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CONDANNE CAPITALI
di Gigio Zanon

N. B. Questo elenco è tratto dai così detti Registri dei Giustiziati, che si trovano manoscritti nella Biblioteca Marciana, ed altrove. Essi però non mancano di inesattezze che di quando in quando m'ingegnai di rettificare.

L'AUTORE

737. Orso Ipato, doge, fatto pubblicamente morire per essersi mostrato parziale ai Jesolani. (Non si può dire veramente che questi fosse giustiziato, essendo perito in una zuffa fra quelli d'Eraclea, e quelli di Jesolo.)

755. Teodato Ipato, doge, figlio di Orso, ucciso.  (Ci raccontano altre storie che Teodato Ipato, e Galla Gaulo furono soltantoabbacinati, e cacciati in esilio.)

756. Galla Gaulo, doge ucciso.

803. Giovanni Bombardo appiccato, per tradimento, con un suo complice, alla riva di S. Giorgio Maggiore.

805. Domicillo, Giulio, e Carlo Salvignani, appiccati.

824. Bon Bragadesso, o Bragadino, e Giovanni Talonico, o Tornarico, appiccati per congiura contro il doge Angelo Partecipazio.

829. Obelerio Antenoreo, già doge, appiccato.

Era sposato con Franca, figlia di Carlo Magno, e quindi parteggiava per i franchi. Ma sconfitto il franco Pipino, fratello di Franca, Obelerio venne esiliato. Se non che avendo tentato di rientrare nel Dogado per riprendere il potere con la forza, venne sconfitto e una volta preso fu dapprima torturato, e quindi appeso nella riva dell’ isola di s. Giorgio.       

830. Beato Antenoreo, fratello di Obelerio, e di lui compagno nel reggimento, pubblicamente decapitato mentre veniva con armati a Venezia per vendicare l'uccisione del fratello.

835. Domenico Monegario, o Monetario, Tritolo da Grado, Diodato Gruro, e Marino Patrizio, condannati a morte come partigiani del tribuno Carausio, o Caroso, che aveva usurpato il solio ducale al doge Giovanni Partecipazio.

864. Giovanni Tradonico, o Gradonico, Pietro Candiano, Domenico Falier, Stefani dal Sabbion, ed altri, quali appiccati, e quali tagliati a pezzi per aver ucciso il doge Pietro Tradonico, reduce dai vesperi di S. Zaccaria.

894. Lauro Vivarin appiccato per aver ferito al capo Faustino Salmarin in chiesa di S. Marco, alla presenza del doge.

958. In giorno di martedì furono appiccate per le strade di Venezia 132 persone come aderenti a Pietro Candiano, che aveva tramato una congiura contro il doge Pietro Candiano III suo padre.

976. Pietro Candiano IV, doge trucidato con un suo piccolo pargoletto, per furore popolare, in pena della di lui tirannide.

1149. Viscardo, corsaro Anconetano, appiccato.

1172. Marco Cassolo appiccato per aver ucciso sulla Riva degli Schiavoni, e precisamente in capo della Calle delle Rasse, il doge Vitale Micheli II mentre, secondo il costume, si recava il giorno di Pasqua alla visita della chiesa di S. Zaccaria.

1245. Antonio Rossi, della contrada dell'Angelo Raffaele, decapitato e squartato per avere sgozzato il padre, la madre, e tre sorelle.

1264. Nicolò Bocco, e Giovanni Candiano, con altri seguaci, appiccati per essere insorti a cagione della tassa sul macinato contro il doge Raniero Zen, ed aver minacciato di dar fuoco al Palazzo Ducale.

1264. Guecello, o Marco, Dolce, e Pietro d'Arzenta, appiccati per congiura contro il doge Lorenzo Tiepolo.

1284. Gherardo Lancia, scoperto traditore, appiccato. (Il Sabellico lo chiama Gerardo da le lance lunghe, contestabile di fanti assai stimato nell'esercito Veneziano allorquando assediava Trieste. Narra poi che avendo egli parteggiato coi Triestini d'aprir loro la porta d'una nostra bastia, non fu appiccato, ma con un mangano slanciato nel campo nemico. Il Longo espresse a chiaro scuro il fatto nel soppalco della sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale.)

1299. Marino Bocconio, e compagni, appiccati per congiura contro il doge Pietro Gradenigo e per aver cercato di impadronirsi del potere.

1310. Badoero Badoer, ed altri, decapitati per essere implicati nella celebre congiura Tiepolo-Querini, tendente ad impadronirsi del potere.

1322. N.N. decapitato e squartato, con la moglie e due figli, per aver assassinato un ebreo in casa propria.

1328. Giacomo Querini, Giacomo Barozzi, e Marino Barozzi appiccati come perturbatori, sotto il doge Giovanni Soranzo.

1370. Giovanni Schiavo e complici per aver ucciso il vescovo di Cittanova, o Eraclea, Gaffaro. Fu portato su una chiatta a s. Croce e attanagliato, quindi accoppato fra le due colonne, quindi squartato.

1355. Marino Faliero, doge, decapitato, con molti altri suoi complici, per aver tentato d'abbattere il governo.

1372. Bartolomeo Grataria da Mestre, Francesco Negro da Terrazza, ed altri, squartati, come mandatari di Francesco il Vecchio da Carrara, signore di Padova, per aver divulgato i segreti della repubblica.

1379. Giovanni Maino fu appiccato come ribelle, secondo alcuni alla Riva di S. Giorgio Maggiore, e, secondo altri, sopra la stessa barca ove fu preso, essendo fuggito appresso l'armata dei genovesi.

1379. Giovanni Fedeli, Bernardo Gava, ed Andrea Novello decapitati perchè aderenti ai genovesi.

1380. Roberto Marchiano, ossia da Recanati, capitano, appiccato per traditore perchè in combutta con i genovesi.

1381. Giovanni Lombardo decapitato per trattative coi nemici, durante l'assedio di Treviso.

1385. Pietro Giustiniano, Avogador di Comun, ed Antonio di Domenico da Chioggia, furono appiccati come complici dei Carraresi.

1388. Stefano Manolesso, d'anni 25, fu appiccato nella pubblica Piazza per essere anch'esso nel novero di quelli che parteggiavano pei Carraresi.

1404. Brisuardo, da altri detto Rizzardo, francese, essendo stato preso in un naviglio predato ai Genovesi, esclamò in carcere che ancora sperava di lavarsi le mani nel sangue veneziano, per la qual millanteria fu, per ordine pubblico, appiccato.

1405. Giacomo Morellato, e tre preti, furono appiccati colla testa in giù nella Piazza, per ordine del Consiglio dei X, come traditori. Manifestavano essi ai Padovani, per mezzo di biglietti gettati colle saette entro le mura di Padova, quanto si deliberava dai Veneziani, che assediavano quella città. Avevano anche concertato coi Carraresi, Signori di Padova, di incendiare Venezia. I corpi di molti si ritro. varono cuciti entro sacchi, ed annegati, sui lidi (1).
- Giovanni da Pavia appiccato come spia dei Padovani, che gli  corrispondevano un grosso stipendio.
- Francesco Novello da Carrara, strozzato in carcere con due suoi figliuoli.

1406. Agostin Risi, Girolamo Nani, e Francesco Bragolato appiccati per bestemmiatori.

- Antonio Lanza, e compagni, appiccati per ladri, mediante sentenza dei Signori di Notte al Criminal.

- Antonio Lanza, e compagni, appiccati per ladri, mediante sentenza dei Signori di Notte al Criminal.

1412. Due fratelli della famiglia Quinzia, o da Quinto, Veronese, decapi. tati e squartati come partigiani degli Scaligeri. Un Giacomo Verbon fu appiccato per la medesima causa.

- Francesco Baldovino appeso alle forche fra le colonne rosse del Pa. lazzo Ducale per congiura contro lo Stato.

- Giovanni Nogarola, Veronese, decapitato e squartato perché procurava di dare Verona in mano degli Scaligeri.

- Nadalin Brandolin, da altri detto Bragadin,  d un suo fratello, appiccati come sollevatori del popolo.

1417. Giorgio Bragadin, Bandito per frodi ed altre azioni malvagie, preso in contraffazione di bando, appiccato.

1426. Enrico di Barbante, o di Brabante, strascinato a coda di cavallo e squartato perchè, spedito da Filippo Maria Visconti, aveva tentato d'incendiare il nostro arsenale.

1430. Andrea Contarini condannato al taglio della mano destra, e poscia al capestro, frammezzo le due colonne della Piazzetta, per aver ferito sul naso il doge Francesco Foscari. S'appiccarono ancora alcuni di lui seguaci.

1432. Francesco Carmagnola, generale della Repubblica, decapitato sotto l'imputazione di tradimento.

1435. Marsilio da Carrara, figlio di Francesco Novello Signore di Padova, volendo riacquistare il perduto dominio, fu decapitato.

