co 'ndemo a bastoni: non contare nulla.

punto elenco Ciapàr cassi par ravani: prendere lucciole per lanterne
punto elenco

Ogni giorno nasse un cucco, beati chi se io cucca: ogni giorno nasce uno sciocco, beato chi riesce a fregarlo.

punto elenco Meter via ia pansa par i fighi: non sprecarsi, non affaticarsi, aspettare tempi migliori.
punto elenco

Ea graea che parla mal dea farsora: la griglia che parla male della padella. Bisogna guardarsi se stessi prima di parlare male degli altri.

punto elenco Acqua calda e pomi coti co el zè morto straeassè...:era un'antica storiella che raccontava la mia bisnonna: per curare un moribondo, il medico consigliava ai parenti di dargli acqua calda e mele cotte e di smettere quando fosse morto: in pratica una cura empirica ed inutile...
punto elenco Ti zè mago o ti ghe ga magnà merda al mago?: si dice o chiede scherzosamente a qualcuno per chiedergli se per caso sia un... indovino, quando fatalità imbrocca qualcosa per caso...
punto elenco Pianiga: ze fra il buso del cueo e ea figa
punto elenco Tanta - Ea sé tanta: una ragazza pienotta ma belloccia. O ragazza formosa con grossi seni. (Santa Maria Formosa= Santa Tanta)
punto elenco Tira piu' un peo de mona che sento crini de cavàeo
punto elenco

Pontada coi aghi: solitamente è una donna che sta sulle sue, sempre a puntino e che non da confidenza.

punto elenco

Cincirinoi quanti ce noi: piccola frasetta che dapprima veniva usata come "conta" poi detta come intercalare ad altre frasi. Es: "Sai quanti dogi ci sono stati a Venezia?" "100...no, 110, 120...dai, dimmelo" "No! Dovresti saperlo" "Siiii! Cincirinoi quanti ce noi?!?! (Non facciamo come i bambini: dimmelo e basta! N.d.S.)

punto elenco Coca belela: Un tipo considerato troppo mammone.
punto elenco Cicin: Boccone da prete.
punto elenco El va e'l vien come el vin de Sipro: và e viene come il vino di Cipro. Si diceva di una persona poco credibile che cambiava spesso opinione o poco stabile con la mente. Vecchissimo modo di dire che fa riferimento ai possedimenti della Repubblica durante l'auge
punto elenco Sentito da un gondoliere al mattino dopo il cenone prima di una giornata lavorativa: ieri sera berna, no go' fato ora tocar leto che me gà tocà alsarme; ancùo un tost par supàr, stasera brodin per netàr. Trad. ieri sera ho bevuto troppo, non ho neanche dormito, oggi mangerò un toast perché inzuppi nello stomaco tutto il vino che mi rimane ancora dentro, questa sera berrò un brodino leggero.
punto elenco I piatti che i me porta pieni, che i mei porta pur vodi: si intende che anche se si perde questa pseudo amicizia, si continua a mangiare e vivere come prima, in quanto non si aveva nulla nemmeno quando l'amicizia sembrava esserci.
punto elenco Co rivo rivo. Significa arrivare senza fretta.
punto elenco Borida: grossa cacca. Per indicare una grossa porzione di cibo presa dall'amico mangione.
punto elenco Se gà maeà el cogo: dopo tanto tempo di bel tempo, si incominciano a vedere i segni inequivocabili di piogge imminenti.
punto elenco Imiserìo. So' imiserìo: Sono pieno di freddo anche se non è molto freddo da aver freddo.
punto elenco Me fa miseria. Quella cosa lì (o quella persona) non ha un bell'aspetto, assomiglia a una di quelle cose che indossano i poveri senza gusto.
punto elenco Imagà: meravigliato, incantato.
punto elenco Ogni bel baeo stufa: qualsiasi cosa, anche la più gradevole, a lungo andare stanca
punto elenco Esser de bando. Essere disoccupato o aver perso il posto di lavoro
punto elenco Zioba grasso, tute e ingue ica: giovedì grasso, tutte le lingue leccano.
punto elenco Eà se onga eà regata!: E' lunga la regata. Come per dire: non ti affannare e non preoccuparti eccessivamente, tanto siamo solo all'inizio...
punto elenco Gnanca el can no mena ea coa de bando. Nemmeno il cane muove la coda per nulla...quindi nessuno fa niente per niente.
punto elenco

