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Carnevale 2005

 



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La cronaca

28 gennaio

Make up? Why not?

Da ieri è iniziato in via ufficiosa il Carnevale di Venezia 2005: il Carnevale dei veneziani (a detta degli addetti ai lavori). L'acqua alta non si è fatta vedere come gli altri giorni e non penso ci saranno problemi per i prossimi. Non che si siano viste tante maschere fino ad ora, solo i visi lunghi stile "urlo di Munch" dei commercianti per l'assenza di turisti in città. Gli alberghi, soprattutto i grandi alberghi, non hanno il tutto esaurito e ci si aspetta una gran invasione come al solito i giorni classici dei weekend, giovedì e martedì grasso. Da ieri sono comparsi i truccatori di piazza San Marco, numerosi come al solito. Sloveni e croati in primis, a sentire da come parlano tra loro. E i veneziani? A rifarsi il trucco prima di Strasburgo (vedi foto sopra).


Piazza San Marco in gran spolvero nel vero senso della parola. Due sono le grandi impalcature che stanno smontando nell' area marciana e precisamente quella del Patriarcato e quella della libreria marciana (I° lotto).

Domani pomeriggio alle 3 da San Pietro di Castello partiranno, per raggiungere San Marco, le 7 Marie accompagnate da 500 maschere. Saliranno sul palco allestito in Piazza ma solo martedì grasso sapremo chi tra le 7 sarà la Maria dell'anno. Nella foto sopra: la Maria vincitrice dell'anno scorso.

L'anno scorso ci siamo fatti una settimana in più di Carnevale. ne è valsa la pena? Sicuramente no. Avremo la tanto temuta/amata invasione biblica?

29 gennaio

Agrime e mussi
[Lacrime e mucosa colante]

Anche se la presenza di maschere nel primo sabato di Carnevale è diminuita notevolmente è aumentata proporzionalmente la loro stazza. Complice il gelo e il vento da nord, anche le damigelle più filiformi dal bustino stile fetish sembravano, delle cicciottelle a fianchi larghi. Sotto il vestito niente? Macchè! Calzemaglia, sottotuta da sci e imbottiture polari hanno sgraziato qualsiasi Veronica Franco marciana.

Sarà stato il "Carnevale basso", saranno stati i saldi, sarà stato lo Stato, sta di fatto che il primo sabato di Carnevale è stato il più magro a memoria di commerciante delle ultime generazioni. Già alle 6 di sera la Piazza San Marco era quasi vuota. I truccatori, vero termometro, si sono volatilizzati a quell'ora e la gente pure. Incassi dal 50 al 75% in meno rispetto l'anno scorso, almeno a giudicare dalle voci di Piazza. Non c'é stata l'invasione amata/temuta, i vaporetti erano semivuoti, poche ancora le maschere belle, intervenute solo nel pomeriggio. Vedremo oggi col volo della "Grande Sorella".


Non male questo sfondo del computer realizzato dal sottoscritto di mattina presto. Ho preso un po' di maschere presenti ieri e ne ho fatto un quadretto. Clicca sulla foto per un 800 x 600.

30 gennaio

Consegnata

Grazie soprattutto a Max (e al padre di Tommy, Aldo), il pedinamento e la foto al veneziano reso famoso dalla Tv col Grande Fratello. Tutto questo durante la confusione del volo dell'Angelo.

Carnevale 2005. Riassunto della domenica dell'angelo fu della Colombina. Un po' di più di maschere ce ne sono state rispetto al sabato. Il sole ha scaldato un i visi paonazzi dei foresti e il vento ha attenuato la sua azione. Piazza gremita come al solito a mezzogiorno, momento in cui la famosissima Carolina, novella regina di Cipro del gossip, è scesa dal campanile di bianco vestita. Ad attenderla il suo moroso Tommaso, il doge e un nugolo di giornalisti, fotografi e infiltrati (io e Max). Allo scoccare delle 12 al suono delle campane si sono aggiunti gli spari dei fucili indirizzati in aria (verso Carolina...ma non si dice): nessun colombo è fuggito via impaurito. Infatti se ci sono le persone pressate l'una contro l'altra non ci stanno neanche i piccoletti che verrebbero orsù schiacciati. Dopo mezzoretta, quando tutto è passato, si sono volatilizzati Tommy e Carolina e con loro i giovani schiamazzanti facendo più buchi tra la folla che in una testa con la calvizie incipiente. La giornata è passata come al solito senza sto popò di maschere e al crepuscolo tutti si sono rintanati lasciando quattro sparuti blocchetti di ragazzi con le bottiglie di rosso in mano gridanti a squarciagola a farci ricordare che questa era la prima domenica di Carnevale.