1436. Giacomo Scrovegno, o Scrovigno, Padovano, decapitato per complicità con Marsilio da Carrara.

1442. Andrea Paggia da Candia venne fatto appiccare per ladro dai Signori

di Notte al Criminal.

1445. Giovanni Mestemin decapitato ed abbruciato come ladro sacrilego e sodomita.

- Marco Belli, ed altri, appiccati, e squartati.

1446. Antonio da Molecchietto appiccato con un laccio, che alcuni pretendono fosse d'oro, per aver rubato nel tesoro di S. Marco. Il suo corpo rimase tre giorni sopra la forca.

1449. Stammati Crassioti appiccato pel delitto medesimo.

1462. Cristoforo di Villabona, e Giovanni Orlando appiccati per traditori, avendo tramato di dare in mano dei nemici una città dello Stato.

1463. Giovanni Vallaresso appiccato, come traditore nell'impresa dellaMorea, fra le colonne rosse del Palazzo Ducale.

1470. Bartolomeo Memmo appiccato fra le colonne rosse per aver mal trattato Domenico Erizzo.

1472. Lorenzo Baffo appiccato per aver falsificato le palle del Maggior Consiglio.

1475. Nicolò, detto Gatta, appiccato.

1477. N.N. rubò ducati 20 al Banco Giro di Rialto. Perciò gli fu tagliata la mano destra sul luogo del delitto, e quindi fu appiccato, restando esposto il di lui cadavere per tre giorni in mezzo del Canal Grande.

1478. Marco Venier appiccato come ribelle.

1480. Francesco Cervato appiccato ed abbruciato:  sodomita.

1482. Bernardino Correr: sodomita.

1485.Marco Baffo appiccato per sodomita.

1489. Antonio di Lazzara, nobile padovano, appiccato fra le due colonne rosse perchè aveva tentato di strappare la città di Padova al veneto dominio.

1495. Domenico Botti appiccato per aver tenuto mano a ladri sacrileghi.

- Antonio Bonfilo, e Marco Civran appiccati per infedeltà.

1500. Atanasio Scotti appiccato per ribelle e traditore. Il cadavere restò per tre giorni appeso alle forche.

-Felice Raguseo decapitato ed abbruciato come ladro sacrilego.

1501. Marco Loredan decapitato.

1503. Biagio Cargnio, o Cargnico, luganegher decapitato dopo i tormenti consueti, fra le due colonne della Piazzetta, e poscia squartato. Dicesi che costui trucidasse i bambini per confezionare colle loro carni il guazzeto.

1504. Girolamo Tron appiccato fra le colonne rosse perchè, corrotto dall' oro dei Turchi, cesse ai medesimi la rocca di Lepanto.

- Troilo Contarini appiccato.

1507. Pietro Faciol, o Fasiol, giovane fornajo, appiccato come omicida, ma poscia scoperto innocente.

1508. Alessandro Porto appiccato per vari misfatti.

1509. Alberto Trapolino, Bertuccio Bagaroto, Giacomo da Lion, e Lodovico Conti, cittadini Padovani, appiccati fra le colonne della Piazzetta sotto l'accusa d'aver seguito le parti imperiali nella guerra di Cambray.

1510. Soncin Benzon appiccato e bruciato come sodomita.

1511. Gaspare Valier decapitato come omicida .

1513. Lorenzo Polani, Baldassare Molin, Alessandro Navagero, Vincenzo ed Agostino Contarino condannati a morte come ladroni. Il primo fu appiccato, e gli altri quattro furono decapitati, e quindi squartati.

1514. Prete Bartolommeo da Mortegliano decapitato come traditore della fortezza di Marano. Vincenzo Castagna fu appiccato per la stessa causa (9).

1520. Bertuccio Canal, e Leonardo da Monte decapitati, e Taddeo Canal, figlio di Bertuccio, appiccati, come ladri sacrileghi.

1522. Amedeo da Cologna appiccato per aver esploso una pistola in Piazza di S. Marco nel Venerdì Santo.

1535. Marco Sorgon, o Sasson, appiccato sopra una forca dipinta, alta 32 gradini, acciocchè da tutti fosse distinto. Era costui divenuto odioso alla città perchè valevasi della sua carica di Uffiziale dei Signori di Notte per farsi capo di ladri.

1536. D. Pietro Sardagna decapitato per ribelle.

- Pompeo Carrara, ed altri sette, appiccati come capi di sollevazione.

1538. Sebastiano Sagredo, e Marco Caviato, appiccati per la cessione ai

Turchi della fortezza di Nadino.

1542. Agostino Abondio, G. Francesco Valier, e Nicolò Cavazza appiccati per aver rivelato i secreti della Repubblica alla Francia.

1545. Prete Francesco Fabrizio, titolato di S. Giuliano, decapitato, ed abbruciato per sodomia.

1547. Lodovico Erizzo, e Lodovico dall' Armi decapitati per complicità nell'assassinio di Maffeo Bernardo.

1556. Alvise Negro, detto Cordellina, decapitato ed abbruciato per avere lungamente usato carnalmente colla propria figlia, che fu condannata al carcere in vita.

1557. N.N., avendo perduto una somma di danaro al giuoco, usci nelle più fiere bestemmie, e ferì un'immagine di M. V. Egli fu, per sentenza del Consiglio dei X, tratto a coda di cavallo e dopo il taglio della lingua, e d'un orecchio sul luogo del fatto, decapitato e squartato.

1560. G. Battista Orazio, da Locate, ebbe in Rialto il taglio della mano destra, e quindi fu appiccato per aver rubato nel palazzo dei Camerlenghi otto mille ducati.

1561. D. Pietro Leon, rettore dell'Ospizio delle Convertite alla Giudecca, fu decapitato ed abbruciato per molti peccati carnali commessi con quelle recluse.

1564. Tommaso da Treviso decapitato.

- G. Francesco Emo decapitato fra le colonne della Piazzetta.

 -  Battista Pesaro appiccato coll'archibugio ai piedi, per aver con quello attentato per due volte alla vita di Carlo Zane suo suocero.

1565. N.N. estero, appiccato, senza processo, per aver in corte di Palazzo, nel tempo in cui erano radunati il Collegio ed i Magistrati, ucciso il sig. Galeazzo Pagano Napoletano.

1566. Alessandro Bon decapitato per aver inventato una falsa congiura.

1571. Benedetto da Firenze appiccato.

- Fortunato, da altri detto Torquato, cavaliere Gerosolimitano, appiccato per enormi delitti.

1572. Flaminio Perugino appiccato.

1573. Paolo Malipiero, Francesco Barbarigo, Nicolò Gradenigo, Gaspare Donà, e Prato muratore, appiccati per cagione ignota. Alcuni dicono perchè erano capi di sollevazione.

- Bartolomeo Tomè, o Tomio, e Domenico Chiaron, appiccati.

- Antonio dall'isola di Zante, ed altri due Greci, appiccati come ladri omicidiarii.

1574. Ambrogio Giunotti Bolognese, con cinque suoi complici, appiccato per delitto consimile.

- Agostino Querini, da S. Tomà, condannato alle forche. Ma si appiccò egli stesso in prigione.

1575. Francesco Fulin appiccato per varii misfatti.

- Alcuni ignoti appiccati per ordine del Magistrato alla Sanità perchè rubavano gli effetti dei morti da peste.

1577. Domenico Armeno appiccato.

1578. Orazio da Verona appiccato, avendo ammazzato una persona a tradimento.

1580. Daniel Malipiero, uno dei Quaranta al Criminal, decapitato fra le colonne della Piazzetta, avendo rivelato per danaro i secreti delgoverno.

1583. Olivo facchino, dai Ss. Apostoli, appiccato.

- SerafÌno da Fano cavaliere, Francesco fratello del maestro di spada a S. Giovanni Grisostomo, ed altri, appiccati.

1584. Giambattista, cordarol, appiccato.

1584. Giuseppe Cimolin, ed altri due guardiani di prigione, appiccati perchè tenevano mano ai fuggitivi.

- Egidio da Venezia appiccato.

1585. Gabriel Emo decapitato fra le colonne della Piazzetta perchè assali in tempo di pace una galea Turchesca, facendo passare a fìl dispada tutti gli uomini, e gettare in acqua tutte le donne.

- Alvise d'Arezzo, Lorenzo Bembo, Giulio da Imola, Virginio Cocco Marchiano, ed Alessandro Mantovano, appiccati per diversi delitti.

1586. N. U. Carlo Zeno dai Frari appiccato per omicidio.

- Domenico d'Antonio fu, per ordine del Consiglio dei X, decapitato, e poscia squartato. I quarti vennero appesi in quattro siti vicini alla città per esempio dei malviventi.

