Festa in bateo
Abbiamo iniziato alle 20 al Redentore per caricare il vaporetto di stereo, damigiana, ghiaccio, mangiare e bere. Assieme a noi c'era anche Daniele che ha portato lo stereo. In un quarto d'ora, con piglio militaresco, era bello che pronto. Un test al volume della musica, una schiaffata all'unta soppressa all'aglio, uno sguardo ai tramezzini, pizzette, polpette e via.
Alle 20,15 erano ad aspettarci il folto gruppo di giovani. Abbiamo caricato. All'imbarcadero però si attraccavano pure gli altri vaporetti che facevano la linea tradizionale che abbiamo dovuto tornare altre due o tre volte per caricare il resto dei ritardatari.
Molti foresti e veneziani facevano le corse per paura di perdere il vaporetto ma mentre stavano per salire notavano subito che non era un vaporetto normale...un vaporetto con le soppresse e le damigiane non è una cosa di tutti i giorni.
L'ultimo a salire era Max che con calma africana si avvicinava come una primadonna all'imbarcadero dell' Arsenale. Saliti tutti abbiamo deciso di avviarci verso il canale Orfano costeggiando La Grazia, San Clemente, Santo Spirito e Poveglia. In questo modo potevamo alzare il volume della musica. Pitura Freska i primi a salire sul palco. Il primo assalto è stato agli spritz. I 150 bicchieroni si sono riempiti subito e hanno continuato ad essere riciclati fino a tarda notte. Il tramonto, il crepuscolo, la sera. E, come nelle migliori famiglie, la musica Disco. Quella intramontabile: Kc and Sunshine Band, James Brown, Village People, Michael Jackson.
Non si sa come ma ci siamo ritrovati agli Alberoni. Prima sosta. Pipì, caffé. Il vaporetto attirava ovviamente gli sguardi curiosi della gente che si passava il sabato sera seduti nei bar. Il clacson ci ha richiamati a bordo. La musica ha riattaccato ad alto volume. Ormai l'ambiente si era acceso. Una sigaretta, un Cuba libre, una sigaretta, una caipirinha. Le danze proseguivano.
Eravamo solo all'inizio. Nonostante la alta temperatura, l'umidità al 90%, la brezza in vaporetto era fantastica. Sono iniziati gli scherzi, i balli di gruppo, i "toca toca" tra maschi. Oramai la gente si attaccava alla bottiglia al posto del bicchiere. La coperta del vaporetto era talmente bagnata dalle bevande che neanche gli scivoloni danzeschi stile James Brown non davano l'idea di come si lottava per stare in equilibrio. L'orgia dantesca si blocca di colpo per far scendere a casa chi il giorno dopo deve andare a lavorare. Si prosegue per il Lido, San Marco. Sosta tecnica. Serve ancora ghiaccio per fare altre caipirinha. Subito Andrea ce lo fa trovare in una borsa dal suo ristorante. La festa continua. Ancora qualche isola. In lontananza dei lampi minacciosi fanno capire che "è solo caldana" e che non pioverà.
Al vedere il nostro vaporetto, le barche degli altri si avvicinano curiose...era infatti strano vedere un vaporetto a quell'ora, con i Doors a 110 db., gente che balla e che beve e che fuma.
Un'altra sosta a San Marco ha scremato ancor più i partecipanti alla festa. Oramai era quasi l'1, l'orario che dovevamo dare indietro il Bateo.













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