L'amor no zè brodo de fazioi. L'amore non è una cosa "ordinaria", di tutti i giorni... Si usa anche per ironizzare quando due "morosetti" si baciucchiano per strada.

punto elenco No state a scaldar el pissin…(non farti riscaldare la pipì). Non arrabbiarti, che non ne vale la pena (detto con un tono un po' canzonatorio quando qualcuno esagera).
punto elenco Na bea scarpa zè na bea savatta. Si pensa che uno bello da giovane sarà bello anche da vecchio...
punto elenco Persona (su un ponte)"Ohi, come stà Toni? Cossa faeo desso?" Gondolier (in gondoea, vogando)"Ben, desso el fà el somelier de peo".
punto elenco

Cicì cocò. Essere "cicì cocò" vuol dire essere due amici sempre assieme e che parlano, parlano, parlano...

punto elenco Ma tia gavevi in sima? Averla in sima (cima) significa avere un bisogno impellente di andare in bagno per fare la cacca. Quando uno di colpo si fa serio, smette di parlare, guarda l'infinito, e si mette a correre verso il bar più vicino con un andamento stile cavallerizzo vuol dire che "ea gà in sima".
punto elenco Rosso di sera, brusa Marghera. Versione venezianizzata del celebre "Rosso di sera bel tempo di spera". Marghera da Venezia è vista al tramonto. Quando si vede rosso anche dopo il crepuscolo significa che alcune fabbriche fanno sfiatare le loro ciminiere facendoci vedere il rosso fuoco prolungandoci il piacere di un tramonto prolungato.
punto elenco Tre caighi fa na piova, tre piove fa buriana e tre feste da bàeo fa na putana. Trad. Se c'é nebbia per tre giorni poi piove, tre giorni di pioggia fa maltempo e partecipare a tre feste dove si balla c'é la probabilità che la donna si trasformi in una prostituta.
punto elenco Boia San Pignata: esclamazione di stizza. Per evitare di dire "Boia San Pi...etro.
punto elenco El fa el mona per no pagar dassio. Fa lo gnorri, il finto tonto per non pagare il Dazio (tassa che veniva applicata per l'acquisto di merci fuori del Comune di Venezia; classico quando si andava in campagna a comperar la carne. Una volta giunti in Piazzale Roma c'era l'Ufficio degli Ispettori del Dazio, e se ti pizzicavano.....).
punto elenco Ara che verso eà cassea dee s-ciaffe! Minaccia di picchiare qualcuno.
Ara che te sero come un tacuin: vedi sopra.
Ara che te verso come 'na canocia: minaccia più forte
Ara che fasso na cassea de ossi: Risultato finale delle minacce di cui sopra
El se 'nda de oe: Scivolato
A ben po'! (detta con la e aperta): manifestazione di stupore.
MA TI GA' EA LOLA? MA TI GA' EA NOSA? Ma sei scemo?
SAN PIERO CHE EAVA E BOTTI In occasione di un forte temporale con forti tuoni
EL SE GA' SCAPUSSA' Di uno che è inciampato, senza danno, su di una sconnessura del pavimento; e nel caso più grave....
EL SE GA' INCAPEA' cadere in malo modo con la possibilità di farsi male
SOTTO E NATOE Sotto le travi spioventi del sottotetto
EL GA' CIAPA' EA BRIVA Uno che se ne va velocemente, di corsa
EA VIEN A SECI ROVERSI Piovere a dirotto, oppure
EA VIEN CHE DIO EA MANDA
MUSO DURO E BARETA FRACADA Avere il broncio
NOTII SUL GIASSO Quando uno ha un credito che non riscuoterà mai
GA FATTO BERNA Uno che è rimasto fuori tutta la notte ed è rientrato a casa all'alba
MA TI GA' E SCARPIE NEL SERVEO Di uno che non ragiona o non vuol ragionare
ANDAR IN SPADINA Uscire di casa poco coperti, quando la stagione ancora non lo permette
BIANCA richiesta di poter scoreggiare in presenza d'altri
VEGNA L'autorizzazione a farlo da parte di un astante