- Carlo, barbiere all' Anconetta, con due complici, appiccato.

- Giovanni Vianuzzo, o Vianuti, ed Antonio dei Cozzi, o dei Cosi, appiccati.

1587. G. Battista Bagnato, detto Bragagnino, Giovanni di Nicola da Ragusa, Domenica Sparchio da Trento, e Francesco Gazza da Vicenza, appiccati.

- G. Battista Trentin appiccato.

- Domenico Zen decapitato, e poscia abbruciato come ladro sacrilego.

- Sebastiano Malipiero q. Marin decapitato.

- Domenico Zen decapitato, e poscia abbruciato 

- Grullo fìlacanevo, e Gaspare cordaroI, appiccati.

1588. Conte Florio dal Friuli, e conte Vinciguerra da Spilimbergo, appiccati.

- Giovanni Trentino, e Giacomo Rizzi appiccati.

- Cesare Veroldo, Nicolò Consorti, e G. Antonio Sanatutti, detto anche Garo, Bresciano, appiccati.

1589. Andrea Venturini appiccato.

- Girolamo Rigotto da Vicenza, Ottavio Pagani, Pietro Prigato .da Casteltranco, Angelo Zatterini, o Zafferini, e Francesco marangon, appiccati per diversi misfatti.

1589. Girolamo Lion, conte di Sanguinetto, appiccato, o, come dicono altri, decapitato.

1590. Francesco Angelo, frate Domenicano, appiccato, ed abbruciato, secondo alcuni, per monetario falso, e, secondo altri, per materia del S. Uffizio.

- Pietro Conti da Vicenza, e Giulio da Treviso appiccati.

- Vincenzo Cestari, ed Andrea suo fratello, da Chioggia, appiccati.

- Giovanni dalla Cavazuccherina decapitato.

- Antonio tipografo, da Pordenone, appiccato, ed abbruciato per sodomia.

1591. Ippolito Cocchetta, o Coetta, da Ferrara appiccato.

- Pietro, detto dai Cani, barcajuolo, appiccato.

- Alessandro d'Alessandri decapitato, e messo a quarti.

- Ascanio, Anconetano, appiccato.

1592. G. Battista Igris, o Ignis, e molti altri complici, appiccati, come ladri ed assassini da strada.

- G. Battista Zomelli, ed Orazio Centesio, o Centeso, Napoletano, decapitati.

- Vincenzo Lecolarina appiccato.

- Vincenzo da Napoli appiccato, per frodi, a Rialto, di faccia il Banco Giro.

1593. Tommaso, lavorante in Zecca, appiccato in faccia la porta della medesima per avere in quella commesso il proprio misfatto.

- Marco da Conegliano, Girolamo e Francesco da Venezia, appiccati.

- Marco Canal, e Nicolò Venier, appiccati, o, secondo alcuni, decapitati.

- Nasciguerra Trevisan, e Bartolomeo da Ferrara appiccati, il primo per ordine del Consiglio dei X, ed il secondo della Quarantia Criminale.

1594. Pietro Benuti, ed Antonio Pivis, appiccati.

1595  Costantino da Perugia decapitato.

- Fra' Gian Battista da Pesaro, e fra' Lodovico da Genova, decapitati, ed abbruciati per orrendi misfatti.

- Giovanni Fanetta decapitato, e squartato coll'esposizione dei quarti nei luoghi consueti.

- Pellegrino di Nicola, e Giovanni Mattiazzo, Padovani, e Francesco da Monferrato, appiccati.

- Antonio calegher decapitato, ed abbruciato come bestemmiatore,per ordine delMagistrato alla Bestemmia.

1596. Bartolomeo Vicentino, scapolo di galera (condannato ai remi) decapitato, ed abbruciatocome bestemmiatore.

  - Francesco  Legato decapitato.

- Nicolò Datolo decapitato.

- Il signor Carpio dei Carpi Vicentino, e Domenicano Spalpazon, dal Polesine, appiccati..

- Antonio Soranzo, contador (Computista) all' Arsenale, appiccato.

1597. Pietro, detto Frate, con altri due complici, appiccato.

- G. Battista Farina appiccato per assassinio.

- Raffaele da Ravenna, ed Eustachio da Conegliano, decapitati e squartati.

1598. G. Battista q. Giuseppe, da Pordenone, decapitato.

- Valerio Canal, e complici, decapitati ed abbruciati, nonchè Moisè, ebreo, appiccato per latrocini di cose sacre.

- Giuseppe Lion appiccato.

- Vincenzo Tiziano, e Giovanni Benetto appiccati.

- G. Battista Bressan decapitato.

- G. Giacomo Gamba appiccato come capo di assassini.

1599. Francesco Bembo, fu di ser Gasparo il dottor, Giovanni Grillo, Orazio Razzetti, ed altri, parte appiccati, e parte decapitati.

1600. Giovanni Masin da Padova decapitato e squartato, essendosi poscia i quarti appesi alle forche.

- Francesco da Ceneda appiccato.

- Giuseppe Bressan appiccato.

- Giacomo Bassin da Treviso, sarte in Asolo, con due complici, appiccato.

- Pietro Colombo decapitato, ed abbruciato.

- Cattarina,vedova, decapitata.

- Fra' Giovanni Magnifico appiccato.

- Zaccaria dei Campi Longhi, Veronese, decapitato.

1601. Giuseppe Donà appiccato.

1602. G. Antonio dal Melon, capeler, e Luca marzer, fatti morire nelle prigioni, e quindi appesi alle forche come strozzatori di monete, e falsi monetari.

- Pietro ebreo, Alvise da Vicenza tamiser  (Stacciajo) appiccati, e Giovanni Romano, calzolajo, decapitato, e squartato.

1602- Pietro da Pisa decapitato.

1603. Giuseppe Silvestri decapitato, ed abbruciato, come ladro sacrilego.

- Marco dalla Giudecca, con tre complici, appiccato.

- Vincenzo Passavia, da S. Erasmo, decapitato.

- Benedetto Francese appiccato.

- Domenico Bettini, o Bettoni, da Brescia, decapitato, ed abbruciato come monetario falso.

- Antonio Tartaglia, e Giuseppe Bertoldi da Ctitadella, decapitati e squartati.

1604 Francesco Ascoli, o Ascolieri, custode delle prigioni, appiccato per infrazione dei propri doveri.

1605. Michele petener decapitato, ed abbruciato come monetario falso. Giovanni Bresengo da Mirano, ed un suo complice, decapitati e squartati.

- Bartolommeo dei Grossi da Piacenza appiccato, o secondo altri, decapitato.

- Domenico Furlan decapitato.

1606. Vincenzo Chiodo decapitato.

- Francesco Sanguane, Genovese appiccato.

- Girolamo Polacco, da Cannareggio, decapitato, e squartato pell'uccisione della moglie.

1607. Antonio da Venezia, Giovanni Dori, e Maria de Zuane dalla Valtellina appiccati per ladri.

- Antonio marangon, ed Antonio d'Ascoli, capitano, appiccati.

1608. Giacomo Fadaletto appiccato come omicidiario.

- Francesco Veronese appiccato.

1609. N. U. Giacomo Bollani decapitato.

- Davide Eliodato Pavis, da S. Simeone Piccolo, appiccato.

- Prè Girolamo, o come altri scrivono, prè Cristoforo Toscan appiccato.

- Padre Girolamo, canonico di S. Spirito, appiccato.

1610. Francesco Piacentin decapitato per omicidio.

- Gaspare da Oderzo appiccato.

1611. Girolamo Fanuti, o Fanetti, Alessandro da S. Giovanni, Alvise Bergamasco, Sebastiano da Treviso, Leonardo Cigola, e Girolamo Fioretti, appiccati per monetari falsi.

- Nicolò Graila, o Graissa, appiccato.

1612 Tommaso scaleter, G. Battista Milanese, e Vincenzo Zonfo appiccati.

- G. Battista Gallo dall'Arsenale appiccato.

- Marcello dalla Corsica decapitato.

- Ippolito Gallo decapitato.

- G. Battista Padovan appiccato.

1613. Girolamo Bressanin da Chioggia, Pietro Milanese, e Francesco Pescada, Veneziano, appiccati.

- Serafin, o Stefanin, da Verona, decapitato.

1614. Pietro luganegher da Brescia decapitato.

Paolo da Mestre, G. Maria Maffei, Giovanni becher, Giovanni da Venezia, e Domenico da Cattaro, appiccati. Il Maffei come ministro infedele.

- Teodoro Ciprioto decapitato, ed abbruciato.

- Marco Boncoda Montebelloappiccato.

1615. Giovanni Gioppomano appiccato.

- Alessandro da Burano, Paolo da S. Stino di Livenza, e Bartolommeo sartor  a S. Luca, appiccati.

