Lo sapete che…
I motori delle barche e soprattutto delle grandi navi in passaggio per Venezia emettono nell’aria dei gas che rovinano la pietra d’Istria e non solo quella.
Per una non tanto complicata formula chimica l’acido solforico disciolto nella pioggia e nella rugiada a contatto con le pietre di Venezia la trasforma in quello che noi chiamiamo gesso.
La pietra d'Istria è spesso fittamente venata di calcite. Lo zolfo intacca più o meno massicciamente queste vene insinuandosi e spaccando “a breccia”.
Il “nero” che vediamo nella pietra d’Istria dei nostri monumenti paradossalmente le protegge creando una specie di velo. Una volta fatto il restauro e ripulito il marmo dall’antiestetico colore la pietra è più vulnerabile.
I mattoni della città sono composti di argille e le argille appartengono ai silicati che sono molto sensibili alle acque acidificate.
Osservando con un poca di attenzione lo stato delle pietre veneziane non è
difficile capire che, perdurando questo livello di inquinamento locale, non
resta loro piu di qualche anno.

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