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Tanto si può scrivere del famoso Carnevale di Venezia, ovviamente qui lo raccontiamo nel modo più alternativo possibile. É stata quindi fatta una rassegna dei Carnevali passati, delle domande che qualcuno si può fare prima di venire in città in questo magico periodo e molte altre cose. Ho evitato di mettere foto di maschere…tanto in rete ne trovate a bizzeffe.

VEDI: Carnevale 2004/2005/2006/2007/2008/2009

 

FAQ
 
Quali sono i giorni da scegliere e quelli da evitare per godersi il carnevale come si conviene?
Dipende dai gusti. Chi vuole vedere una grande festa fatta di persone allegre, con i suoi pro e i suoi contro, che si buttano in viso la schiuma delle bombolette, che camminano spalla a spalla con il problema di dove fare la pipì allora scelga di venire i sabato e le domeniche (soprattutto il secondo sabato).
 
Ma il famoso carnevale di Venezia fatto di maschere in costume allora dov’è?
Le bellissime maschere in costume che vedete nei libri, riviste ecc. le troverete in ogni angolo di strada anche la più sperduta. Li troverete spesso a farsi le foto, magari fatte da fotografi prestigiosi a pagamento, alla mattina presto e alla sera tardi.
 
Ma chi c’è sotto la maschera, veneziani?
Forse qualcuno, ma pochi. Sono specialmente francesi, svizzeri e tedeschi.
 
E’ vero che con le maschere al volto e un bel vestito anche un brutto può dire di essere ammirato per quello che dimostra e che si sente appagato per tutto il resto dell’anno?
Certamente! E’ un toccasana essere fotografati continuamente con la gente che ti sorride e si dimostra orgogliosa di starti vicino. Ai brutti, se non sono simpatici o intelligenti, non capiterà una cosa del genere fino al prossimo carnevale.
 
E i gay? Ci sono gay in maschera?
Diciamo piuttosto che il carnevale è la festa degli omosessuali. Un “ten days’ gay pride” in tutta regola. Le donnone provocanti alte di coscia con pacco spostato in zona perineale lasciano, una volta che l’uomo arrapato si domandi se può esistere un pezzo di gnocca così, molti dubbi riguardanti il sesso loro.
 
Ma è sempre esistito un carnevale così a Venezia?
Il carnevale che vedete adesso esiste da circa 20 anni. Prima non lo sentiva quasi nessuno. C’erano pochi adulti in maschera e i commercianti erano scontenti. Poi sono venuti i giovani studenti che si tiravano addosso farina e uova. Poi sono venuti i vigili a dare le multe ai giovani studenti perché sporcavano anche le pellicce alle signore. Infine qualcuno ha pensato bene di mettere un po’ di musica ad alto volume in piazza e di colpo è venuta gente.
 
Sabato e domenica, il giovedì grasso…e gli altri giorni?
Gli altri giorni non troverete molta gente con cui far baldoria. Di sera anche piazza S. Marco è deserta. Da anni hanno cercato di far guadagnare anche i commercianti fuori dal centro centro allestendo spettacoli di ogni genere in zone decentrate ma la gente esige lo spettacolo in piazza e quando non lo trova si lamenta e domanda dove sono i posti dove si balla. Se vedrete il programma del carnevale seguite il vostro istinto. Comunque oltre che nella piazza S. Marco danno spettacoli anche in campo S. Margherita e in campo S. Polo.
 
Ho paura degli scippatori…
Avete ragione: questa è una grande festa anche per loro. Tanta gente= tanta possibilità di rubare. Squadre di “cittadini non distratti” (gente della zona che pedina i borseggiatori) si sono già organizzati per agire tempestivamente alla prima avvisaglia (anche travestiti in maschera). Voi regolatevi di conseguenza.
 
C’è qualche pericolo che qualche ubriaco…
L’unico giorno che ci si può preoccupare che ubriachi molestino le persone è il martedì ultimo giorno. La piazza è piena di cocci di bottiglie rotte, il tanfo di vino aleggia assieme al profumo degli spinelli e la gente è molto stanca. Comunque, diciamo che non esistono troppi pericoli anche per la massiccia presenza di forze dell’ordine.