CHE EL CUEO ME TEGNA Auspicio da parte del "produttore" che il culo non ne abbia a soffrire
UN BASO NO FA'BUSO MA EL XE UN BRUTTO USO (o Baso no fa buso, ma zè ea scaea par 'ndar suzo  Un bacio non significa nulla, non lascia traccia, ma dispensarne a destra e a manca.......
AVER E MAN FATTE DE PUINA Non aver forza nelle mani
ESSER FATI DE BUTIRO Essere privi di forza,e particolarmente esposto ai malanni
MARRRRIAAAA CHE BONI, PAR 'NA CIOCOEATA Elogio ad una minestra di fagioli
I XE BONI CHE I PETA Elogio rivolto ad un risotto
AVER EL NASO CHE PISSA IN BOCCA Non aver precisamente un nasino alla francese
PARLA CO EA GAINA PISSA Cioè non parlare mai
COPAR L'OCIO Passare a vita migliore, si fa per dire.
DA MARSION Altra offesa rivolta ad una persona.
TIRAR SU UNA BARCA DE TOTANI Lamentarsi continuamente, insistentemente
FORA DE VADA Fuori strada, di un modo di ragionare, e quindi fuori di testa
OGNI CASA GA' EA SO CROSE COME OGNI PORTON GA' EL SO BATAOR Ognuno ha i suoi problemi
SENTIRSE MISSIAI Espressione ad indicare uno stato di salute non al massimo
ESSER BASOTI Come sopra
AVER EA GNAGNAREA Avere uno stato di malessere
BATAR BROCHE Battere i denti dal freddo
AVER I SGRISSOI Avere i brividi lungo la schiena
FAR I SGRISSOI Provocare i brividi per paura, o per esempio guando si striscia il gesso sulla lavagna
CIAPAR UN REFOLO Prendere un improvviso colpo di testa
FAR EA SCAFA Quell'espressione del volto che assumono i bimbi quando stanno per piangere
ANDAR A SPANDAR AQUA
Andare ad orinare
ANDAR A CAMBIAR L'AQUA AL CANARIN Come sopra
STAR A GAEA COME I STRONSI Di uno che vuol sempre aver ragione, che vuol prevalere sugli altri
GRASSO QUEL DINDIO Esclamazione per dire che non si tratta di una gran cosa (riferito ad un discorso)
BUSARETI SIORA MARE Esclamazione di stupore
MUSO DA TRE BAE UN FRANCO Di una faccia non particolarmente bella, simile a quella di quei pupazzi dei baracconi che si tenta di colpire con palle di pezza
CAN DA BURCIO Altro complimento sgradevole rivolto ad una persona; si paragona a quei cani quasi sempre bastardi che vivono a bordo delle barche da trasporto
BEO IN FASSE BRUTTO IN STRASSE
(e viceversa) Non è detto che un bimbo bello da piccolo lo sia anche da grande
PANSA DA VERMI Detto di un uomo che ha la pancia più che abbondante
TATARARSE VIA Trascorrere il tempo dedicandosi a cose di poco conto
MENA EA PORTA FIN CHE EA SUA Invito rivolto ad una persona che si lamenta continuamente di non saper cosa fare
AVER EL PIANTO IN SCARSEA Essere un piagnucolone
CIAPAR EL LICHETO Prendere delle cattive abitudini
PISSAR FORA DEL BOCAL Andare oltre il consentito
SA MORTI A CHI FA ONDE Invito minaccioso a non fare onde quando si fa(ceva) il bagno nei canali onde evitare che l'acqua non ti venga sul viso
FAR E MAROSEE Quando da ragazzi si sale sulle barche è un divertimento farle rollare per provocare le onde (marosi) sui fianchi
VENTO IN FURIA BONASSA PRESTO Passare repentinamente dall'ira alla calma
EA GA E GAMBE COME DO FORCOE Non propriamente un complimento alle gambe di una donna
EL GA UN OCIO CHE MANDA FAN CU'EO STALTRO. Ovvero strabico
AVANTI E INDRIO COME E BAE DEI OCI. Uno che non stà mai fermo e si muove continuamente avanti e indietro.
MA TI VIVI IN BARCA Uno che no sera e porte
EL GA' I GRANSI PORI IN SCARSEA Uno notoriamente avaro o......
CAIA ..... vedi sopra
IO GA' BATESA' CO L'AQUA DEI FOLPI