1616. Polo Zanetti, orefice, da S. Martino, decapitato.

1617. Alessandro Spinosa Romano strozzato nelle carceri, e poi appeso per un piede alla forca come ribelle e traditore.

- Donna Ginevra, Elisabetta di lei figlia, e Teodora dai Bari, appiccate per ordine del Magistrato alla Bestemmia.

1618. Nicolò Renault, francese, strangolato, e poscia attaccato con un piede alla forca come implicato nella casi detta Congiura degli Spagnuoli.

- Carlo e Giovanni Francesi  patirono lo stesso supplizio per la stessa causa.

- Giovanni Berard per la stessa causa appiccato.

- Oliva Chiappina, Baolo Trevisan di lei marito, e Giuseppe del Bello, detto Beltrame, farinante, appiccati.

1618. Vincenzo Svolarin, o Zuccarin, appiccato per omicidio.

- Frate Francesco Pacifico Domenicano, ed Ubaldo Quadri, decapitati edabbruciati come monetari falsi.

- Girolamo Fiorentino, Leonardo Cavazzi da Prato, e G. Bossoli dalla Romagna, zaffi da barca, essendo stati uccisi mentre resistevano alla pubblica forza, che voleva imprigionarli quali assassini, furono appesi alle forche.

1619. G. Battista Gentili da Treviso, Emmanuele Genovese, e Nicolò da Murano appiccati.

- D. Giovanni Montin, prete Cremonese, decapitato.

Gian Maria Contassi Romano. Egli era condannato alle forche, ma, nell'atto che si conduceva al luogo del supplizio, giunse notizia che la sentenza era stata intromessa dall'Avogador Contarini, per cui fu sospesa l'esecuzione, che però fra poco tempo ebbe luogo.

- Silvio Fontana, Padovano, appiccato perchè con un colpo di pistola uccise una persona nel palazzo del podestà di Padova, mentre questi rendeva giustizia.

- Benedetto SpineIIi appiccato, ed anche, secondo alcuni, abbruciato per ladro sacrilego.

1620. Giovanni da Ferrara, burchier, decapitato.

- Benedetto, da altri detto Gian Carlo, Betti, appiccato.

- G. Battista Bragadin appiccato per intelligenze secrete coll'ambasciatore Spagnuolo.

- Bartolommeo Vianello da Pellestrina appiccato.

1621. Giorgio Vanoladich, da Corfù e Giovanni da Rodi, in pena d'aver dato fuoco a due navigli, vennero tirati a coda di cavallo per la città, mozzi d'una mano a S. Giovanni in Bragora, e dell'altra a S. Croce, tanagliati e, dopo che ebbero esalato l'ultimo respiro, trasportati a Malamocco ove si attaccarono alle forche. Poco dopo ebbero egual destino, per complicità, Nicolò remer  all' Arsenale, e vennero appiccati Lorenzo Bozza da Chioggia, e Marco dalla Comare.

- Gaspare Tassato, dalle Coste di Rovigo, appiccato.

1622. Antonio Foscarini strozzato in carcere, e poscia appiccato con un piede alla forca, sotto l'imputazione d'aver svelato agli esteri diplomatici le secrete deliberazioni della Repubblica. Poscia venne pubblicamente dichiarato innocente.

1622. Michielin da Candia appiccato.

- Gaspare Colonna da Rovigo, uffiziale del Capitan Grande, appiccato per rilevanti materie di Stato.

- Domenico Tonis appiccato per aver indotto alcuni a fare seco lui falsa testimonianza in  affari importanti.

- Girolamo Vano da Salò, e Domenico de Zuane, barcajuoli dell'ambasciatore di Spagna, appiccati per false accuse contro Antonio Foscarini, che venne condannato a morte.

- Domenico Scalon appiccato per essere stato il giorno degli Innocenti fermato in Piazza colle pistole inarcate.

1623. G. Battista Corbella condannato al taglio della mano, ed alle forche.

- Pietro Adami, Alvise Draghia, e Marco Gerardi, appiccati, avendo ferito in Campo di S. Pietro di Castello Paolo Rimondo.

- Simeone Rosa da Murano, barcajuolo, decapitato e squartato per aver ammazzato un semolin  che conduceva nella propria barca.

- Alberto Dandolo e Francesco Buban da Ferrara, mandoleri decapitati, ed abbruciati come falsi monetari.

- Annibale Novello, tintore di seta a S. Maria Formosa, e Girolamo Caposando da Brescia, appiccati perchè, fingendo di voler comperare fassi  di legna, s'introdussero, vestiti da gentiluomini, in casa di Giovanni dai Fassi a S. G. Grisostomo, e vi rubarono danaro, ed oggetti preziosi.

- Giorgio Manoli da Corfù appiccato perchè fu sorpreso mentre tentava di segare i ferri del Magistrato alla Sanità per rubare.

- Luca Andrioli da Castiglione, preso in contraffazione di bando, venne condannato al taglio della mano, ed alle forche.

- Domenico Zonta, da Carbonera, decapitato e squartato per avere ucciso il proprio padrone, ortolano alle Vignole, affine di goderne più liberamente la moglie, che fu condannata alla prigionia in vita.

1624. Ferrero, Francese, appiccato, ed abbruciato per monetario falso.

Giovanni Furlan, detto dalle Comare, decapitato ed abbruciato come capo di ladri sacrileghi.

- Paolo Ferrari Cremonese, appiccato. Nel mentre il 4 novembre di quell' anno egli avviavasi al patibolo, la di lui sentenza venne sospesa, ma poscia fu eseguita il giorno 15 del mese medesimo.

1625. Girolamo Sommariva da Padova, e Sebastiano Polacchetto, speziale in Venezia all'insegna dei Tre Cedri, presi in contraffazione di bando, e decapitati.

- Agostino Rizzi da Perugia, e Girolamo Navi Romano, alfiere, decapitati per ordine del Magistrato alla Bestemmia.

- Domenico dal Pesce barcajuolo decapitato.

- Il conte Roberto Negro, Ferrarese, tirato a coda di cavallo, tanagliato, e, dopo l'amputazione della mano destra, decapitato, e squartato per molti misfatti. Egli fu quello che, durante la processione del Venerdl Santo, molestava con una piccola tanaglia pizzicante le donne nelle parti nascoste.

- Domenico Baldin da Spinea appiccato come ladro, ed assassino da strada.

- Vincenzo, Uffiziale da barca, volle violentemente visitare la barca dell'ambasciatore di Francia che in quella si ritrovava a prendere il fresco. Perciò fu appiccato. Ma alcuni dicono, che, per intercessione dell'ambasciatore, la condanna non ebbe luogo.

1626. Rocco Tagliapietra da Cannaregio appiccato per molti misfatti.

- Agostino da Cattaro appiccato come assassino da strada

- Giovanni Mantovan da Montagnana venne dal Consiglio dei X condannato alla forca, ma nel gettarlo giù gli si ruppe il capo. Perciò, ricondotto in prigione, mori alquanti giorni dopo.

- Matteo, o Marco, Zonghi, Bresciano, appiccato.

1627. Sperandio Palpato da Verona per molti assassinii tirato a coda di cavallo, mozzo d'una mano ai Bari, tanagliato, decapitato, e squartato coi quarti appesi ai luoghi soliti.

- Bernardo Bontempo fatto appiccare per ladro dai Signori di Notte al Criminal.

- Bartolommeo Pietro, appiccato, per ladro, dai Signori di Notte al Criminal.

- Bartolommeo Camalgrado, da Modena, decapitato, ed abbruciato per monetario faalso.

1628. Simeone Crovato ritrovato dai birri colle pistole, appiccato con quelle ai piedi.

1629. Matteo Pace tedesco appiccato.

- Francesco Terrasanta, Fiorentino, appiccato.

- Nadalin Santolin, detto Zanco, da Venezia, appiccato.

1630. Giacomo Polucca, con due complici, appiccato.

- Gasparo q. Bernardo Tommasini appiccato, per ordine dei Provveditori alla Sanità, avendo trasgredito gli ordini da essi emanati in tempo di peste.

- Giacomo da Loreo fatto appiccare dallo stesso Magistrato per la stessa causa.

1631. Giovanni q. Daniele di Carnia, ed altri due complici, appiccati in Campo di S. Stefano per ordine dei Presidenti al Sestier di S. Marco, perchè avevano rubato robe sequestrate ed infette.

- Benedetto de Saggio appiccato per la stessa causa. In questa occasione fu ordinato che il cadavere fosse accompagnato dal solo cappellano di S. Fantino con quattro torce, e senza la Scuola.

- Pietro Massagna da Vercelli, cameriere del N.U. Bernardo Marcello, avogador, decapitato e squartato, previi i tormenti anteriori, per aver ucciso il proprio padrone.