Maschere di una volta

Da serva di monache con cesto di bussolai. 

Da pescatore con canestro di pesce.     

Da turco con pipa.

 Da gnaga (gay)

Da buranello.     

Da tracagnino.

Da brighella.

Da dottore.

Da coviello.

Da avvocato.

Da spazzacamino.

Da pulcinella con pitale di maccheroni.    

Da giangurgolo.

Da corriere con cornetto.

Da barcaiolo.

Da lacché

Da pasticciere.

Che semina l’orto.

Da venditor di sabbia.

Da venditor di veleno per topi.

Da venditor di merli.

Da orso incatenato.

Con dominò in testa.

Da gobbo.

Maschere che camminano su trampoli.

Da carbonaio.

Da friulano che vende aghi e forbici.

Con il volto naturale.

Con filo, lana e amo.

Con un finto cavallo.

Con orecchie d’asino.

Da patrizio d’inverno.

Da marinaio di Piran.

Da amazzone.

Uomini e donne con lenzuola in testa.

Da fioraio.

Da tedesco.

Da spagnolo.

Da stracciarolo.

Da ebreo.

Con la bauta e tabarro.

Col tabarro e mezzo volto bianco.

Con scialle nero.

Da diavolo con vescica in mano.

Da cacciatore con schioppo.

Da vecchio tremante.

Da sifilitico.

Con veste e scialle nero.

Da macellaio.

Da armeno.

Da satiro.

Da ortolana.

Da astrologo.

Da netturbino.

Mostra una marmotta.

Venditor di polenta

Da soldati.

Con abito fatto di soldini di rame.

Da assassini di strada.

Da contadina friulana.

Da vedova contadina.

Con pelle d’orso.

Con un bel cappello.

Da fornaio.

Da pierrot.

Da siediaro.

Da mattaccino.

Da re con scettro.

Da medico.

Da moro.

 

Maschere di adesso

Il controllore Actv: volto bianco spettrale con un’ espressione ferma, immobile, senza apparente personalità. Va bene anche il volto da persona che non ha famiglia e che vive la sua vita a pensare solo a dare le multe e a preoccuparsi che tutti facciano il biglietto. Divisa da ammiraglio.
 

L’intromettitore di piazza S.Marco: volto marrone, in cuoio ( ma va benissimo anche l’abbronzatura, anzi!). Quasi sempre con la testa obliqua, mento alto e occhi tristi ma disponibili da maggiordomo nobile. Vestito: impeccabile da alta sartoria. Gli si perdona anche il colletto della polo “tirato su”.

Il commerciante di souvenir di lusso del centro: andrebbe bene una maschera tipo Pantalone (con tanto di ghigno sadico). Sempre con gli occhi da predatore che scrutano i possibili acquirenti che si muovono velocemente a destra e a manca. Incrocia sempre gli sguardi della gente riservando un po’ di secondi a tutti.

Il commerciante di souvenir non di successo fuori dalle zone del centro: vestito normalissimo non di moda e con scarpe impolverate. Maschera con la fisionomia di persona stanca che dimostra a tutti che lui ce la mette tutta ma che nutre pochissime speranze di vendita. Parla quasi sempre da solo dicendo sempre mezze frasi.

La massaia che va al mercato: sempre grassa ma con la Harrod’s. Cattivissima. Odia tutti: dal marinaio Actv, alle persone prima di lei in coda. Vestito tipo vestaglia da casa con le scarpe consumate (ev. ciabatte). Maschera di cuoio rugoso e serissima. Labbra carnose sempre umettate di saliva. Parla e sparla in continuazione.

Il dipendente statale o comunale dietro un bancone: vestito anonimo. Maschera con bocca semiaperta tipo paresi facciale. Muto. Occhi inespressivi e pupille dilatate.

Il dipendente Mc Donalds 1(alla cassa): divisa dell’azienda con colori sgargianti. Sorriso sincero con denti in bella vista. Occhi aperti tipo forte stupore. Sempre allegro e contento.
 