IO GA' BATESA' CO L'AQUA DEI FOLPI Un bambino che non sta mai fermo che si muove come un piccolo polipo.
GO CIAPA' UN SCORLON Prendere una grossa paura
TI XE FORA COME UN PERGOEO Di uno che non c'è con la testa
EL GUAAAA Il grido di quello che passava per strada e si offriva per affilare i coltelli
TI BUTI SO' EL REBOTO Osservazione che si fa ad uno che non calza bene le scarpe e ne schiaccia la parte posteriore col tallone.
PERSO PAR EL CAIGO Disorientato, che non sà che pesci pigliare
EL XE' FATTO COME I AMOI /FIGHI Ubriaco da non reggersi in piedi; in chiave più corrente "Fatto".
EL GA CIAPA' 'NA SC-IENSA Ha preso una ubriacatura
GA CIAPA' UN SACHETO NELL' ELICA Di uno che balbetta o ha una momentanea incapacità ad esprimersi
CHE DIO TE MANDA EL TIFO, EL TANFO, EA ROGNA, EL GANFO, EA PESTE E EL COERA. Giuro che l'ho sentita in motonave anni fa detta da uno che aveva ricevuto un pestone al piede. Più de cussì.................
CO L'ANGEO PISSA IN PIASSA Quando l'angelo del PARON DE CASA è rivolto verso la piazza è prevista pioggia
GARBINASSO QUEO CHE TROVO EASSO Di solito quando in laguna soffia il Libeccio (garbin) le condizioni del tempo rimangono le stesse di prima che soffiasse
A UN SFORTUNA' GHE PIOVE SUL CUEO ANCA STANDO SENTA' No serve paroe....................
A TIRARSE MASSA INDRIO SE FINISSE COL CUEO IN RIO Non prendere mai posizione si finisce per rimetterci
COPPAR L'OCIO: morire
SESSOEA: specie di cucchiaione che serve per levare l'acqua nella sentina della barca ma anche mento prominente
GENDENE: uova di pidocchio
MAROGNA: quel che restava nella stufa dopo la combustione del carbone
PAEAGREMO: grembiule
AVER E GAMBE IMFORCOEAE: aver le gambe storte
CO CHI CAVEI TI IMPIRI PERLE: dicesi a persona con i capelli dritti
FAR EA FINE DEL PEOCIO SUL PETTENE FISSO: fare una "fine" misera
"MA DA PICOEO TI XE' CASCA' DAL CAREGON COL CIUCIO IN BOCA?": dicesi bonariamente a persona che ha un comportamento stupido
MASTEGA BRODO: persona lenta
EONGO COME EL PASSIO: esageratamente lungo
ANDAR A PAGIOL: ritirarsi a dormire
SCOVERSER I ALTARINI: scoprire cio' che doveva star nascosto
RESTAR IN BRAGHE DE TEA: restar senza niente
EL XE' DRITO COME EL GANSO DEL BECHER: storto
COL TRATATO DE SARDEGNA CHI IO' GA' IN CUIO SEO TEGNA: dicesi di persona vittima di una fregatura
PASSAR DAL PERO AL POMO: Cambiar discorso
EL GHE 'NA FATTO QUATTRO RIGHE: In maniera abbondante (riferito un pò a tutto)
EL XE' TUTTO UN SBOTEGAR Non fa altro che tossire
DOPO DISNAR: In senso lato "Al pomeriggio"; dopo aver desinato.
PESO EL TACCON DEL BUSO: Quando si tenta di "aggiustare" un discorso o un comportamento e si ottiene l'esatto contrario
GIRAR EA BRISIOEA: Smentire una azione o una frase detta in precedenza in maniera sfacciata e poco credibile
punto elenco Strasse, ossi, fero vecio da vendeeeer...Così gridava "el strassetta", un omino col sacco che acquistava, negli anni '50, per qualche liretta dalla gente che altrimenti avrebbe buttato via (ma si buttava veramente via qualcosa, in quegli anni?) tutte le cose che non servivano più (pentole  rotte, vestiti vecchi, oggetti   inutilizzati...). L'ultimo strassetta si chiamava Ciccillo, ha chiuso bottega negli anni '70, era in Calle Racchetta, a Cannaregio (quella lunga calle che porta alle fondamente Nove da Strada Nova all'altezza di Campiello dei Testori.
punto elenco Dio te manda pan e pesse e spini in cùeo: ti arrivasse di tutto… è una sorta di maledizione…ma non proprio così cattiva!
