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Itinerario del Lido con la bicicletta

 

Si parte dal Tronchetto e si arriva fino al Lido girandolo in bicicletta da cima a fondo.

 

Si parte dal Tronchetto usando il ferryboat (gli orari li trovate su www.actv.it) con la bicicletta vostra. Se non l'avete potete arrivare prima al Lido e poi noleggiarvela da Gardin in Piazzale S. Maria Elisabetta al numero 2 appena scesi col vaporetto dalla fermata del Lido (è meglio telefonare allo 041-2760005 per sapere se c'é). Se arrivate col ferry scendete verso destra e continuate sempre dritti fino al piazzale S.M. Elisabetta, quello con le fermate dei vaporetti e se noleggiate la bicicletta ci siete già.

Fatto il primo passo. Il passo seguente è quello di proseguire sempre per quella direzione. Il Lido è un'isola stretta e lunga, quello che faremo noi sarà quello di percorrerla fino alla fine e ritornare indietro passando per la spiaggia. Dal piazzale S. M. Elisabetta andiamo quindi dritti per via Sandro Gallo attraversando strade anonime costeggiate da alberi, il galoppatoio, fino a quando la strada, sempre dritta, si chiama via Malamocco. Una curva pericolosa ci fa arrivare a Malamocco, il piccolo borgo antico ricorda che una volta, almeno lo dice la leggenda, esisteva un posto chiamato Metamauco distrutto dalla furia del mare e che era una delle prime dimore dei veneziani prima di Venezia. Facciamo una deviazione per Malamocco osservando le case che hanno molto in comune con la Venezia che conosciamo. Osserveremo pure i molti leoni marciani come quello vicino alla chiesa del paese con libro chiuso che significa la Venezia in guerra e segno che quando l'hanno messo c'erano le eterne guerre della Serenissima contro i turchi. Lasciamo quell'antico porto che in epoca romana era della città di Padova e continuiamo per la nostra strada dritta per gli Alberoni. Ci arriviamo costeggiando ancora la laguna e superando l'ospedale S. Camillo. In acqua molto spesso si può assistere all'allenamento dei vogatori che in queste zone trovano quasi sempre l'acqua poco mossa, come avremo possibilità di trovare i pescatori che in questo posto potranno tranquillamente pescare seppie e altro. Sempre in laguna osserveremo quelle isolette a forma ottagonale che servivano a difendere la città da attacchi via mare ma che mai non sono servite. La strada ad un certo punto fa una curva verso sinistra e poi verso destra facendoci notare l'ex forte con il Golf Club. La strada finisce con una rotatoria e l'imbarco del ferry boat per l'isola di Pellestrina. Volendo ci si può imbarcare, percorrere la breve lingua di terra e, con un altro mezzo, raggiungere Chioggia. Se invece vogliamo restiamo al Lido.

Giriamo la rotatoria introducendoci però nella prima strada che troviamo e cioè verso l'alta torre che abbiamo di fronte. Giriamo quindi a sinistra e saliamo nella strada in marmo: questa strada costeggia l'entrata in porto di Malamocco e ci porterà fino alla fine della diga. Se vogliamo facciamoci tutta la strada ma poi ritorniamo indietro e scendiamo in spiaggia. La prima cosa che noteremo sarà quella specie di strano ristorante all'aperto e il classico palo con le indicazioni di tutti i chilometri che mancano per arrivare a Toronto, Camberra, Santo Domingo e così via. Proseguiamo dritti lungo la lingua di sabbia (a piedi se c'é gente) fino a quando incontreremo le prime barriere artificiali contro il mar Adriatico e cioè i "murassi". Saliamo sopra la strada che li percorre per lungo e godiamoci il panorama.

La strada dei "murassi" si trova sopra la protezione ideata dai nostri antenati serenissimi ed è famosa perché si pratica il nudismo sia umano sia animale. Infatti le tette sono famose quanto quelle dei topi che si intrufolano negli interstizi dei massi. Ma non prendiamo paura, queste sono cose che sono destinate a scomparire e possiamo ben dire che sono casi eccezionali ma è una tradizione dirlo. Possiamo notare pure quanti tronchi d'albero si sono arenati tra i "murassi", tronche che qualche volta sono usati per farci delle originali capanne con tanto di sedie e tavoli per poterci mangiare magari alla sera al chiaro di luna con lo sfondo luccicante del mare.

Quando sono finiti i "murassi" iniziano le spiagge del Lido. Avanti allora con l'Excelsior, il palazzo del Cinema, l'ex Casinò e l'Hotel Des Bains. La famosa rotonda con la nuova struttura a forma di albero della cuccagna vi porta a sinistra nel viale Santa Maria Elisabetta e dritto verso l'ospedale del Lido (o quello che resta). Noi tireremo dritto!

Dopo un paio di curve ci troviamo in zona di San Nicolò (san Nicoeto per i veneziani). Proseguiamo quindi ancora dritto fino a che la strada non si interrompe e finisce, almeno per le auto. Ma noi siamo in bicicletta e possiamo entrare per la grande spiaggia libera di S. Nicoletto appunto. Abbiamo tutto lo spazio che vogliamo per girare seguendo pure le stradine tra i bassi alberi anche se la cosa consigliata da fare è proseguire verso il faro del Lido in fondo alla diga e tornare indietro fino a quando inizia la strada con le auto.

In fondo, giriamo a destra costeggiando l'aeroporto Nicelli, l'aeroporto del Lido per piccoli Jet che propone pure di fare dei voli in elicottero. Davanti a noi abbiamo il viale alberato che ci riporta al ferry boat o che ci permette di proseguire a sinistra per costeggiare la laguna fino al piazzale S.M.Elisabetta per depositare le vostre biciclette e partire in vaporetto verso la vostra dimora.

 

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Murassi


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