Il dipendente Mc Donalds 2(quello che porta via le immondizie dei clienti): divisa nera, marron o colori funerei dell’azienda. Muso incazzatissimo e labbra tipo boxer con denti in bella vista. Occhi cupi con occhiaie. Mai allegro né contento.
 
Il farmacista: occhi da Topo Gigio, capelli brizzolati, aria da salvatore del genere umano ma commerciante anch’esso come uno che vende gondoline e con la consapevolezza di avere tutti ai suoi piedi tuonando consigli salutari. Camice bianco (ci mancherebbe).
 
L’oculista: vedi sopra.
 

Il cliente del Florian: non serve la maschera col tricorno ma basta il volto bianco (pallido) semplice. L’espressione deve essere da ebete disponibile e sorridente con gli occhi da persona interessata a tutto avendo però l’accortezza di muoverli lentamente assieme alla testa.

Il veneziano d’inverno: cranio rasato, maschera scura tipo abbronzatura con espressione da sfida, Museum rosso (cappottone da grande freddo che va per la maggiore tra i veneziani) quello più costoso con le cerniere laterali e di tre misure più grande tenuto aperto, pantalone con grandi tasconi e Sorel (scarponcini canadesi da baleniera), occhiali da tenersi addosso anche di notte. L’andatura del “veneziano d’inverno” dovrà essere dondolante simulando però una grande stanchezza.
L’arma micidiale del Carnevale
E per ultimo ci teniamo l’arma micidiale del Carnevale: le bombolette con la schiuma. Molto più pericolose che non la vista di una maschera pietosa, sarebbero vietate per le molte lamentele della gente dopo le battaglie dei giovani teen-agers che se la spruzzano addosso smerdando di crema bianca indelebile tutti attorno. Chi sono i giovani che le usano, da dove vengono? L’età, come ho già detto, è quella compresa tra i 13 ai 19 anni o poco più. Di sera la usano preferibilmente i chioggiotti, pellestrinotti, marinanti le domeniche a cavallo del Carnevale e le altre sere i tedeschi e gli italiani. Al mattino i veneti sotto i 12 anni.
Perché sono micidiali queste bombolette? Perché non dovrebbero sporcare una volta asciutte ma invece lo sono soprattutto se il capo è di colore scuro. Il prezioso mascheramento nero di velluto sporcato di schiuma risulterà poi trasformato in alcantara. Se il vestito che indossi venendo a Venezia per vedere il famoso Carnevale è una cosa così così va bene, ma se pensi che qui tutti sono vestiti da lussuosi e cafoni damigelli del ‘700 che camminano lentamente e ti vesti col vestito nuovo devi trattenere il respiro e accennare un sorriso sardonico. Infatti, se non vuoi far vedere a tutti chi veramente sei, devi sopportare l’idea di, una volta arrivato a casa, di buttare via il Valentino Garavani da 1000 €.
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Giuochi: quelli che si facevano una volta. E di adesso.
Fabrizio Tamburini
Canzoni tipiche veneziane: le canzoni delle serenate.
Ricette venessiane tipiche. Da stampare e attaccare in cucina mentre le preparate. Altro che iPad.
Il leone di S. Marco. Storia della nostra bandiera.
Espressioni dialettali veneziane. Piccola raccolta delle parolacce.
Termini comuni che non si usano più.
Modi di dire
Dizionario veneziano-inglese
La rubrica di Mat
Tassisti
Gondolieri, romanticoni o...
Quelli delle bancarelle
Gli abusivi
Gli intromettitori
I portabagagli
Gli ex-vendoitori di grano per i colombi.
I cantanti delle serenate in gondola.
I veneziani comuni
I vigili
I sbarbai
Poesie venezie
Soprannomi dei gondolieri
Le frasi matte dei turisti
I colombi
Natasha
Le vignette di Lele Brunini
Tony
Ada
I gatti veneziani
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Moda a Venezia.

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    Numero 2850
    Delibera iscrizione 92 del 27/05/2010
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