punto elenco Ia fa i busi per tera: quando piove a dirotto con goccioloni
punto elenco Duri 'i banchi: detto nelle navi da guerra prima di sparare cannonate trad. "tenetevi alle panche" adesso "tieni duro". Anche: per combattere con altre navi si usava speronarle con la prua e quindi la nave si fermava di botto e quindi...duri ai banchi vogatori!
punto elenco Ombreer...el gua!: colui che aggiustava gli ombrelli e affilava le lame dei coltelli e delle forbici. Munito di bicicletta (che non usava per salirci sopra...siamo a Venezia...ma per far girare la mola con il pedalare sul cavalletto) con la scusa andava gridando la sua presenza per calli e campielli per avvisare la clientela.
punto elenco Sbrega baeòn: velocemente. Andar a sbrega baeòn.
punto elenco Se tute e paroe pagasse dassio...: abuso di parole (quando una persona parla tanto per parlare, visto che il parlare e' gratuito.
punto elenco Spussa che revèa: puzza che fa rivoltare lo stomaco.
punto elenco Cori, va eà… cìccioite…: va là, cicciolati. Che el se cìccioea…: che si cìccioli…: versione che possono usare anche i bambini, ma che in realtà nasconde il termine "che el se ciava"… usando solo parte della prima sillaba e lasciando all'immaginazione tutto il resto...
punto elenco Far i pùisi: fare le pulci"… essere estremamente pignoli nel controllare gli altri nelle piccole cose
punto elenco Desbatisarse el serveo: non raccapezzarsi.
punto elenco No me pararìa d'estraneo: non mi meraviglierei.
punto elenco Esser in Candia (oppure persona Incandìa)
dicesi persona presa male ( esser in mal arnese oppure in bolletta ). Deriva dl periodo di guerra in cui Venezia era alle prese con la guerra di Creta (guerra assai costosa
per le casse della Serenissima)
punto elenco Ma ti gà un stomago come un cocal? Letteralmente hai uno stomaco come un gabbiano. Come si sa un gabbiano mangia di tutto e si presume digerisca tutto. Se uno mangia a volontà mandando giù bocconi senza far vedere di apprezzarli ma solo per il gusto di "mandare giù" ha lo stomaco "come un cocal".
punto elenco Cagà  e spuà: defecato e sputato. Si dice di due cose che si assomigliano molto come per esempio 2 persone: es.el ze cagà e spuà de so pare....
punto elenco Go na quaglia: avere una quaglia significa, in dialetto stretto stretto, avere un bisogno impellente di andare di corpo.
punto elenco Ti se come l'orologio ciosoto che fa ticchete tacchete ticchete tacchete: essere lenti. Siccome i chioggiotti sono famosi per la loro camoma (lentezza) si dice che anche i loro orologi invece di uno scattante tikk takk esibiscano un lungo e noioso ticchete tacchete ticchete tacchete...l'origine è una barzelletta.
punto elenco Ghe manca un bogio: quando una persona non è proprio a posto gli si dice che è troppo cruda come quando, per esempio, la pasta non è ancora cotta e gli manca ancora un po' per esserlo.
punto elenco Moea el ganso (molla il gancio): in questo caso l'arpione con il lungo manico che serve per avvicinare alla riva le gondole per permettere di scendere a riva. Si usa per dire lascia andare, lascia perdere (come appunto, quando si è finito di scendere dalla gondola e la sicurezza del gancio che ti tiene a riva non serve più).
punto elenco Far striche de mandoeàto: fare strisce di mandorlato...fare cacao...eccedere nel fare.
punto elenco Bruta/o da far paura ae piere: molto brutta/o.
punto elenco