- Benedetto barcajuolo appiccato per aver rubato masserizie infette.

- Lugrezio, o Leonardo, Paguzzi, da Capodistria, e Francesco Pergola appiccati.

- Antonio Alberto, da Carmagnola, preso in contraffazione di bando, e decapitato.

- Conte Onorio Scotti, Parmigiano, decapitato per aversi fatto rilasciare a forza una cambiale di 100 scudi dall'ebreo Moisè Volterra, ed averlo poscia ucciso.

- Dionisio Felice da Padova, e Girolamo Scarticello, o Scarsello, da Este, appiccati.

1632. Bartolommeo Chiappin tirato a coda di cavallo, e dopo il taglio delle mani, squartato.

- Francesco Meon, Napoletano, appiccato.

1633. Padre Angelo Bassi da Verona, monaco Cassinense, decapitato.

- Marco Belli, Lorenzo Berta, e Domenico Botti, tutti tre Bresciani, appiccati perchè avevano tentato di rubare nel tesoro di S. Marco.

- Matteo Rizzo, o Pizzo peater  da S. Margherita, decapitato.

- Giacomo Salvi, o Salini, dalla Polesella, tirato a coda di cavallo, mozzo delle mani, e decapitato, per aver ucciso il N. U. Giovanni Vendramin.

- G. Battista q. Gabriel da Bel appiccato.

- Simeone Ferrari da Cannaregio appiccato come ladro, per ordine dei Signori di Notte.

- Leonardo fenestrer a S. Luca, in Calle dei Fuseri, decapitato per aver ucciso Andrea, suo padrone, mentre dormiva. Francesco Destro da Campalto appiccato.

1634. Francesco Rossetti da Desenzano appiccato.

- Caterina Mestemin, Bolognese, appiccata.

- Salvatore Cordella, o Cordellina, capo dei zaffì da barca, appiccato

1635. Antonio tintore da seta, e Giovanni Pacchioni, appiccati per i piedi.

- Ventura Ferro, e Lorenzo Fontana, guardiani di Sanità, appiccati.

- Giacomo Antonio Rossi appiccato come ladro sacrilego.

- Andrea Bassi, soldato, fu condannato al taglio delle mani, nonchè ad essere tanagliato, decapitato e squartato, per aver infuriato contro un'immagine sacra.

- Giovanni Catasso da Padova, e Filippo Bissoni Romano, appiccati per aver ferito il N. U. Antonio Nani.

- Bartolomeo Guidetti tanagliato, e colle mani recise al collo, tirato a coda di cavallo, decapitato e squartato, per aver propinato il veleno a dieci individui.

- Giuseppe Panella da Capua, e Domenica Moretti da Treviso appiccati come rei di varii delitti, e specialmente ladronecci.

- G. Maria Marchesini Veronese, e Michele da Venezia, appiccati per ladri.

- Sante Bonoldo fruttajuolo, e Giovanni Lanfranchi, appiccati per aver svaligiato un Polacco che abitava in una locanda.

- Martino Siular  da Trento appiccato per ladro.

1637. Girolamo Fassin, detto Fantolin, casariol (1) all'insegna del Melone, e Giovanni Reali appiccati.

- G. Maria, da altri detto Simeone, forner (2) del Cadore, appiccato per aver ucciso suo padre.

- Giovanni Bel appiccato per aver ucciso sua sorella.

1638. Domenico Bavellin, e Domenico Massaria da Vicenza, appiccati. G. Battista Vidali appiccato.

- Fra Gottardo Gabrieli, cavaliere di Malta, e Gaspare Pelao decapitati.

- Giulio Trona da Milano appiccato con un suo complice.

- Francesco Bragolato, Antonio Lanza, Matteo barcajuolo, e Giovanni barcajuolo, appiccati dietro ordine del Magistrato alla Bestemmia.

- Giacomo Tedesco, dalle perle false, decapitato, e squartato per aver ucciso, affine di derubarla, una donna immersa nel sonno.

- Andrea de Biasis da Verona tirato a coda di cavallo, decapitato, e squartato per aver ucciso la propria padrona, moglie del capitano T orelli.

- Nicolò Scorti, o Storti, da Ponte di Piave, preso in contraffazione di bando, ed appiccato con una pistola ai piedi.

- Giacomo Santi appiccato per ladro di strada.

1639. Don Francesco N.N., pievano di S. Basso, appiccato per confessione sacramentale svelata.

- Matteo Angelich, oppure Ancetich, dal territorio di Duino, appiccato, o come altri vogliono, annegato.

- Giovanni, o Domenico, da Padova, Lodovico Frassine, Lorenzo Paissoni, e Domenico Mattaron molinaro, dalla Battaglia, appiccati per ladri.

- Carlo da Cerignola appiccato.

1640. Francesco Facchinetti doveva essere appiccato il 24 Febbrajo trascorso, ma, per mancanza di ministro, si eseguì la sentenza iI 4 d'Aprile dell'anno presente.

- Rizzardo Vergolin da Padova tanagliato, decapitato, e squartato.

- Stefano Zanchetto, preso in contraffazione di bando, appiccato.

- Monsignor Vincenzo Moro, per pratiche coll'ambasciatore di Spagna, strozzato in prigione, e quindi appeso alle forche fra le due colonne.

1641. Gian Antonio Lombardi Pugliese, e Marco Tizian, da altri detto

Florian, Napolitano, appiccati.

- Alberto Giuliani, Alessandro Gambari da Ancona, e Bartolommeo Bortoletti da Spoleto, appiccati per ladri.

Sante Gariboldi, speziale all'insegna di S. Domenico in Calle delle Rasse, decapitato ed abbruciato, per aver abusato di due fanciulli.

- NicolòFabris da Bologna condannato al taglio d'una mano, ed a venir decapitato e squartato.

1642. Matteo Moretto, dal Ponte di Brenta, decapitato e squartato per ladro.

Gaspare Seccaduto dal Friuli appiccato come strozzatore di monete.

- Marcantonio ortolan dalle Vignole, e Paolo Marin, appiccati.

1644. Girolamo Sarghetta appiccato per omicidio.

- Domenico di Conti, fonditore in Zecca, appiccato innanzi la porta di quello stabilimento.

1645. Gian Battista Leonardi, detto il rosso, appiccato per omicidio premeditato.

- Antonio Guarinoni appiccato per aver soffocato, affine di derubarla, Laura colarina (quella che dà l’amido nelle camicie o nei merli) al Ponte del Megio a S. Eustachio.

1646. Nicolò Candioto appiccato.

1647. Francesco Chiodo da Cavarzere, con tre complici, appiccato per aver strangolato il corriere di Roma.

- Pietro Zerbinello appiccato.

1648. Girolamo Tommasini, secretario, fatto morire in prigione, e quindi appeso alle forche per aver intaccato di somma rilevante la cassa della pubblica Libreria di S. Marco.

- Pietro, detto Furlan, Bresciano, appiccato.

- Gabriel Paruta decapitato per occulto misfatto.

- Angelo Pavan appiccato.

- Giacomo Ligasacchi, essendo bandito, fu preso, e, morto nella ritenzione, fu appiccato.

1649. Andrea Fornari, pescatore da Marano, appiccato per ordine del Magistrato dell' Artiglieria, o del Magistrato sopra le Fortezze, perchè aveva apportato danni considerevoli alla fortezza di Marano.

- Giuseppe, da altri detto Andrea, Armeno, appiccato.

- Giacomo Restiri da Corfù appiccato sopra la prora della Fusta, per sentenza dei Provveditori all'Arsenal, oppure dell'Armar.

- Pietro Moraro, padrone di naviglio da Rovigno, moschettato.

- Giovanni Brochetta, da Murano, appiccato innanzi la porta del Magistrato della Sanità per ordine del magistrato medesimo.

- Carlo Miresti, o Miretti, da Ravenna, ed Amedeo Turco battezzato, prima detto Eladà Daise dalla Brazza, e Stefano di Mattio Veneziano, appiccati sopra la galera Zenobio in faccia la Piazzetta.

- G. Battista Carlotti tirato a coda di cavallo, tanagliato, decapitato, e squartato.

- Bartolommeo Zambin da VaIcamonica appiccato.

- Lorenzo barcajuolo, e Domenico di Varisco, latoner, appiccati per ladri.

1650. Giovanni Collini, o Cellini, decapitato per aver ucciso un religioso a cagione di giuoco.

- Matteo Dante da Rimini appiccato per avere esploso una pistola in Piazza la sera del Giovedì Santo.

1651. Tommaso Persalvin, detto Tinazzo, preso in contraffazione di  bando, appiccato.

- Francesco Annati, od Armetti, tirato a coda di cavallo, tanagliato, mozzo delle mani, decapitato, e squartato.

- Caterina dalla Rosina, da Spalatro, decapitata per aver ucciso la propria serva.