31 gennaio

Lunedì magro

Altra giornata campale del Carnevale di Venezia edizione 2005. Pienone ancora una volta in piazza San Marco: commercianti che chiacchierano, grossisti che fumano, intromettitori che girano guardandosi le punte delle scarpe, guide che aspettano i giapponesi. Come quando sembra di aver sentito il terremoto, tutti i veneziani dell'area marciana escono dal loro negozio, incrociano le braccia e guardano insospettiti in giro: ma dov'é la gente? Nella foto: un tipico commerciante veneziano in questi giorni.

Molti francesi il lunedì di Carnevale. E qualsiasi commerciante sa che quando ci sono i francesi non si lavora: domandano, si provano 10.000 maschere, dicono che comunque è tutto troppo caro, domandano quella che non hai e vanno via. Ma per i fotografi professionisti questi giorni sono d'oro per il loro gran daffare: poca gente in giro, più le maschere sono facili da fotografare e quando si parla di maschere si intendono le maschere belle, quelle da calendario. Il sole ha richiamato tutta la gente disponibile, il gelo si è fatto sentire meno del weekend ma, a vedere la presenze di ieri, la dice lunga sull'andamento di questa prima settimana. Tutto si concentrerà nella seconda, si mormora in giro. Se c'era la pioggia dell'anno passato almeno staremmo a casa, dicono altri. I morti si contano in ultima dicono gli ottimisti, se i morti non siamo noi, i pessimisti.

2 febbraio

Il Carnevale degli anziani

Risaputa la diminuzione di più del 50% delle presenze per il Carnevale, non si può non intitolare questa edizione, al posto del Carnevale dei veneziani, il Carnevale degli anziani. Infatti chi si può permettere un paio di settimane con questi prezzi se non si è ricchissimi e non si è andato in pensione da tempo?

E i giovani? Chi si diletta a dipingere il viso dei turisti, chi si paga l'ostello cantando, suonando la fisarmonica. E tutti gli altri? Solo al sabato e alla domenica.

Ma Carnevale è anche, come ho già detto, la festa di tutti: belli e brutti. Con una maschera al volto e un bel vestito puoi ricevere complimenti tipo "Bellissimo, incredibile, fantastico, leggiadro" anche se si è l'esatto contrario. Con la maschera viene fuori quello che hai dentro e che hai paura di mostrare. Con la maschera non diventi rosso. Con una maschera puoi agire indisturbato in una gioielleria di piazza San Marco, tirare un pugno al titolare, rubare tutto quello che c'é da rubare e non farti riconoscere come è successo ieri mattina .

3 febbraio

Ieri, mercoledì.

Il "Quadri" all'ora dell'aperitivo

Giornata splendida ieri a Venezia. Il sole splendente e un'aria fresca e lucida ha fatto da degno contorno alle numerose maschere di lusso il giorno prima del giovedì grasso. Pochi i turisti, come da copione, molti i fotografi professionisti con digitali all'ultimo grido e Leica sempreverdi. Alle 6 di sera, sempre come da copione, tutti a letto.

Alle 18 il concerto in piazza San Marco dei Thelonious Monk Ensamble, il famoso gruppo Jazz. Musica giovane. Gente presente al concerto: una novantina di persone. No comment.
Ma a chi può piacere un Carnevale così? A molti. Il dilemma " Pochi ma buoni" a Carnevale ha un senso? E' meglio la ressa dei giorni clou o una sottile presenza di bellissime maschere in un'artefatta Venezia? E' meglio vedere mandrie all'assalto e che fanno ricchi solo i commercianti (& C.) o gruppetti di anzianotti che si atteggiano ad angeli e a damigelle di un mondo passato e scomparso?

 

 

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