Leggende metropolitane
Le "leggende metropolitane" sono le dicerie che si dicono, si stradicono e poi alla fine ci credi anche tu. Non sono vere ma...è come una cosa che porta sfiga: nessuno ci crede ma dai e dai ci pensi sopra.
La Fiat 500 al largo di Pellestrina. Esiste un'auto proprio ai murassi a circa 100 metri dalla riva: verità o bugie?
Esiste o no la terza colonna del molo di San Marco? Esiste si, sotto 5 metri di fango esattamente di fronte le due esistenti. Come mai non la issano a terra? Perché non ci sono ancora le tecniche per farlo: verità o bugie?
La nave in legno tra le colonne di Marco e Todaro. Esiste da anni ma nessuno si sogna di andarla a recuperare. C'é addirittura l'albero maestro intatto o perlomeno esce ancora dalla nave. Infatti tutte le imbarcazioni a motore fanno il giro largo per non comprometterne la quasi integrità: verità o bugie?
Il mistero dell'orologio a Rialto. In questi momenti che stiamo vivendo ora qualsiasi borsa lasciata dimenticata per terra o un pacco lasciato dal trasportatore davanti al negozio che deve ancora aprire lascia dubbiosi chiunque quando ci si domanda se possono essere delle bombe camuffate o cose del genere. Un gondoliere verso mezzogiorno ha visto un uomo con la barba disegnare qualcosa sulla pietra d'Istria vicino all'imbarcadero di Rialto, un orologio. Quando il signore s'é accorto che il gondoliere lo guardava se n'é fuggito in fretta e furia. Quello che ha lasciato era un disegno di un orologio, un asso di picche legato con un elastico ad un sa
sso. Che voglia dire qualcosa? Avremo qualcosa di brutto alle ore dodici di un giorno qualsiasi o ha qualcosa di brutto in testa ha l'uomo che ha ideato il tutto? Domandiamo agli studiosi della Simbologia o ad Giorgio da Positano, il signore che disegna cose astratte da anni ormai vicino al luogo del mistero? Biennale anticipata o messaggio da tenere in seria considerazione?
"Passare sotto l'angolo di palazzo ducale porta nera". Quando uno dal ponte della Paglia va verso la piazza o viceversa, per tagliare, passa sotto i portici del palazzo. Molti non ci passano per quel motivo. Sarà vero?
E che ne dire della striscia delle strisce in marmo del selciato di piazza S. Marco? La storia ci dice che chi camminava a "fare liston" sopra quelle righe si proclamava un gay in cerca del partner. Mah!
La pietra rossa del sottoportico di corte Zorzi. Si dice che chi pesta la pietra rossa vada male all'esame di scuola (è nella strada che va al Sarpi) o che porti sfiga. Una volta si diceva che lì si fermò la peste...lasciamo perdere. Sta di fatto che a un mio amico quando gli si ricordò che pestare la pietra rossa porta jella la schivò e si prese il capitello della Madonna che sporge dal sottoportico in viso.
E chi si ricorda del povero Ètore co' la coa (Ettore con la coda). Tutti dicevano che quel tipo avesse la coda. A dir di molti era vero: la sua spina dorsale terminava in modo sporgente che assomigliava ad una coda. Ma chi l'ha vista?
Ancora con 'ste pietre. A S.Canciano mi comunicano che c'è un'altra pietra che non si deve pestare sennò sono guai.

Altra piera portasfiga. Questa volta a San Lio vicina al famoso negozio Regini che ora non c'é più.
Ancorette portafortuna sempre nei pressi di S. Canciano a Cannaregio. A destra. Di certo non portavano fortuna a chi colà veniva appeso squartato. Quelli infatti erano i ganci in cui venivano appesi i due quarti della persona giudicata a monito. Un'altro paio di ancorette esistevano ai Tolentini, in fondamenta dei squartai, ma adesso non ci sono più.
Smerdariol. Leggenda metropolitana? Si dice che sia un personaggio particolare esistito realmente o solo nella fantasia di qualche burlone. Era un signore con un tabarro nero che portava sempre con se un secchio. Girava per le calli e per i campi così conciato per servire qualche signore a cui scappava qualche bisogno corporale. Avete capito bene: un cesso ambulante. In pratica chi non ne poteva più lui porgeva il secchio e con il tabarro nascondeva tutto. Alla fine una lauta mancia aiutava al povero smerdariol a campare dignitosamente. Non sarebbe una brutta idea. Molte persone adesso fanno cose ben più indecenti senza vergognarsi ma solo per prendere soldi. Ognuno pensi quel che vuole.
Nella calle degli albanesi a S. Marco una zona del muro in pietra d'Istria delle prigioni nuove è consumata. Si dice che sia così perché le guardie si appoggiavano con la schiena sempre là quando prestavano il servizio all'esterno. Secondo me dovevano grattarsi la schiena spesso e per 1000 anni per avere quel risultato.