Vate svodar: vatti a svuotare. Quando parecchie persone notano che tu guardi troppo insistentemente le ragazze ti vogliono invitare ad andarci assieme almeno con un paio per cercare almeno di "abbassare la quantità di seme accumulata nel tuo corpo".

punto elenco

Varda che se no ti ghea moi, te dago na petenada...
Se non la smetti, mi vendico... ti picchio...ti do una strigliata che te la ricordi...

punto elenco Zò e man dal banco, che ea merce costa! Non toccare assolutamente. Si usa non nei negozi, ma in qualsiasi circostanza lo richieda...
punto elenco No stame tirar in lingua: Non farmi dire cose sulle quali è bene stendere un velo pietoso...
punto elenco Darghe el sèra. Dopo una lunga vacanza (esempio) fatta di grande mangiate e gran bevute fare l'ultimo pranzo pantagruelico senza avere molta fame.
punto elenco El bogie (lett.:bolle): quando uno si prepara ad un grande sputo pieno di catarro che stenta a venire fuori e provoca tutti quei rumori caratteristici.
punto elenco Roba sbrisa: qualsiasi cosa (es. indumento) da poco conto.
punto elenco Ea gà e so' robe: Ha le mestruazioni.
 
punto elenco E se robe sue: esempio di un dottore quando scrive una diagnosi e che si cerca di interpretarla. Quando la si legge e non la si capisce.
punto elenco Via co' eà pignata= dare i numeri
punto elenco Ti ghe geri ancora nee bae de to nono= modo colorito di dire che la persona in questione non era ancora nata.
punto elenco Naso no fa casso... sè ea ponta che conta...
punto elenco Sborar garatoi= cazzi amari.
(I garatoi sono la parte di scarto delle pannocchie del mais)
punto elenco Refada/ date na refada: darsi una sistemata.

 

 

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Venezianità

Imbarcazioni caratteristiche. A Venezia tutti dicono "ostregheta" e vanno tutti quanti in gondola. Invece l'imbarcazione tipica di Venezia sarebbe...

Muoversi a Venezia. Un tentativo di raccontare i vari personaggi che compongono l' allegra compagnia del trasporto pubblico a Venezia.

Tecniche per usufruire al meglio il vaporetto a Venezia

 

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Veneziani d.o.c.: questi sono i veneziani che a torto o a ragione sono considerati i più invidiati a Venezia. Comunque caratteristici.

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