- Frate Girolamo Scornigo da Padova, appiccato ed abbruciato.

- G. Maria Belladonna da Padova applccato. Esso stando in chiesola tentò di suicidarsi.

- Nicolò di NataIino dal Friuli fatto morire nelle carceri, e poscia attaccato alle forche per aver dato in potere dei Turchi la nave che portava le provvigioni all'armata Veneta in Candia. Dopo questo fatto egli aveva disertato, ed si era fatto turco, ma sopra una nave turca fu preso, e condotto a Venezia.

1652. Pietro Galvan, boter, condannato al taglio delle mani, venir decapitato, e squartato per aver trucidato nel palazzo apostolico l'auditore del Nunzio.

- Girolamo Bovolari, da altri detto Bovolina, e Giovanni di Giacomo, appiccati.

- G. B. Asti, Bresciano, per sentenza dei Provveditori all'Armar, fu appiccato all'antenna della Fusta.

- Francesco Piccolgrumo, ammazzato dai birri nella cattura, ma ciò non ostante, appiccato, e squartato.

- Giacomo Tavoli, detto Muson da Trento, facchino, ed Angelo Bortoluzzi, barcajuolo, appiccati per ladri sacrileghi.

1653. Pasquale Pasqualovich, dalla Brazza, appiccato all'antenna della Fusta per ordine dei Provveditori all'Armar.

- Pierino Perini da Chioggia decapitato.

- Andrea marangon appiccato, colla pistola ai piedi, per averb  parata in Piazza contro un altro individuo.

- Angelo Palmaro da Camposampiero, preso in contraffazioni di bando, ed appiccato.

- Carlo Maggioli decapitato, e squartato.

- Matteo di Giacomo, Bergamasco, ucciso dai birri nella cattura ed appiccato in faccia la Zecca per aver ucciso il guardiano della medesima.

1654. Girolamo da Bologna, rimasto morto sparando un archibugio in Cannaregio, appeso alle forche.

- Nicolò Colli, Bolognese, appiccato dopo essersi suicidato in carcere, perchè aveva tentato di uccidere, o secondo altri, ucciso, un figlio dell'avvocato Ponte.

- Michelangelo Colombo, Milanese, mercadante di panni di seta, essendo restato morto facendo le archibugiate cogli sbirri, fu appiccato.

1655. Angelo Bollani, podestà, e capitano di Crema, decapitato per omicidio.

- Gian Girolamostrozzato nelle carceri, e poi, qual ribelle della patria, appeso con un piede alla forca.

- Angelo Negri decapitato.

1656. Oliviero Olivieri, cavaliere, decapitato nottetempo, e la mattina mostrato al popolo.

1658. Lorenzo da Brescia appiccato.

- Giuseppe Righi marzer, e Pietro barbiere, tanagliati, strascinati a coda di cavallo, decapitati e squartati per aver ucciso un certo Redetti, ed involato molti di lui effetti, e danari.

- Pietro d'Arezzo, con altri complici, appiccato.

- Giuseppe Pevere da Salò tanagliato, decapitato, e squartato.

- G. Stefano Torniello Milanese, e Cristofo Grassi, detto Trentin, appiccati.

- Matteo Gonella, da Maniago, tanagliato, decapitato e squartato.

1660. Giulio Filippo Lion, da Padova, decapitato.

- Giacomo Bongiovanni appiccato per ladro di effetti sacri.

1661. Giovanni Giordani, detto Megio, aquarol, decapitato per omicidio.

- Giovanni q. Cesare del Piacevole, dimorante ai Bari, preso in contraffazione di bando, ed appiccato.

- Carlo Zanchetta, da Casal Maggiore, appiccato come incendiario.

- Pietro Terzi, detto Colombina, decapitato per ladro.

- G. Battista Boccolo, guardiano dei Camarotti, appiccato.

- Paolo Favilla appiccato.

- Pasino Peruzzi, sartor, appiccato.

- Alvise Mozzetto appiccato per sentenza del Podestà di Padova.

- Guglielmo Polvessuto appiccato perchè aveva ucciso un comandador ( colui cui incombeva di intimare gli atti giudiziari, e pubblicare gli editti) sopra la Scala dei Giganti.

1662. Matteo Corfìamma tanagliato, e squartato per barbaro omicidio. –

- Girolamo Polvere, e Tommaso Zabelli, appiccati.

- N. N. sgherro del conte Enrico Martinengo Cesaresco, essendo morto nella cattura, fu il di lui cadavere appeso alle forche.

- Michiele Pesenti decapitato, e squartato come ladro sacrilego. La testa e gli intestini, vennero abbruciati, e le ceneri gettate in acqua.

- Rocco Sconti, Genovese, appiccato per ladro.

- Venceslao Volpe, preso in contraffazione di bando, appiccato.

- Matteo becher, preso per noncuranza di bando, e rimasto morto nella cattura, appiccato.

1663. Giacomo dalle perle false, decapitato per omicidio.

- Francesco Bellamano dalla di bando, appiccato.

- Giovanni Pivato appiccato per omicidio.

- Giovanni da Vigonovo, detto Pianta, decapitato e squartato.

1664. Lorenzo Nardi, dalla Motta, preso in contraffazione di bando, ed appiccato.

- G. Battista Zerbinei da Bergamo appiccato.

- Gaspare Virginio dal Friuli appiccato.

- Fortunato Petrobelli da Padova, preso in contraffazione di bando, tanagliato, decapitato, e squartato. I quarti furono appesi ai luoghi soliti.

- Nicolò da Cefalonia appiccato per omicidio commesso in Campo di S. M. Formosa.

1665. Tommaso Donnini, detto Favretto, appiccato come ribelle e traditore.

- Francesco Zilio appiccato.

- Francesco Brancaleoni d'Adria appiccato per ribellione unitamente al suo compagno di pena un Agostino Pazzarello.

- Pietro Boldin tanagliato, decapitato, e squartato.

- Sante Bettini, da Montagnana, patì il taglio della mano destra e quindi, con altri cinque, venne appiccato.

- Angelo Gesin, detto Gastaldetto, dal Moranzan, preso in contraffazione di bando, tanagliato, decapitato, e squartato.

1666. Domenico Polecino da Vicenza, Francesco Pasqualino da Padova, e Gregorio da Valdagno, appiccati come ladri omicidiari.

- Giacomo Angeli da Feltre, e Giovanni suo figlio, in contraffazione di bando, decapitati e squartati.

- Rocco Pion di Borgogna, in contraffazione di bando, appiccato, per rapina.

- Marco Alvise de Biasi, dalla Pieve di Soligo, in contraffazione di bando, appiccato.

- Sebastiano Lovato da Este, in contraffazione di bando, appiccato.

- G. Battista Fuazi, da Padova, e Domenico Gagliardi da Ferrara, in contraffazione di bando, appiccati.

- Alessandro Carubin, da Aquila negli Abruzzi, in contraffazione di bando, appiccato.

- Francesco Manzini appiccato per ladro omicidiario.

1667. Giuseppe Furlan da Trento, e Teodoro Molin, in contraffazione di bando, appiccati.

- Ambrogio, da altri detto Antonio, Bellato, avvocato, appiccato.

- Andrea Berti condannato al taglio della mano, e poscia al capestro.

- Giorgio Zioni appiccato.

- Alessandro Borromeo da Padova decapitato, ed abbruciato per sodomia.

-Crivelli, in contraffazione di bando, appiccato.

- Domenico e G. Battista fratelli Angeli furono entrambi appiccati.

- Gian Todero dalle Margarite decapitato.

1669. Daniel capitano del Magistrato Sopra Monasteri, ed altri cinque birri, unitamente a Sebastiano barcajuolo, ed Angelo Chioggiotto, uccisi dalle milizie Schiavone e quindi trasportati in Piazza S. Marco alla vista di tutti. Ignorasi se per ordine pubblico.

- Bernardino Gabutto, in contraffazione di bando, decapitato.

- Francesco Gasparo Fuocato, da Chirignago, decapitato per sentenza del Podestà di Mestre, come omicida.

- Francesco Bevilacqua q. Bortolomeo, in contraffazione di bando, appiccato.

1670. G. Francesco q. Bortolommeo. Salvini, in contraffazione di bando, appiccato per omicidio.

- Bortolommeo Tecchio appiccato per aver violato in una sola giornata sette fanciulle, le quali, rimaste gravide, venivano da lui barbaramente trattate.

- Rinaldo Gora, in contraffazione di bando, appiccato.

1671. Andrea Lorenzi da Pirano, in contraffazione di bando, appiccato per aver tentato di rubare nel Tesoro di S. Marco.

- Anton Maria Gobatto da Cittadella, in contraffazione di bando, decapitato, e squartato.

- G. Battista Isnardo Francese decapitato, ed abbruciato come monetario falso.

1673. Mvise Quintavalle da Burano tirato a coda di cavallo, tanagliato, decapitato, e squartato.

1675. G. Maria Zampa decapitato, ed abbruciato per monetario falso.

- Domenica Moschetti decapitato per aver commesso un omicidio nel teatro di S. G. Grisostomo.

- Conte Procolo Giusti Veronese, in contraffazione di bando, decapitato per rapimento violento di donzella.

- Pietro Pellegrini da Belluno tirato a coda di cavallo, e decapitato.

- LiberaI, detto Grosso, da Burano, rimasto morto nella cattura, appiccato.

1676. Domenico Trevisan decapitato per omicidio.

- Bartolomeo Gubbiani decapitato, e squartato, ed i suoi quarti furono attaccati alle forche.

- Domenico Signoretti, da Soligo, solito ad abitare in Castel Baldo, preso in contraffazione di bando, ed appiccato.

1677. Giuseppe Marchiori dai Sette Comuni, in contraffazione di bando, decapitato, ed abbruciato come monetario falso.

- Girolamo Serena appiccato con un bastone ai piedi, mediante il quale aveva commesso un omicidio.

- Domenica Sanavia, da S. Angelo di Piove di Sacco, in contraffazione di bando, decapitato e squartato.

- Giacomo Freggi, da altri detto Fusi, Bolognese, appiccato per un omicidio commesso in Birri.

- Giacomo Tarbara da Cannaregio, in contraffazione di bando, appiccato per omicidio.

1678. Angelo Tombelli, da altri detto Agostino Zambelli, da Gattaro, in contraffazione di bando, appiccato per omicidio.

1681. Andrea Griffo, da altri detto Guffo, Napoletano, appiccato perchè, avendo tentata la propria albergatrice, e questa avendo ricusato, l'aveva uccisa, e svaligiata.

- Pietro Berengo, da Padova, appiccato per aver ucciso un compagno in una contesa ritrovata nel giuoco.

1685. Andrea Torni, d'anni 18, decapitato, e squartato per molti ladronecci, specialmente di cose sacre.

1686. Pietro Roveron appiccato.

- Giuseppe Durato, Ferrarese, appiccato per omicidio.

1687. Alessandro dall'Orto strozzato in prigione, e quindi appeso alle forche.

- Teodoro, detto Medoro, Bajo da Padova, appiccato.

1688. Un ignoto, di cui non si conosce il delitto, appeso nottetempo alle forche.

- G. Battista Parenti, e G. Battista Pirona, appiccati, con una pistola ai piedi del secondo.

1689. Giuseppe Pomo appeso di notte alle forche.

1691. Giuseppe, chiamato Ippolito, Gualandi, soldato al Lazzaretto, fu dal Magistrato alla Sanità condannato ad essere moschettato, e l'esecuzione ebbe luogo in faccia la porta del magistrato medesimo.

1692. Francesco Adami Veronese, celatosi sotto il nome di SebastianoSalomoni da Trento, appiccato per omicidio.

- Amadio Colusson, da Maniago, appiccato.

- G. Maria Serafin da Bolzano appiccato perchè aveva ucciso, per gelosia della moglie, un suo innocente compare.

- Pietro Munerato da Este appiccato.

-Federico Furlanetto ammazzato con un'archibugiata a Castello, appeso nottetempo alla forca.

1693. Domenica Giusti da Treviso appiccato per ladro sacrilego.

1696. Domenico Salvagno decapitato e squartato.

1699. Lorenzo Ruzzenente appiccato.

1701. Paolo Boaro da Udine, in contraffazione di bando, appiccato.

1702. Paolo e G. Battista fratelli Rizzati strozzati in carcere, e poi appesi alla forca.

1704. Francesco Longhi, detto Ferdinando, Bolognese, quantunque sapesse di meritare il capestro, stavasi con tutta franchezza in Venezia, ma tradito da una sua concubina, venne preso nella pubblica Piazza vicino a S. Geminiano, e quindi appiccato.

1709. Antonio Beltrame da Vicenza appiccato per sentenza dei rettori di quella città.

1710. G. Battista Piantella, preso in contraffazione di bando, condannato ad essere decapitato, e squartato, dopo avere patito cinque colpi di tanaglia infuocata ai varii traghetti, e d'aver fatto a coda di cavallo il solito viaggio da S. Croce a S. Marco.

1713. Antonio Codoni  appiccato per avere strangolato a tradimento la servente del suo padrone, ed aver involato varii oggetti d'argento.

1714. Francesco Beltravana, detto Bovidio, ucciso nella cattura, ed appiccato.

Francesco Antonio Massarini strozzato in prigione e nottetempo  appeso alla forca come calunniatore pievano di S. Matteo di Rialto.

1718. Domenico Nambrin, da Cannaregio, capo di contrabbandieri, ucciso in uno scontro coi birri, ed appiccato.

- G. Battista dei Quaranta, barbier, da Polesella, fatto morire in carcere, e quindi appeso alla forca.

1719. Stefano Tacco da Vicenza, becher, appiccato.

-  Conte Andrea. Tommaso Guerra, Vicentino, decapitato per aver ucciso un suo amico in una festa da ballo.

1721. Bartolomeo Rossi da Palma, giovane della farmacia all'insegna della Vecchia in Campo di S. Luca, decapitato e squartato per avere ammazzato di notte una meretrice al fine di derubarla.

- Pier Antonio Toffolo, sarte, appiccato come capo di ladri.

1722. Carlo Alberti, secretario, fatto morire nelle carceri, e poi subito sepolto, perchè rilasciava per prezzo le ducali delle cariche.

1723. Gaetano Fanton, birro, appiccato per aver fatto l'archibugiate cogli scolari di Padova, due dei quali rimasero uccisi.

- Giovanni Frazzandelo lacchè, da Rovigo, morto nella cattura, at­taccato alle forche colle pistole ai piedi.

1724. Pompeo Soppetto, dal Friuli, appiccato per molti omicidi commessi.

- Matteo Bassanese da Mantova, preso in contraffazione di bando, decapitato.

- Girolamo Chiappati, oste di Bergamo, strozzato nelle carceri, ed appiccato.

- Antonio Fontana, da Verona, decapitato, ed abbruciato per sodomia e ladro sacrilego.

- Conte Domenico Althan, figlio del conte Giacomo, dal Friuli, decapitato per aver ucciso con un colpo di trombone presso il Ponte di S. Martino il nipote del maggior Sora.

- Michiel Peretti decapitato, ed abbruciato per aver rubato una Pisside in chiesa dei Cappuccini di Mestre.

1729. Nicola d'Aragona, o Faragon, Napoletano, decapitato, e squartato per aver trucidate due meretrici, ed involato quanto possedevano.

- Antonìo Odoli, Ragionato alla Camera di Verona, appiccato per grave intacco fatto alla cassa.

1732. Valeriano Panizza, in contraffazione di bando, appiccato.

     - Salvatore Conegliano, ebreo, da Padova, strozzato in carcere, e poi appeso aduna forca rizzata in Piazzetta di faccia alla fusta,  e, dopo essere stato esposto alla vista del popolo,  fu abbruciato. Le di lui ceneri furono gettate In acqua. Costui teneva mano ai furti sacrileghi fatti da un Bernardo da Rossan, anch’ egli perciò decapitato, ed abbruciato.

1734. G. Antonio Cappellari e Valentino suo fratello, in contraffazione di bando, strozzati nelle carceri, e quindi appiccati.

1735. Bortolomeo Pecchiole, detto Canella, Natal Garo, e Gaspare Rizzo tutti tre da Cittadella, vennero, l'uno dietro l'altro, appiccati per aver ucciso l'oste di Cittadella con tutta la famiglia, e dato fuoco all'osteria.

1736. Andrea Pini  da Belluno, decapitato ed abbruciato per essersi  finto prete e parroco, e averne esercitato il ministero.

1737. Giacinto Gajo, detto Spisima, e Tommaso Gianitello, appiccati.

1740. Anastasio Orbego, e Domenico Cabianca strozzati in carcere, e poscia fatti appendere alla forca, presso la quale si fece rima­nere presente un loro compagno, che venne condannato alla galera in vita.

- G. Maria Guerra, detto Smaniato, in contraffazione di bando, appiccato.

- Francesco Polissan decapitato e squartato per avere ucciso tre fanciulli affine di rubar loro le fibbie delle scarpe.

1741. Paolo Misio, o Mis, da Udine, in contraffazione di bando, decapitatoed abbruciato come ladro sacrilego.

1744. Ambrogio Sormani  decapitato, e squartato per aver ucciso a colpi di mannaja la moglie.

1746. Giovanni Laverda, preso dopo il bando, appiccato come capo diassassini di strada.

- Matteo Barbieri, custode delle valli di ca' Cottoni, preso in con­traffazione di bando, decapitato e squartato per aver ucciso la propria moglie.

- G. Battista Pioggia, oste in Pordenone, decapitato e squartato per aver ucciso due Tedeschi alloggiati nella sua osteria, ed essersi impadronito degli effetti che possedevano, seppellendo i cadaveri nel cortile, sotto il letamajo.

1746. C arlo Andrea Bremani, decapitato ed abbruciato per grave sacrilegio commesso.

- Pietro frevisan, detto Vettorello, barcajuolo, appiccato per aver strangolato un altro barcajuolo, detto Tombola, sotto il ponte di S. Giovanni Laterano, ed essersi impadronito di quanto questi aveva addosso.

1747. Giacomo Facchinetti, Bergamasco, decapitato, e squartato per averucciso la propria madre.

1748. Bernardo Gabrielli, di VaI Sabbia, chierico, decapitato per aver ucciso due zie che l'albergavano, l'una a colpi di mannaja, e l'altra con un laccio.

- Michiele Brusaferro, beccajo, Veronese, in contraffazione di bando, appiccato.

- Andrea Castellan, detto anche Noal, da Brescia, essendo fu preso, decapitato, ed abbruciato, perchè, fra gli altri aveva oltraggiato un'immagine della Beata Vergine.

1749. Andrea Brazzoi, o Brasola, Mantovano, decapitato ed abbruciato  per sodomia.

1750. Antomo Manini appiccato per omicidiario.

1751. Francesco Lorenzetti, da Pieve di Soligo, marangon, fu, per ordine del Magistrato della Sanità, moschettato innanzi la porta del magistrato medesimo, perchè, spedito a lavorare in Lazzaretto Vecchio, aveva rubato una porzione di seta soggetta a contumacia, e proveniente da luoghi infetti da peste.

- Francesco Panizzi Romano bandito, e preso a Pisa, venne decapitato e squartato per aver uccisa e derubata una meretrice in Calle delle Locande a S. Paterniano.

1752. Domenico Storzi, o Storti, appiccato, in contraffazione di bando, per aver ammazzato suo fratello mentre dormiva, e maltrattata la cognata a cagione delle divisioni paterne.

- G. Battista Salvan, o Galvan, detto Corpononi Sgaraton, birro, preso in contraffazione di bando, ed appiccato come assassino di strada.

1753. Antonio Lambranzi, becher da Cannaregio decapitato e abbruciato per molti delitti spettanti a buoni costumi, e religione.

- Giuseppe Marini, Cancelliere in Carpenedolo, territorio Bresciano,fu preso dopo bandito, ed appiccato.

1754. N. N. soldato moschettato al Lido per aver ammazzato il suo sergente nel quartiere.

- Giuseppe Campesan da Bassano preso dopo il bando, ed appiccato, come compagno del Lavanda, capo di assassini.

1756. Giuseppe Dolbon, fruttajuolo in Canonica, appiccato per aver ucciso un barcajuolo, e feriti due popolani.

1757. G. Francesco Magno, già Quaderniere dei Provveditori agli Ori ed Argenti in Zecca, preso in contraffazione di bando, venne appiccato, per aver intaccato gravemente la cassa del suo ufficio.

1758. Giuseppe Francesco Groppo, bandito per omicidio, fu preso e decapitato, avendo ottenuto in grazia questo genere di morte, anzichè quella del capestro.

- G. Maria Milovich da Capodistria, sarto da donna, decapitato, e squartato per aver ucciso e derubato una signora sua benefattrice. Domandò in grazia l'esecuzione dai tormenti anteriori, che gli fu concessa.

1759. G. Maria Furin, detto Ava, da MonseIice, ed Antonio Favero da Camposampiero, strozzati in carcere, e poi fatti appendere alla forca come capi di assassini. I loro compagni, in numero di dioiannove, vennnero condannati alla galera in vita, e fatti passare sotto il patibolo acciocchè potessero vedere i loro capi colà appesi.

- Girolamo Berengo, lacchè in casa del marchese Orazio Sale, appiccato, per avere, a persuasione del 'suo padrone, ucciso con diciannove colpi di coltello un cameriere del marchese medesimo.

Giovanni Pesato, detto Targa, appiccato per ladro ed assassino di strada.

1760. Anastasio Chiodi, dall'isola di Zante, Contador alla Dogana da Mar, Francesco Cappellan Veneziano, Spedizioniere, ed Angelo Granzioto, pur Veneziano, Coadjutore in detto uffizio, strozzati in carcere, e poi appesi alle forche per intacco, ed infedele amministrazione.

- Il Conte Marino Metaxà, ed un suo nipote da Cefalonia, strozzati in carcere, e poi appesi alle forche con un cartellone ai piedi sul quale stava scritto - Per rilevante materia di Stato.

1761. Paolo Gio. soldato della compagnia Combatti,  moschettato  per aver ucciso il proprio sergente.

1762. Pietro Minuzzi, detto Magnarin da Rovigno, pescatore, appiccato per avere con orribili bestemmie e con un coltello inveito contro un'immagine di M. V. e d'altri Santi. Aveva pure commesso due omicidi.

- Andrea Narechich, capitano, da Lussin Grande, strozzato in carcere, e poi appiccato colla scritta: Reo di Fellonia et altri delitti di Stato. Egli, unitamente al munizionere di Corfù, aveva venduto ai Turchi attrezzi militari, e munizioni da guerra.

- Michela Gondetti Moro decapitata, per avere barbaramente ammazzato a colpi di mannaja una vecchia che credeva ricca ed a cui non potè rubare che L. 11.

1763. Pietro Vecchia, Bresciano, decapitato in contraffazione di bando. 1764. Il Conte G. Battista Nogarola, Veronese, decapitato per aver ucciso il Conte Girolamo Cipolla.

- G. Battista Podavin contrabbandiere, appiccato, in contraffazione di bando, per avere, con altri, aggredito i ministri del Sale di Calvisano, territorio di Brescia, ed avere ucciso uno dei medesimi.

1767. Antonio Pulorin, detto Cavasotto, e Carlo Danel, detto Battel, appiccati, in contraffazione di bando, per ladri ed assassini.

1770. Caterina Locatelli, da Boldeniga, territorio Bresciano, fu condannata a morte per aver ucciso il marito. Rifugiatasi poscia nel territorio Milanese, ma tradita dal drudo, che la cicondusse nello Stato Veneto, subì la pena del capestro.

1771. Antonio Malinovich, Istriano, decapitato e squartato, in contraffazione di bando, per aver ucciso il proprio padre.

1772. G. Battista Mandricardo, zaffo da barca, dall'Angelo Raffaele, appiccato perchè, per ingiusta cagione, cacciò barbaramente col remo sott'acqua Luca Marcovich finchè venne a morte.

1774. Prete Giuseppe de Bellis, e Laura Pettenuzza, decapitati per aver ucci5o proditoriamente in sua casa l'abate Francesco Tonietti, Fabris da Oderzo.

1775. Antonio Rossi, Bresciano, appiccato per aver ucciso il proprio padre.

Valentino Tartaroti, Trentino, appiccato per aver ucciso un prete Vicentino.

1781. Marco Rossetto da Murano, capo della sollevazione dei Muranesi, strozzato in carcere, e poi appeso alla forca colla scritta: Marco Rossetto da Murano per gravi colpe di Stato. All'ora di terza furono fatti passare sotto la forca alcuni suoi complici, e poi mandati in galera.

-Veneranda Porta da Sacile decapitata per avere, unitamente all'amante Stefano Fantini, ucciso, mentre dormiva, e fatto a pezzi, il proprio marito. Il Fantini fu anche, dopo la decapitazione, squartato.

- Giovanni Dabovich, marinajo, appiccato in contraffazione di bando per essere, con altri complici, andato in casa del Conte Marco Lucovich, che era assente, ed avere ucciso il servo Paolo, rubando cinquecento lire in danaro, e quattro balle di seta.

- Giorgio Franco, e Marco Sgionfo da Rovigo, strozzati in prigione, e poscìa appiccati per rilevante materia di Stato. Sei dei loro compagni, dopo aver dovuto passare sotto le forche, furono condannati alla galera, e due donne ai camerotti.

1784. Antonio Cima, e Bartolomeo Magno, birri della compagnia del Capitano Grande, appiccati perchè furono promotori di una fiera rissa cogli Arsenalotti, che custodivano le porte del Palazzo Ducale.

1788. Antonio Galimberti, orefice, appiccato per aver ucciso il conte Nicolò Vimercati Sanseverino di Crema.

1791. Pietro Lucchese, detto Conte, appiccato, in contraffazione di bando, per aver ucciso Pietro Cesare Corner podestà di Caneva.

      

 

CONTINUA...

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